Cividale del Friuli (UD) tra Longobardi e catacombe

Le possenti mura che circondano l’abitato di CIVIDALE del Friuli, l’antica Forun Iulii, la cui forma topografica ricorda un’aquila imperiale romana, accolgono un centro antico che conserva, al suo interno, autentici gioielli artistici entrati a far parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Circondato dai Colli Orientali del Friuli, noti in tutto il mondo per il “Faedis”, prezioso “nettare” di Bacco, l’intera zona parla di storia appena si affonda una vanga nel terreno.

Un ardito ponte in pietra, meglio conosciuto come il “Ponte del Diavolo“, consente l’accesso all’interno della cittadina friulana. La particolare struttura in pietra di questa possente costruzione fin dalla sua costruzione viene avvolta da una leggenda popolare che vede – come protagonista – il demonio. Questo ponte, questo collegamento che supera la profonda gola del fiume Natisone, divenne una primaria esigenza dei cividalesi per collegare le due parti della cittadina di Cividale; eretto in sostituzione di un precedente passaggio in legno, per accelerare la sua costruzione e favorire i collegamenti, chiesero aiuto al diavolo.

Lo “stesso” chiese in cambio l’anima del primo viandante che avesse superato il ponte; ma l’astuzia degli abitanti fece attraversare il ponte da animali domestici. Il manufatto è sostenuto da due arcate asimmetriche e tre massicci piloni; quello centrale poggia su un grosso sperone naturale di roccia che affiora dal letto del fiume. Fu infine fatto saltare in aria e distrutto dai fanti italiani durante la caduta e la successiva ritirata di Caporetto nell’ottobre del 1917. Ma non passarono che pochi mesi che fu subito ricostruito nel maggio 1918 dagli austriaci.

Entrati nel borgo ci lasciamo subito avvolgere dalle sue magiche e misteriose atmosfere; qui tra Basiliche, Chiese, Chiostri, Conventi e Musei si ha la possibilità di girovagare, per vicoli e corti, alla scoperta di luoghi e misteri. Tra queste antiche mura attraversati da vicoli acciottolati, le distanze sono ridotte e nonostante qualche lieve saliscendi, camminare per le sue stradine è molto coinvolgente e rilassante. Qui il traffico veicolare è scarso anche se, purtroppo, il centro non viene totalmente chiuso alle automobili. La tranquillità del posto rende tranquilla l’indole degli abitanti e la vita è molto meno frenetica rispetto a quella delle grandi città ; sensazione subito percepita subito, appena si entra nel borgo.

Tra i luoghi più singolari da non perdere c’è quello delle “catacombe”, antichissimo posto per il culto come – il più singolare di tutti – l’Ipogeo Celtico, antico luogo di sepoltura, un complesso di piccole grotte scavate su più livelli, ove sono visibili dei “mascheroni” scolpiti nella roccia probabili resti di un’arte funeraria attribuita ai Celti, riutilizzate in seguito dai Romani come celle e dai longobardi come prigioni. Il posto non è altro che un insieme di ambienti scavati nella roccia che si sviluppano su più livelli interrati che compongono una forma che ricorda lontanamente quella la lettera K. Le sue origini sono piuttosto misteriose, e a tutt’oggi ancora non si conosce il suo principale utilizzo.

Ci troviamo nei pressi dell’Arsenale Veneto, ovvero la Porta di san Pietro che è una degli antichi accessi alla città. Questa parte del centro storico è tra le più antiche di tutta Cividale, infatti il borgo San Pietro fu il primo ad essere dotato di cinta muraria. La porta di San Pietro ai Volti serviva proprio da passaggio attraverso le mura che difendevano il borgo. La sua inconfondibile facciata è incastrata in una serie di edifici di epoche successive e risale al periodo veneziano. Aperto con una volta di pietra a sesto acuto. Volgendo lo sguardo all’insù nel centro dell’arco compare una scritta in ebraico all’interno della volta, quando invece la zona ebraica della città è da tutt’altra parte. L’attuale architettura risale alla metà del ‘500 allorquando divenne un punto cardine della Seconda Cinta Muraria del borgo.

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Al centro del borgo prospetta la monumentale facciata quattrocentesca del centralissimo Palazzo dei Provveditori che ospita il Museo archeologico che raccoglie al suo interno diverse collezioni di elementi lapidei provenienti dagli scavi e da epoche del mondo antico; come vivere da protagonisti un entusiasmante viaggio nel tempo che attraversa tutta la storia della presenza di Roma in queste terre e della discesa dei Longobardi in Italia. Poi c’è il Duomo del 1457 con la sua possente facciata che prospetta proprio davanti al palazzo comunale troviamo il Duomo di Cividale del Friuli e la chiesa di Santa Maria Assunta. In questo spazio fu costruita la prima chiesa risalente all’VIII secolo che però venne danneggiata da un grosso terremoto durante il XIV secolo. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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