Indimenticabile escursione in uno dei luoghi più suggestivi dell’arco alpino. La canicola non concede un attimo di tregua, nemmeno alle quote più elevate. Meta della sgambata giornaliera: il Colle (o valico) del Gran San Bernardo/Col du Gd St Bernard a 2474 metri d’altezza; cioè avere lo sfizio di travalicare a piedi e penetrare in una nazione estera… semplicemente camminando! Ci muoviamo appena lasciati (1700 m) le ultime case del borgo di St Rhemy, per quello che era l’antico sentiero che sale al Colle; una pista già conosciuta (e frequentata) oltre 2500 anni fa dai potenti eserciti cartaginese di Annibale, coi suoi “spaventosi” elefanti; solcata dai piedi del vescovo Sigerico che – muovendosi dalla lontana Anglae Terrae – aprì quella via (oggi meglio conosciuta come “Francigena“) usata di lì a breve, anche per gli eserciti Sassoni, Franchi e Alemanni, nonchè gli oltre 46.000 uomini del “mòn general” Bonaparte con pesanti artiglierie al seguito che di qui passò per invadere l’Italia settentrionale tra la fine del ‘700 e gli inizi dell’800.
Ma a parte queste divagazioni storiche davvero suggestive, guardandoci intorno cerchiamo di interpretare la meraviglia e le impressioni di tutti quegli uomini come soldati, cavalieri, pellegrini, viandanti e monaci che scrutarono gli impressionanti orizzonti che s’aprono da questo angolo di paradiso montano. La traccia del sentiero lambisce i verdi pendii meridionali di mount Mort e più si guadagna quota, più aumentano le numerose chiazze di neve che resistono aggrappate ai crinali. Giunti alla Cantoniera abbiamo abbondantemente superato i 2000 metri e sembra di essere piombati all’improvviso sulla Luna; l’aria comincia a rinfrescarsi, ma è sempre il sole a determinare l’opprimente calura ferma a oltre i 32°. La traccia dell’originale sentiero è coperta da spesse lingue di ghiaccio che ci obbligano, ora, a proseguire lungo la rotabile… ma va bene lo stesso; contemporaneamente una marmotta sgattaiola, impaurita, davanti a noi per almeno una dozzina di metri per poi scomparire sull’immenso prato; ancora un ultimo sforzo e… finalmente il valico di confine!
Un lago ghiacciato s’apre avanti ai nostri occhi; sulla sx in alto la grande statua di San Bernardo che si staglia all’ombra della gigantesca piramide di granito del Gran Golliat; il famoso albergo Italia e la stazione (italiana) della vecchia dogana. Non attraversiamo il confine subito, il desiderio e grandissimo per immortalare quante più emozioni possibili questo momento; la stanchezza prevale sulla ragione, le gambe cominciano a tremare e la calura continua il suo martellante incidere; recuperiamo le forze mangiando i nostri rigatoni alla “bolognese”. Ok, finalmente passiamo il confine (contrassegnato da una bolla fluorescente arancio sul pavimento stradale!); una barra è aperta da chissà quanto e “miliari” in pietra calcarea determinano le delimitazioni statali ma… strano, nessuno controlla i nostri documenti; ma come… la stazione delle guardie elvetiche è chiusa?
Ad ogni modo ci godiamo il suggestivo spettacolo del Lac du Gr St Bernard ghiacciato camminando sull’antico (e originale) cammino che attraversa il valico, appena pochi metri sulla rotabile. In poche centinaia di metri raggiungiamo il grande edificio dell’Ospizio (ora in ristrutturazione); una breve sosta e giù verso la Svizzera fino al primo tornante, ad appena 1 km. Qui lo spettacolo della montagna è… incredibile, unico; verso ogni angolo ovunque lo sguardo ruota di 270° ci sono montagne innevate, picchi aguzzi, guglie e campanili, estese vallate ricoperte di muschi, prati e torbiere, cascate generate dallo scioglimento dei nevai, il tutto riflesso sotto un cielo così incredibilmente azzurro! La magia della montagna non smette mai di meravigliare e l’attraversamento a piedi del “mitico” Colle del Grand San Bernardo è un’esperienza davvero unica, da provare…! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
