CAPRI (NA): al “salto” di Tiberio, uno spicchio di terra avvolto d’immenso…

Quello che si propone viene considerato – a ben ragione – uno tra i principali percorsi pedonali (escursionistici!) più conosciuto dell’isola; quello di primo impatto, quello dove il viaggiatore, appena giunto in Piazzetta, chiede di andare a visitare uno dei punti più panoramici dell’isola di CAPRI: il “leggendario” Salto di Tiberio. La famosissima Piazzetta (cuore pulsante di Capri), risulta essere il naturale punto d’incontro di tutte le stradine che collegano il paese alle varie zone dell’isola. Appena superati la Torre con l’Orologio, nella Piazzetta si entra passando sotto l’ Arco del Campanile e, portandosi accanto al Municipio, si esce su Via delle Botteghe.

Un agglomerato di curiosità, come in una sorta di “casbah” densa di profumi e di colori, in cui è possibile incontrare vetrine maiolicate; traballanti mensole stracolme di oggetti; botteghe di profumi dalle aromatiche fragranze; tipiche cantine che espongono (e propongono) vini bianchi e rossi delicati, sempre freschi, dagli intensi profumi e dai sapori morbidi, asciutti e aromatici sapientemente aromatizzati con essenze di terra caprese: finocchio e mirto. Tipiche locande che si rifanno alla fusione di due civiltà (l’una contadina e l’altra marinara) così diverse e complementari tra salse e sughi dai condimenti tutti a base di pomodoro (come la “chiummenzana”, la “aumm aumm” e la saporita “sciuè sciuè”).

Dalla Piazzetta, fulcro dell’intensa vita mondana dell’isola, si procede spostandosi verso la parte orientale dell’isola. Superati il Municipio camminando in lieve ascesa attraverso vicoli silenziosi dove le pareti delle abitazioni sembrano quasi toccarsi, poco alla volta si lascia il chiassoso e mondano centro fino ad entrare in un paesaggio dominato dai muretti di recinzione in pietra a secco, passando accanto a giardini dai particolari pergolati fioriti. Piastrelle in ceramica caratterizzano un po’ tutti gli ingressi delle case private e, mentre gli scorci cominciano ad aprirsi lungo livelli sfalsati tra macchie verdi e l’intenso azzurro tra cielo e mare, dai bianchi tetti delle volte a botte delle case emergono le splendide e inconsuete forme dei suggestivi “comignoli” di Capri, particolari canne fumarie dagli inediti stili architettonici e decorativi.

Giunti alla biforcazione della “Croce” con Via Matermania (che, proseguendo a destra, non va presa), senza indugiare si prende a salire sulla sinistra imboccando la rampa di Via Tiberio. Subito a destra compare la bianca chiesetta del XV secolo, dalle particolari forme a volta, di San Michele Arcangelo completamente circondata da aiuole sistemate su più livelli. Si cammina ancora in salita sfiorando case dai tetti ricolmi di fiori e i giardini terrazzati di ville spesso irraggiungibili. Superati i caseggiati di Mongiardino e Moneta, l’asse viario principale (sfiorato sul lato destro, verso ponente, da una copiosa pineta) perviene alla parte estrema nord-orientale dell’isola, in località Lo Capo, proprio sotto la rupe dove si erge quella che un tempo fu la Villa di Tiberio. Qui una balconata panoramica lascia scorrere lo sguardo su panorami mozzafiato che s’aprono con burroni e profondi precipizi (il “Salto di Tiberio”) a picco su un mare i cui fondali assumono molteplici tonalità d’azzurro.

A destra una casetta funge da biglietteria d’ingresso all’area archeologica, mentre a sinistra compare la scala che permette l’accesso alla poderosa struttura della Villa Romana. Il Palazzo di TIBERIO (conosciuto anche come Villa Jovis) fu la residenza dell’imperatore romano che qui trascorse molti anni della sua vita. Per un articolato sistema di rampe, cunicoli, cisterne, gallerie, vasche e camminamenti, la visita alla villa trova il suo culmine in cima alla Cappella di Santa Maria del Soccorso (335 m) da cui si gode un vasto panorama dalle incredibili bellezze paesaggistiche che spaziano dal golfo dominato dal Vesuvio alla Penisola Sorrentina col vicino “Promontorio Ateneo” di Punta Campanella. (testi & photo ©Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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