Queste, in sintesi, sono ciò che offrono le bellezze paesaggistiche, naturalistiche e ambientali racchiuse, da millenni, in questo luogo tra i più belli e significativi di tutta l’Albania. BERAT, a circa 100 km a sud della capitale Tirana, è un piccolo gioiello che – tra storia e architettura – restituisce i fasti di un ricco e glorioso passato, un autentico melting-pot in cui s’intrecciano culture, religioni ed etnie diverse, laddove si rincorrono culti e antiche tradizioni, racchiuso al centro di una valle bagnata dalle acque del fiume Osum e attraversata, fin dall’antichità, dall’antica Via Egnazia (Ἐγνατία Ὁδός) un’antica, e probabilmente la più importante, via di comunicazione che collegava Bisanzio con l’Adriatico.
Berat è un viaggio nel tempo e nello spazio attraverso la storia, l’architettura e la cultura dell’Albania. Con la sua bellezza fuori dal tempo, la sua vivace scena culturale e la calorosa ospitalità della sua gente, il luogo si presenta come una tappa imperdibile per chi desidera scoprire la ricchezza e le diversità del patrimonio albanese. Attraverso le strade acciottolate, le case dalle mille finestre e le testimonianze delle diverse culture che – durante il corso dei millenni – hanno plasmato la città, Berat è una destinazione che cattura le emozioni di chiunque giunga fin quaggiù per conoscere le sue principali attrazioni.
L’antico villaggio di Berat, diviso dal fiume, è suddiviso in tre parti ben distinte: “KALA” la cittadella dominata dal Castello; “GORICA” il quartiere (di matrice ortodossa) che si estende a sud, adagiato sul fianco di una collina; e “MANGALEMI” quello aggrappato, verso nord, alla rupe da cui si erge la Fortezza, di matrice prettamente islamica; entrambe le borgate sono adagiate sui due versati della vallata a ridosso del fiume. Qui, in questo luogo, si vive (quasi toccando con mano) l’Albania più autentica, quella rurale e così ricca di opere d’arte e di storia.
Berat affonda le sue radici nella storia antica (tra i VI e V secolo a.C.). In questo luogo ebbe origine un insediamento illirico, che passò poi sotto la dominazione ottomana, bulgara, serba e infine turca. Di questo passato si conservano evidenti tracce nei due diversi quartieri di Gorica e Mangalemi, separati l’uno dall’altro dal corso del fiume Osum, che attraversa perpendicolarmente l’intera città. Nelle due diverse anime religiose, l’una prettamente cristiana e l’altra tendenzialmente musulmana, questi quartieri sono l’emblema della pacifica convivenza – civile e culturale – che da sempre caratterizza questa cittadina albanese.
Come una gemma nascosta nel cuore dell’Albania, Berat è una città che incanta fin dal primo momento. Famosa per la sua architettura unica, che riflette secoli di influenze culturali, il cuore pulsante della città viene equamente suddiviso in tre parti principali: Kala, la città alta; Mangalem, la città bassa lungo le rive del fiume Osum; e Gorica, l’area situata a sud oltre il fiume. Con la sua storia ricca, la sua particolare architettura e la vibrante cultura che la contraddistingue, è anche conosciuta come “la città delle mille finestre” e – per questo – dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Berat è un luogo dove il passato e il presente si intrecciano in un affascinante mosaico di tradizione e modernità.
Ciò che rende speciale Berat è proprio il suo mix di cultura e di tradizioni. Per conoscere da vicino queste bellezze, si propone un percorso a piedi attraverso i suoi vicoli adombri, le sue stradine acciottolate, i suoi ponti, le sue moschee e le sue antichità. Muovendosi dal vecchio Ponte di Gorica, iconica struttura architettonica che attraversa il fiume Osum nella città di Berat, è un luogo intriso di storia e di suggestiva bellezza. Costruito nel XVIII secolo, questo antico ponte in pietra collega il quartiere di Mangalem con quello di Gorica, contribuendo a creare un legame emotivo, visivo e culturale tra le due sponde del fiume.
Eccoci dunque tra i primi vicoli acciottolati di Gorica. Il quartiere è un insieme di case bianche dove si trovano diverse chiese che compongono uno scenario particolarmente suggestivo. Passeggiando per i vicoli oltre il fiume, si incrociano molte persone del luogo ed è emozionante osservare episodi di vita quotidiana immergendosi completamente nella cultura locale. Tra rampe assolate e portali in pietra, piccole corti seminascoste da muretti a secco e androni appena visibili, terrazzini in legno appena sporgenti e tettoie usate come nidi dai colombi, camminare a Gorica è come un immergersi nella vita locale, una tranquilla atmosfera resa ancor più magica dalla presenza del fiume e dal panorama circostante.
Raggiunti il nuovo ponte sull’Osum, si esce dal quartiere di Gorica per raggiungere, sull’opposta sponda verso nord, le prime case del quartiere di Mangalemi, quartiere musulmano di Berat, interamente dominato dalla presenza dei minareti delle tre storiche moschee che vi si trovano: Moschea degli Scapoli (Xhamia Beqarëve, per i garzoni ed artigiani non ammogliati che un tempo frequentavano questo edificio religioso), la Moschea del Re (Xhamia Mbret, caratterizzata dal soffitto di un color verde intenso e da un intarsio che presenta alcuni brani del Corano affiancati dai diversi nomi di Dio) e la Moschea di Piombo (Xhamia e Plumbit, per via delle cupole interamente ricoperte di piombo).
Ed eccoci tra le prime case della “Città dalle Mille Finestre”. Di fronte l’inusuale Moschea Xhamia Beqarëve, una struttura unica nel suo genere con un edificio a due piani, circondato da portici su tre diversi lati e caratterizzato dalla presenza di un piccolo minareto. Spostandosi leggermente alla sua destra, una breve salita porta in uno slargo su cui prospettano i ruderi di un vetusto mausoleo ortodosso che, oltre ai resti di una muratura in pietra, fa da contraltare alla più importante Moschea di Berat: quella del Re Xhamia Mbret. Al suo interno scopriamo un perfetto esempio di tempio musulmano e tolleranza albanese, un prezioso patrimonio architettonico e culturale.
Fuori dalla Moschea si presenta un affascinante labirinto di strette strade lastricate e case dai colori vivaci. Le strade lastricate e i vicoli tortuosi aggiungono un tocco di fascino e mistero a questa singolare città. Mangalem è un tuffo nella tradizione della città, con le sue caratteristiche facciate colorate e le finestre a “bovindo” che prospettano sul fiume, creando quell’immagine pittoresca e suggestiva da cui le “1000 finestre” Patrimonio UNESCO. Passeggiare per le vie di Mangalem è come un viaggiare indietro nel tempo, con le case tradizionali ottomane che coesistono coi ritmi della vita moderna; i cortili interni in selciato e le piccole piazze lastricate in basoli aggiungono quel tocco di intimità, mentre negozietti e piccole botteghe mostrano opere d’arte locali e prodotti artigianali.
Il Castello di Berat, una meravigliosa fortezza ottomana arroccata su di un’altura che domina la cittadina. Per raggiungerlo, occorre risalire per Rruga Mihal Komena, un’arteria che si snoda tra i vicoli di Mangalemi e arriva alla base della collina da cui s’erge la rocca; da qui, volgendo in alto a sx verso occidente, un sentiero serpeggia lungo il pendio da cui già sono possibili ammirare le mura perimetrali e le due torri – ben conservate – della fortezza che domina la città dalle sue alture. Conosciuto come “Kala”, il castello, coi suoi camminamenti e le sue merlature risale all’epoca bizantina; le sue pietre raccontano storie di difese e di protezione; un intricato mosaico di pietre bianche che si fondono col paesaggio circostante. Da qui si gode di una meravigliosa vista panoramica, che spazia tra i due quartieri di Berat collegati dall’imponente e maestoso Ponte di Gorica.
La vista della città dall’alto del castello è mozzafiato. È interessante scoprire come l’area del castello è ben integrata con le case dei residenti locali, fungendo sia da attrazione per i visitatori, che da luogo di residenza ove poter vivere. L’interno del castello racchiude un labirinto di vicoli che attraversano abitazioni rigorosamente bianche dove si susseguono chiese, moschee, fortificazioni e torri. Camminare tra le stradine lastricate, gli slarghi, le spianate e le corti del Castello di Berat è come essere trasportati indietro nel tempo; la sua terrazza che prospetta sul vuoto, caratterizzata dal pennone con la bandiera rossa dell’aquila bicefala, offre una vista mozzafiato sui quartieri della città e sul sottostante fiume Osum offrendo una prospettiva unica sulla storia affascinante di questa località dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
