(L’INDUSTRIA CARTARIA COME FONTE DI REDDITO E SOSTENTAMENTO!)
Un borgo di appena qualche centinaio di metri si espande – da una parte all’altra – circondato tra due grandi cascate generate dalle acque del fiume Liri, creando così un’isola unica al mondo all’interno di un territorio prevalentemente montuoso. Il fragore dell’acqua comincia a sentirsi poco alla volta che si superano le prime abitazioni di stampo ottocentesco, ma è dopo aver raggiunto il Ponte Napoli che si gode dello splendore e della magnificenza paesaggistica della Cascata Grande da cui emerge il poderoso Castello Boncompagni/Viscogliosi.
La natura rigogliosa del circondario, l’aria salubre dei territori circostanti, la qualità delle acque che, fin dall’antichità, hanno offerto alle popolazioni locali, sostentamento e alimentazione fanno – dell’Isola di Liri – un luogo davvero interessante ove poter trascorrere qualche giorno di puro coinvolgimento emotivo. Gli ingredienti ci sono tutti: la storia, la cultura, l’archeologia industriale, la buona cucina, l’arte, le tradizioni. Siamo nel frusinate, ai margini dei confini tra quello che un tempo era il glorioso Regno Borbonico e lo Stato della Chiesa; montagne e valloni qui hanno dato rifugio – nel tempo – a bande di briganti che imperversavano per queste contrade.
Ma la ricchezza di questi luoghi viene proprio dalla sua stessa essenza: il patrimonio naturalistico e ambientale che la contraddistingue e le peculiarità che questi patrimoni sono riusciti ad offrire all’economia e al benessere della zona. Giungere in questa località sembra proprio di entrare attraverso un varco spazio/temporale ove la natura ha sempre svolto il ruolo di protagonista assoluta. Un borgo dominato dal Castello Boncompagni/Viscogliosi che si pone proprio a ridosso della rupe ove – per un particolare gioco morfologico e naturalistico – il percorso del fiume Liri si biforca in due bracci ben distinti proprio all’altezza del castello determinando, con la Cascata Grande, un centro cittadino, ed un paesaggio (con due cascate) forse unico e, certamente, raro sia in Italia che in Europa.
La rigogliosa natura che circonda il borgo offre orizzonti e skyline davvero molto suggestive: cascate con salti d’acqua, l’argenteo flusso delle acque che serpeggia tra le case della parte più antica del borgo rendendo quest’ultimo – appunto – come un’isola circondata dalle acque offrendo al mondo intero la visione di un centro storico (forse unico) in cui l’acqua delle cascate caratterizza l’ambiente; difficile, riscontrare altrove, una cascata così imponente che scorre nel centro di un luogo abitato.
Le cascate all’Isola del Liri sono alte 27 metri e piombano proprio nel mezzo del centro abitato avendo determinato, nel tempo, anche lo sviluppo dell’agglomerato urbano. Avvicinandosi verso il centro del borgo, poco alla volta il fragore dell’acqua determina la colonna sonora che da tempo immemore accompagna il soggiorno dei residenti (e dei turisti che scelgono Isola per le vacanze) o le fugaci visite dei viaggiatori che si trovano a passare tra queste contrade. Qui il rumore dell’acqua che scivola giù sembra essere il suono delle onde che si rincorrono, s’infrangono e si attorcigliano.
Entrambe le cascate sono nel centro del paese; la Cascata Grande, alta 27 metri, è quella di maggior fascino per via del maggior gettito e portata d’acqua. La cascata più piccola, invece, detta Cascata del Volcatoio è meno spettacolare poichè viene utilizzata per alimentare una centrale elettrica. Fino agli inizi del ‘900 Isola del Liri offriva piacevoli soggiorni per la bellezza dei suoi dintorni e la peculiarità del suo centro storico che, nel corso dei secoli, è riuscito a basare la sua economia esclusivamente intorno a questo evento naturale.
Il salto dell’acqua offre uno spettacolo davvero molto suggestivo, una visione che può essere ammirata anche più da vicino, transitando per un passaggio pubblico che attraversa un antico corpo di fabbrica (Cartiera) posto sulla sinistra orografica del fiume Liri, fino a portarsi a ridosso di una terrazza quasi sotto il grande salto d’acqua; al lato opposto, sulla riva destra, prospettano gli antichi edifici del borgo antico, quello racchiuso nell’isola, sotto cui s’aprono numerosi locali (pub, ristoranti, taverne e bar) che offrono pietanze e brevi momenti di relax circondati dal magico suono delle acque.
Già dal XVI secolo la potenza e la salubrità di queste acque fu sapientemente sfruttata per scopi industriali dando un impulso all’economia locale che da agreste andava – nel corso del tempo – trasformandosi poco alla volta in industriale grazie alla regolamentazione del flusso delle acque ed alla costruzione, lungo il suo corso, di fabbriche (le cartiere) per la produzione della carta. l fiume Liri proprio all’altezza del Castello Boncompagni/Viscogliosi va biforcandosi in due rami andando a creare due cascate: una più “grande” e una più piccola, ma di minore portata d’acqua.
Isola del Liri ha avuto – durante il corso dei secoli – periodi di progresso e di benessere civile, culturale e sociale che si sono alternati periodi di totale abbandono. Con l’arrivo dei Francesi agli inizi del 1800 iniziò lo sviluppo industriale per la lavorazione della carta e le costruzioni di diverse fabbriche dedite allo scopo e la costruzione, nel circondario, di sontuose e monumentali ville, come la splendida villa Lefebre. Verso la metà del secolo scorso, invece, inizia la crisi di queste industrie della carta fino al completo abbandono degli edifici delle antiche cartiere che, è bene sapere, avevano ognuna una piccola centrale idroelettrica che sfruttava proprio l’energia prodotta dalle cascate.
Camminando lungo le poche centinaia di metri di Via Roma, si lascia sulla sinistra uno slargo su cui prospetta la facciata di Palazzo Zuccari, mentre al lato opposto, tra vicoli basolati, archi e supportici, rampe e gradinate, vecchi edifici in pietra ed antichi portali in penombra, si attraversa il cuore antico di Isola. Sulla sinistra prospetta la rosea facciata della Chiesa di San Lorenzo in puro stile barocco; questa chiesa fu teatro di un sanguinoso ed efferato eccidio che coinvolse parte della popolazione durante la fine del ‘700.
Raggiunti il lato opposto del borgo (verso ponente), e superati il successivo Ponte Roma del braccio secondario del fiume, sulla destra compare l’accesso che invita ad entrare nel Parco Fluviale, un’area appositamente attrezzata che conduce ai piedi della Cascata del Valcatoio, formata dal ramo destro del fiume, meno spettacolare della prima perché assolve alla funzione di alimentare un impianto di produzione elettrica. Il parco è ben tenuto con un percorso pedonale e attività commerciali che costeggia il bacino; si passa per antichi corpi di fabbrica ove le ruote dei mulini, argani e ingranaggi vari lasciano intuire la vocazione industriale di questa borgata; all’interno del parco è presente anche una Biblioteca.
Qui i turisti di passaggio, i fugaci viaggiatori e la popolazione locale, possono godere, durante tutti i periodi dell’anno, di attimi di riposo – magari godendo della frescura dei grossi alberi presenti all’interno del parco – e momenti di relax; oltre a gustare delle prelibate pietanze servite nei numerosi locali (consigliabile la prenotazione!), soprattutto di quelli che prospettano vista cascata. Qui, ad Isola del Liri, l’ospite ha la piacevole sensazione di essere accolto (e coinvolto) proprio come uno di famiglia, potendo usufruire delle decine di alloggi come antiche dimore, residenze storiche, b&b in case ottocentesche e affittacamere. Isola del Liri, non merita solo una fugace visita, Isola ha ancora tanto da offrire, soprattutto nelle sue vicinanze… (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
