ROTA (SA)… un castello, l’incrocio tra due vie storiche, un pedaggio e un antico “mercato”

Capire le funzionalità di un castello, soprattutto di un maniero d’epoca medioevale, risulta essere sempre una piacevole scoperta. Il “nostro” maniero è posto a guardia e controllo di uno tra i più importanti crocevia dell’antichità (la Via Popilia Regio/Capuam d’epoca romana, e la Strada dei Due Principati d’epoca Longobarda), utilizzato soprattutto per i traffici commerciali e dallo spostamento di eserciti: il poderoso Castello dei San Severino, che si erge sull’attuale centro di Mercato Sanseverino; un’autentica fortezza, un qualcosa di complesso, di straordinariamente imponente e di molto particolare.

E’ sempre stato considerato come uno tra i più importanti complessi monumentali di architettura militare dell’Italia meridionale (forse il secondo in Italia, per ampiezza e distribuzione degli ambienti)… Raggiungere le sue mura non comporta eccessivi sforzi, ma capire l’importanza di questa rocca, le strutture spazio-dimensionali, sia interne che esterne, ed inquadrandola nella distribuzione territoriale dell’epoca (tra il X e il XII secolo), è come scoprire le straordinarie vicende di chi, per secoli, si è alternato alla sua gestione e a renderlo vivibile.

All’ampia distribuzione degli ambienti, così come si sono succeduti nel corso del tempo, è un’alternanza e sovrapposizione di stili architettonici e strutturali composti da un originario nucleo di fondazione longobarda, si sovrappone un secondo accostamento normanno ed un successivo ampliamento di un terzo nucleo svevo/angioino/aragonese. I Sanseverino furono una tra le più importanti (e potenti) famiglie del regno, secondi – per discendenza dinastica – solo ai regnanti aragonesi e fu per questo che, per i loro servigi resi al cospetto della corona, ebbero l’importante locazione posta a controllo dei territori che si sviluppano tra la storica via che collegava i “Due Principati” (quello di Benevento a nord, e quello di Salerno a sud) e quella proveniente – per mezzo del varco di Codola, da occidente – dalle terre della Pianura Campana ove scorreva la più antica arteria romana della Popilia/Regio Capuam (o Annia).

Qui, fin dall’antichità, i Romani esigevano un pedaggio per il transito: il “Rotaticum“. Questa pratica, nel corso del tempo, fece divenire ben presto il “locus” come uno tra i nodi (collegamenti) principali per il commercio, a sud della “Caput Mundi“, proprio a ridosso tra l’antico tracciato della consolare Capua/Regium. La città che ebbe a svilupparsi lungo le pendici ai piedi delle sue mura e il nodo viario, trae la sua fondazione dal villaggio di origine conosciuto col toponimo di “ROTA” a cui si affiancò, successivamente, l’appellativo di “Mercato” proprio perchè qui, all’incrocio di queste due importanti arterie, avveniva un mercato che favoriva il commercio e lo scambio di merci che giungevano da più parti.

Giunti in prossimità del maniero, un originario muro di cinta esterno ed uno steccato immettono attraverso il varco d’ingresso nord-occidentale delle mura e subito compare quello che è l’ambiente più caratteristico di una fortezza medioevale: la Piazza d’Armi. A ridosso del mastio quadrato e sotto il secondo ingresso principale, quest’area veniva sicuramente utilizzata per le importanti operazioni militari di difesa e di attacco. Un perimetro interno viene invece caratterizzato da piccole “torrette” le quali accoglievano le installazioni di macchine da guerra coi caratteristici camminamenti di ronda, i quali ancora oggi conservano le merlature originali erette tra l’XI e il XII secolo.

Completano la bellezza dell’imponente struttura militare, la “cisterna” per la captazione dell’acqua attraverso una galleria interna; la Cappella gentilizia e la principale residenza dei signori. Sicuramente questi poderosi ruderi che testimoniano l’ardita presenza del Castello, conservano – al loro interno - nascosti (o volutamente interrati) ambienti e strutture che, se scoperti e opportunamente riportati alla luce, renderebbero la sua presenza, in questo particolare paesaggio distribuito tra monti e valli, ancor più strategicamente significativa. Camminare tra queste antiche pietre, ancora oggi riporta alla mente i gloriosi fasti di leggendarie battaglie per il controllo ed il governo di questa parte di territorio.

Conoscere la storia di un territorio e tutto l’evolversi delle vicende che lo hanno contraddistinto è importante, e riuscire a testimoniare le sue peculiarità nel trasmette curiosità e stupore, non fa altro che incrementare quel gusto per la scoperta che è insita nella natura umana di ognuno. (testi di ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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