L’Islanda è una terra (isola nel nord Atlantino) conosciuta in tutto il mondo soprattutto per la sua particolare natura: le sue aurore boreali, la lunga notte col sole all’orizzonte, le imponenti cascate, i possenti ghiacciai, gli splendidi altopiani dell’interno che si perdono oltre l’orizzonte e, ovviamente, i tantissimi (grandi e piccoli) vulcani. Di conseguenza, quando si giunge qui spesso si riserva alla capitale Reykjavik solo una fugace “toccata&fuga”. Mentre invece REYKJAVIK ha davvero tanto da offrire e da far vedere. Un concentrato di caratteristiche che vanno dall’indole vivace, cosmopolita a largo raggio, tranquilla in ogni suo angolo, coinvolgente e ironica quanto basta; qui tradizioni e modernità si alternano senza contrasti.
Un luogo pieno di sorprese che abbracciano un’ampia varietà di interessi. Vecchie case dai tetti colorati e le pareti di latta (stagno) che si alternano a nuove costruzioni che trasmettono – al tempo stesso – modernità e raffinatezza; strade di collina con edifici accostati spontaneamente vengono interrotte da ampi spazi verdi (parchi e giardini); luoghi tranquilli dove è possibile trascorrere momenti di relax in pace, sono facilmente raggiungibili a piedi dall’animato centro. La capitale riesce sempre ad offrire la sua duplice indole che va da una piccola comunità unita a una città che guarda al futuro. Oltre che con i suoi siti turistici e il suo naturale fascino, la città accoglie i visitatori con un’infinità di gallerie, musei, negozi e bar e le numerose attività (festival ed eventi) proposte dal vivo.
Reykjavik è la capitale più settentrionale del mondo; poterla visitare in un giorno è possibile. Questo perché le sue dimensioni urbanistiche sono ben più piccole della maggior parte delle capitali europee. Viverla a piedi, in cammino, è un viaggio che lascerà più di qualcosa dentro. Prospiciente alla baia Faxaflói, circondata da montagne, vulcani e isolette, essa non è come le altre capitali europee, coi palazzoni altissimi e super moderni, qui è tutto a misura d’uomo e un giorno è sufficiente per visitarla camminando a piedi; esplorando la vibrante vivacità in essa contenuta; andando alla scoperta dei principali punti di riferimento immersi nell’affascinante atmosfera di una cultura nordica. Andiamo, così, a compiere una esplorazione dei punti salienti della città.
Il 70% della popolazione islandese è concentrato nella capitale e nei suoi dintorni, mentre il restante 30% è distribuito nei suoi piccoli villaggi e le località rurali sparse, a decine di km una dall’altra, per il resto dell’isola. Reykjavík è una città che ha un meraviglioso fascino che le deriva dai suoi molti contrasti; dai suoi edifici più iconici, dalle statue storiche ai murales che ricoprono le pareti degli edifici; essa è una città artistica che rende omaggio alla maestria e al duro lavoro dei suoi abitanti. Qui bisogna fare costantemente i conti con il meteo che è decisamente instabile e può cambiare – inavvertitamente e senza preavviso – da un momento all’altro, soprattutto nella stagione invernale. É consigliabile, quindi, indossare indumenti adeguati, poiché le condizioni meteorologiche possono cambiare improvvisamente e in modo repentino.
Ma partiamo subito dal simbolo più iconico della città, la grande chiesa di Reykjavik: HALLGRÍMUR (Hallgrímskirkja), una chiesa luterana di nuova costruzione, iniziata dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e terminata nel 1983. La sua imponente e particolare struttura, richiama le colonne in basalto della cascata di Svartifoss che è visibile da ogni angolo della città e può essere usata come punto di riferimento per muoversi nella capitale islandese; essa è dedicata al reverendo Hallgrímur Petursson, sacerdote del XVII secolo e autore di una famosa serie di Inni della Passione. La chiesa esternamente è bianca e riconoscibile anche a distanza grazie alla sua torre alta 74,5 metri; il suo interno è invece caratterizzato da un enorme organo con 5.275 canne.
Situata nel cuore del centro storico, è stata costruita per ricordare la natura islandese, in particolare le colonne slanciate sono state fatte per richiamare la natura vulcanica dell’isola, ma può sembrare anche una vela lanciata verso il cielo, oppure un’astronave Shuttle sulla rampa di lancio. Si tratta dell’edificio più imponente di Reykjavik; una volta al suo interno si notano la sobrietà ed essenzialità; la sua bellezza deriva in gran parte dalla sua estetica. Classicamente islandese, le sue tre principali influenze sono la semplicità del design protestante, le colonne esagonali che si possono trovare in tutto il Paese e la forma del martello di Thór, il dio norreno del tuono. Di fronte alla chiesa si trova la statua di Leif Erikson, primo esploratore vichingo, protagonista di molte saghe norreniche, sbarcato in Canada ben 500 anni prima di Colombo!
Dall’Hallgrímskirkja una strada in lieve discesa caratterizzata dalla pavimentazione tinta con l’arcobaleno, conduce alla principale arteria del centro della città; una strada di circa 2 km tra le più antiche della capitale: LAUGAVEGUR che, letteralmente, significa “la strada del bagno”, oppure “via del lavaggio” o “via dell’acqua“. Questa venne costruita nel 1885 per consentire agli abitanti di raggiungere le sorgenti termali di Laugardalur; utilizzata dalle donne di Reykjavik che ogni giorno si recavano alle sorgenti geotermali per lavare la biancheria. Oggi, invece, è una strada colorata costellata da una miriade di negozi che propongono souvenir e botteghe tradizionali nonché molti bar e locali che propongono pietanze tipiche locali. Tra le facciate di case colorate il centro storico di Reykjavik è un mix tra antico e moderno, un alternarsi di caffè, negozi d’artigianato locale e di design, musei e gallerie d’arte!
Dal principale incrocio di Laugavegur, si devia a destra fino a raggiungere il fronte del mare ove è posta la scultura in acciaio SÓLFAR (SUN VOYAGER) realizzato dall’artista Jón Gunnar Árnason che ricorda, nelle sue linee, lo scafo di una nave vichinga. Realizzata nel 1986, in omaggio alla storia islandese e alla sua tradizione marinara, fu collocata in occasione del 200° anniversario della città, è interamente in acciaio e rappresenta una nave dei sogni, un inno al Sole, racchiudendo la promessa di libertà, speranza e nuove mete da scoprire. Il “viaggiatore del sole” rappresenta il passato marittimo del paese ed è uno dei luoghi più fotografati della capitale islandese, non solo per la particolare struttura scultorea, che ricorda un’imbarcazione vichinga, ma anche per il particolare scenario in cui si trova, proprio sul mare, con le montagne sullo sfondo. Infatti, da qui, nelle giornate più soleggiate, è possibile scorgere, in lontananza, anche la Penisola di Snæfellsnes!
Il Sun Voyager, nonostante le percezioni comuni, non vuole essere un’imbarcazione vichinga, ma tende ad assomigliare a una nave dell’immaginazione. Il viaggiatore del sole guarda da Reykjavík al monte Esja attraverso la baia di Faxaflói. Quello che il suo creatore voleva rappresentare diventa evidente osservando meglio quest’opera; essa simboleggia il tormento dell’avventura, il desiderio di scoperta, il bisogno di andare avanti e il ponte fra i reami del sogno e della realtà. Descritta come una “ode al sole“, è la scultura più famosa di Reykjavík; simbolo della capitale islandese sembra fatta apposta per evocare ed emozionare. In realtà ha diversi significati; può essere una nave che conduce verso i sogni o rappresentare un viaggiatore verso il sole (infatti il suo nome è anche The Sun Voyager), ma per tutti al primo impatto, vista la notevole somiglianza, è un’imbarcazione vichinga, legata alla storia e alla tradizione islandese. Tra neve e ghiaccio, con le nubi nelle giornate uggiose, dall’aurora boreale al sole di mezzanotte, Solfar rende ancor più suggestiva Reykjavik e ne rappresenta bene l’autentica l’essenza.
Proseguendo sul lungomare e dirigendosi in direzione del vecchio porto, già è possibile scorgere uno dei simboli della città: l’HARPA Concert Hall di Reykjavik, affacciata direttamente sul mare, progettato dall’artista Oliafus Eliasson nel 2011, questo edificio si discosta di gran lunga dall’architettura nordica prevalente in città: si tratta infatti di un grande auditorium di vetro che, costruito proprio sul mare, vicino al porto, crea dei meravigliosi giochi di riflessi sull’acqua! Questa struttura è interamente costruita in vetro e anch’essa prende ispirazione dai bellissimi paesaggi basaltici islandesi.
Eccoci giunti al vecchio PORTO, oggi luogo di interesse cittadino e punto di partenza di numerose gite in barca con splendide viste sull’oceano e un’atmosfera vivace. Anche con la pioggia, le nubi e il tempo mutevole dell’Islanda, la sua capitale sa intrigare lo stesso il visitatore. Basta una passeggiata lungo il porto vecchio, dove sono ancorate le barche per restare incantati da questo gioco eterno tra terra e acqua, tra luce e ombra, tra colori forti e sfumature pastello. Il porto di Reykjavik è un susseguirsi di piccoli locali con vista sul mare; è un luogo molto caratteristico e come si può immaginare abbastanza frequentato, Inoltre ha dei piccoli fari tutti gialli, che lo caratterizzano e risultano ben visibili anche nelle giornate piovose, di nebbia o neve. Qui durante il weekend è possibile visitare il Kolaportid (Tryggvagata 19), un mercato delle pulci dove è possibile fare degli ottimi affari e acquistare i famosi Lopapeysa, i tradizionali maglioni islandesi in lana lavorati a mano.
Dal porto con breve passeggiata si raggiunge il centro della Città Vecchia. La parte antica della città è raccolta intorno all’oasi naturale in centro, ove prospettano il Municipio e Palazzo “ALTHINGI”, l’Alþing il Palazzo del Parlamento con la vicina Cattedrale (DÓMKIRKJAN) e il laghetto TJÖRNIN. Sulla strada per il municipio di Reykjavik, si attraversa Þingholt, che è il centro di Reykjavík, uno dei quartieri più antichi della città; esso prende il nome dalla strada di Þingholtsstræti, dove sorgeva una piccola casa contadina dal 1765 al 1771.
Il bellissimo Palazzo del Parlamento islandese (l’Althingi) è attaccato alla Cattedrale di Reykjavík sede del vescovo d’Islanda e chiesa madre di culto evangelico/luterano d’Islanda, nonché la chiesa parrocchiale del centro storico. Questi edifici sono proprio uno vicino all’altro. Costruita in stile neoclassico la Cattedrale fu consacrata nel 1796. Il parlamento fu invece spostato qui nel 1849, centralizzando il potere in Islanda a Reykjavík dopo che era esistito nel Parco Nazionale Thingvellir per oltre 7 secoli. L’Althingi è il parlamento di maggiore durata al mondo; spesso è possibile vedere qui le forze della democrazia all’opera; mentre la Cattedrale è la chiesa più antica di Reykjavík, e il suo semplice stile luterano racconta la storia religiosa di tutta l’Islanda.
Alle spalle di questa cornice di palazzi e monumenti che costellano la principale (e centrale) piazza cittadina, s’apre lo specchio lacustre del meraviglioso Lago Tjörnin. Questo lago è un angolo di pace, abitato da tante specie di uccelli acquatici, in particolare i cigni, per i quali durante l’inverno viene messo in pratica un sistema di riscaldamento delle acque, almeno in un lato, per evitare che il lago si ghiacci totalmente lasciando vivere gli animali. Tutt’intorno al lago poi i sentieri sono l’ideale per trascorrere piacevoli pic-nic, per effettuare passeggiate nella natura senza uscire dalla città. Circondato da bellissimi palazzi il lago è anche la casa di una quarantina di specie di uccelli e i tanti cigni che lo popolano sono sempre felici di ricevere qualche briciola di pane. Sul lago si trova inoltre il Raðhús: l’edificio ospita l’Ufficio Turistico della città ed è caratterizzato da colonne di cemento che emergono dall’acqua con pareti ricoperte di muschio.
Sulla collinetta a nord del lago si erge, in tutta la sua semplice ed essenziale struttura, la Chiesa Cattolica FRÍKIRKJAN (meglio conosciuta anche come “CRISTO RE”). Essa è l’unica chiesa cattolica di Reykjavik, la Landakotskirkja, conosciuta anche come la cattedrale di Cristo Re. Venne costruita nel 1929 e in quell’anno era considerata la chiesa più grande di tutta l’Islanda. Poche centinaia di metri e siamo sul lungomare a nord della città; qui s’apre la spiaggia di NAUTHÓSLVÍK. A Reykjavik non sono da trascurare le spiagge, in particolare quella di Nauthólsvík, che si presenta con diverse sorgenti d’origine geotermica: una lunga distesa di sabbia alternata da scogliere d’origine vulcanica, in cui s’aprono alcune piscine (vere e proprie pozze composte da blocchi vulcanici) riscaldate di acque termali, dove è possibile immergere i piedi (o bagnarsi del tutto) e poter godere brevi attimi di relax con acqua calda non salata.
Meta finale di questa lunga camminata che ha attraversato i luoghi più salienti e caratteristici della capitale d’Islanda, considerato anche uno dei punti più bui e belli dove osservare l’Aurora Boreale a Reykjavik è il promontorio di Grótta, col suo bianco Faro situato proprio sulla punta della penisola di SEKTJARNARNES (o Seltjarnarnes). Il faro è raggiungibile – camminando sulla via lungo la costa – dopo circa 4 km dal centro della città con una bella passeggiata sul lungomare. Qui il faro è collocato su una striscia di terra raggiungibile (ma prestando molta attenzione) con la bassa marea; se invece ci si trova nella stagione della nidificazione degli uccelli marini che qui depositano le proprie uova, nel periodo che va da maggio a luglio, è assolutamente vietato sia l’accesso alla spiaggia che camminare sul bordo dell’acqua, che peraltro risulta essere parecchio fredda.
Un giorno intero, quasi senza accorgersene può bastare, dal mattino fino a tarda sera, per compiere questo bellissimo itinerario che tocca le principali attrazioni (monumenti, chiese, luoghi d’arte, natura, paesaggi…) di Reykjavik e non ci si meraviglia affatto se, nell’arco di questa dimensione nordica spazio/temporale il meteo assume – di volta in volta – repentini cambiamenti. Come già detto, qui il meteo è decisamente instabile e può cambiare da un momento all’altro, soprattutto durante la stagione invernale con le poche ore di luce che si hanno a disposizione e che vanno dalle 10,00 del mattino fino alle 15,00 pomeridiane. Per tutto il resto… il “sogno” nordico continua! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
