quei “Mille Orizzonti” verso il Paradiso (costa d’Amalfi): da Minori a Ravello attraverso un’estasi di profumi e di colori

(attraverso casali, portici, rampe e giardini dal sapore arabo sospesi nell’immenso: da Minori a Ravello lungo il cammino percorso dal nobile avventuriero Thomas Hoby nel 1550). Questo singolare percorso si snoda attraverso un bel pendio che dal mare ascende alla montagna. L’itinerario tocca almeno quattro chiese ed il suo tratto offre belle vedute panoramiche dei dintorni sullo sfondo di paesaggi immutati nel tempo, dalle frastagliate montagne della costiera ai giardini “terrazzati” sospesi nell’azzurro.

Il nobile inglese Thomas Hoby ambasciatore alla corte francese nel 1550 durante la traversata da Salerno a Napoli fu colto da una tempesta che costrinse i viaggiatori a prendere terra a Minori ed a continuare il viaggio a piedi. Durante lo spostamento Hoby loda il paesaggio: “…ridente e popolato, un luogo che stupisce per la ricchezza dei frutti con arance, limoni, cedri, olive, prugne, melograni e ciliegie; per l’abbondanza di fiori profumati, per l’aria tiepida della zona e per il basso prezzo del meraviglioso vino che mi meraviglio nel veder venduto a così buon prezzo; una caraffa, che corrisponde ad un quarto inglese, costa 8 cavallucci, circa 3 farthings”.

Muovendosi dalla Basilica di Santa Trofimena in MINORI, ci si porta sul piccolo lungomare che determina la spiaggia ciottolosa. Spostandosi verso Amalfi si giunge a Piazza Umberto I che è al margine W del lungomare. Da qui, imboccati la traversa di San Giovanni a Mare, si percorre il passaggio pedonale fino ad arrivare alla base della rampa dei gradini di via S. Giovanni a Mare. Ora ha inizio la salita lungo i gradini che in breve raggiungono la Statale Amalfitana n. 163, nei pressi di una fontana d’acqua potabile. Attraversati la strada principale si risale, proprio di fronte, per un’altra rampa di strette scale che in breve portano (75 m) nelle adiacenze del cancello principale del locale cimitero.

Alla destra dell’ingresso del camposanto compare una stradina (che non va presa!); poi, proseguendo brevemente lungo il margine del cimitero, subito dopo averne superato il perimetro, si volge decisamente a sinistra da dove – ancora una volta – ha inizio una lunga salita attraverso orti e frutteti terrazzati che si alternano a masserie e case isolate. La pista s’inerpica lungo il forte pendio che viene superato con tornanti e ripetuti gradoni i quali offrono – di volta in volta – visioni e suggestioni di una costiera solo in apparenza conosciuta.

In vista di un bivio (203 m) con una via che – a destra – sale direttamente dalla periferia settentrionale di Minori qui, subito dopo aver incontrato un’altra fonte e lasciati alle spalle una piccola chiesa, s’incontrano le prime case del pittoresco villaggio di Torello (228 m), borgo di matrice medioevale che in molti identificano come il primo nucleo abitativo di Ravello e che trae il suo nome dall’altura di monte Toro. Pochi metri ancora e compare (230 m), a sinistra, la Parrocchiale di S. Michele Arcangelo con un campanile a sezione quadra e tre ordini d’altezza; qui nei pressi sbuca la pedonale (Via Torretta) che risale dalla frazione di Mormorata lungo la “nazionale” costiera.

Si continua ancora a salire attraversando case e mura di recinzione (orti e frutteti) fino a quando, dopo circa 100 metri, si incrocia una rotabile secondaria che scende da Ravello. Qui ci troviamo proprio sotto la rupe da cui si erge l’abitato di Ravello le cui case e, soprattutto, le sue ville avvolte da incredibili giardini terrazzati, già cominciano a profilarsi oltre l’orizzonte sulle nostre teste. Dall’incrocio si attraversa la strada e, passando di fronte (presenza di fonte d’acqua) si gira subito a sinistra incamminandosi lungo un sentiero.

Ad appena 150 metri si giunge a ridosso di un grande loggiato che fa da platea alla chiesa di S. Pietro a Costa (270 m), la più antica fondata in Ravello crollata nel ‘500 e più volte rimaneggiata. Dalla spianata della chiesa si volge a destra e per un viottolo (via S. Pietro) si attraversa (312 m) un’altra rotabile; da qui, salendo a destra e senza indugiare, si giunge direttamente (359 m) nella piazza principale di RAVELLO, proprio nelle adiacenze della singolare Torre d’accesso della superba Villa Rufolo.

La bellissima cornice paesaggistica in cui è inserita Villa Rufolo è un miscellaneo concentrato di edifici “moreschi” di matrice medioevale (XIII-XIV secolo), avvolti da una incredibile vegetazione che si presenta varia e lussureggiante con specie floreali non autoctone. La Villa, eretta tra il 1270 e il 1280, Attraverso il suo viale si giunge alla terrazza (che sembra tuffarsi nel mare) di Riccardo Wagner così detta perché il 26 maggio 1880 il celebre compositore cercò l’ispirazione per concludere il quadro scenico del “Giardino di Klingsor”, II atto del Parsifal; e per ricordare questo evento, in questa cornice da favola da anni si celebra – in suo onore – il ciclo del Festival musicale Wagneriano.

Piazza del Vescovado in poche decine di metri divide l’ingresso a Villa Rufolo dalla bella facciata del Duomo, (più volte rimaneggiato) dedicato a S. Pantaleone, eretto nel 1086, che si caratterizza per la presenza di tre bei portali in marmo; quello centrale è chiusa da una porta in bronzo del 1179 con 54 formelle a sfondo sacro. Il suo interno assume forma balisicale con tre navate che poggiano su otto colonne e un transetto che si contraddistingue per il pavimento inclinato nel cui fondo compare la Cappella di S. Pantaleone. Ma i gioielli scultorei di questo sacro edificio sono gli amboni; quello di destra, detto del “Vangelo”, poggia le sue tortili colonnine su leoni marmorei; mentre quello a sinistra, conosciuto come quello de “l’Epistola”, è caratterizzato da pannelli e balaustre intarsiati da splendidi mosaici con figure zoomorfe.

Sempre dalla Piazza del Vescovado s’imbocca la stradina che risale per botteghe e tipiche trattorie, fino a raggiungere – in breve – la Chiesa di S. Francesco, il cui Convento, originariamente composto da tre navate e otto cappelle, vuole sia stato fondato – secondo la tradizione – dal “Poverello” di Assisi nel 1222. Poco più sopra sorge la Chiesa di S. Chiara, affiancata dalle otto celle attigue al ‘300tesco monastero di clausura. Risalendo ancora per la bella, panoramica e silenziosa via si perviene alla scenografica Villa Cimbrone. Realizzata per volere di Lord Grimthorpe che fu colpito dalla straordinaria bellezza del luogo, la villa accoglie – in maniera sobria e spesso bizzarra – un crogiuolo di stili artistici, decorativi e architettonici appartenenti ad epoche diverse.

I suoi giardini interni, ricchi di tesori naturalistici, panche e gazebo, offrono diverse possibilità per effettuare suggestive passeggiate. Di particolare bellezza è il “Chiostrino” che compare presso l’ingresso a sinistra da cui si accede anche alla vicina cripta. Nelle adiacenze si erge la Torre “merlata” del cosiddetto castello. Il suo rigoglioso giardino attraversa il bellissimo “Viale dell’Immensità” che conduce al “Tempietto di Cerere”, ricco di statue, pozze e fontane, culminante – a strapiombo sul mare – con il celebre “Belvedere dell’Infinito” che lascia proiettare lo sguardo verso l’immenso, un panorama mozzafiato che Gore Vidal definì il “più bello al mondo”.

Guadagnando l’uscita è possibile attraversare la pineta che solca l’orlo del crinale e che ospita, al suo interno, il “Tempietto di Bacco, il “Belvedere di Mercurio” ed il “Tempio di Venere” fino a restare incantati dall’atrio delle Sirene e dal singolare Tea Room in puro stile arabo. Ritornati nuovamente in Piazza del Vescovado (359 m), con splendide vedute panoramiche che si stagliano dalla costa ai monti dell’interno; quel caseggiato che si erge a settentrione e Scala. Qui, presso la piazza principale, questo itinerario ha il suo temine. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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