Letino, in provincia di Caserta, posto ai margini occidentali dei monti del Matese, è un borgo che si staglia dall’alto di un crinale che da sempre ne ha fatto – di questa sua privilegiata posizione – un luogo di tranquillità, vera oasi di pace e contemplazione; quasi come una balconata panoramica ove poter ammirare territori e vallate che si estendono oltre ogni possibile orizzonte in quest’angolo di terre alte con scorci paesaggistici che si rincorrono di crinale in crinale.
Qui la storia ha lasciato numerosi segni del proprio passato e questo borgo “matesino” risulta essere ricordato per le leggendarie gesta di bande brigantesche e gruppi rivoltosi di anarchici che quassù incrociavano i loro passi, e che percorrendo questi sentieri ambivano ad un risorgimento politico, sociale ed emotivo affinchè queste terre, e le popolazioni che le abitavano, lasciate spesso ai margini dei più grossi e importanti avvenimenti del tempo, potessero condurre un’esistenza più dignitosa e non restare – confinati per sempre – ai “margini” di territori considerati da sempre aspri e inavvicinabili.
Una rampa che sale fino ai punti più alti del caseggiato divide il Municipio da una parte, mentre dall’altra il Campanile della principale chiesa di Santa Maria del Castello eretto in blocchi di bianco calcare, che s’impenna su quattro ordini con l’orologio, in cima chiudendo un angolo della piazzetta principale; al lato dell’ingresso del Municipio, una lapide ricorda i fermenti rivoluzionari internazionalisti di fine ‘800. Nelle sue vicinanze c’è un piccolo specchio lacustre (un invaso artificiale), ben incastrato in una suggestiva cornice paesaggistica, la cui superficie riflette il verde dei boschi circostanti; uno scenario molto simile ai piccoli specchi lacustri dei paesaggi alpini.
L’ambiente circostante si presenta molto selvaggio anche se c’è una discreta via d’accesso, caratterizzata da un ricco e pulito sottobosco, che consente di poter camminare e raggiungere il lago che dista poche centinaia di metri. In particolari periodi dell’anno lo specchio lacustre di Letino riflette tutto ciò che di bello la natura e il creato riescono ad offrire: cumuli di bianche e ovattate nubi che si rincorrono sospinte dai venti in quota; fronde dei boschi che ondeggiano al ritmo della direzione dei venti; un cielo che più azzurro di così riesce davvero difficile scorgerlo altrove; aspre cime e rigogliosi monti che sono l’ossatura della dorsale appenninica e che fanno da cornice al bacino.
E poi ancora sfondi paesaggistici e prospettive panoramiche che – di volta in volta – cambiano a seconda della posizione in cui ci si trova assumendo un’alternanza di colori che si rinnovano di stagione in stagione. Intorno al lago s’aprono scenari da favola; come la sorpresa, la meraviglia, l’incanto che al tempo stesso esalta e racchiude rilassanti atmosfere in cui immergersi in un millenario silenzio che permette di godere di una gran quiete; stati d’animo che allietano la permanenza a sostare in un luogo fuori dal tempo dove poter riuscire a trovare momenti di serenità, di svago e assoluto riposo per una – anche se pur breve – rilassante sosta! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
