St. KEVIN’S Way (Irlanda) lungo il “Cammino Celtico” …alla ricerca dello “spirito/guida” dell’eremita irlandese Kevin

Camminando lungo piste e sentieri sparsi in Irlanda capita spesso di trovarsi – senza saperlo – lungo tratti di vie storiche, o vie di pellegrinaggio, poco noti e sconosciuti al grande pubblico di viandanti, pellegrini e backpacker. Nei territori del sud-est dell’isola verde, attraverso i monti, le valli, i fiumi e le radure della contea di Wicklow si sviluppa un percorso di fede, intitolato ad un monaco eremita – St. Kevin – che amava vivere di solitudine e contemplazione. Il “St. KEVIN’S WAY” è, sicuramente, uno tra i cammini di pellegrinaggio più antichi d’Irlanda risalente ad oltre 1000 anni fa.

Quest’antica via scorre, per 18 miglia (circa 30 km), attraverso paesaggi bucolici, ampi panorami, sviluppandosi attraverso una combinazione di strade, sentieri forestali e versanti aperti a ridosso delle pendici montuose. Lungo esso s’incontrano siti storici associati a San Kevin, che percorse questi luoghi alla ricerca di un eremo sulle montagne, oltre a toccare aree di interesse geologico e di straordinarie bellezze paesaggistiche. Il St. Kevin’s Way segue le orme di anto attraverso le colline di Wicklow fino all’inquietante e misteriosa valle di Glendalough, dove trascorse il resto della sua vita in solitaria preghiera e contemplazione.

Il cammino che segue le orme di St. Kevin, che attraversò i monti Wicklow e fondò il monastero di Glendalough nel VI secolo, assume l’aspetto di un autentico viaggio ove natura, cultura, fede, e attività produttive, s’intrecciano spesso integrandosi al meglio quali elementi caratteristici dei paesaggi e degli ambienti che esso va a toccare. Il cammino che effettuò il santo divenne, in seguito, un percorso di pellegrinaggio; oggi, la sua frequentazione, lo porta ad essere uno dei sentieri di pellegrinaggio medievali sviluppati – e riconosciuti – come percorsi pedonali dal Consiglio del Patrimonio irlandese.

I pellegrini medievali giungevano sull’isola da ogni parte del mondo per visitare la tomba di Kevin. I punti di partenza alternativi per questa traversata attraverso i monti del Wicklow riflettono le diverse direzioni da cui, probabilmente, questi avevano effettuato per raggiungere la dimora del santo. Il “percorso principale” inizia da Hollywood, mentre il “percorso alternativo” proviene da Valleymount. Entrambi i percorsi si incontrano (e si uniscono) presso il Ballinagee Bridge. Il viandante/pellegrino, poi, sale verso lo spettacolare Wicklow Gap, un classico esempio di “wind gap” e il punto più alto del percorso.

Percorrere queste antiche vie non solo offre l’opportunità di rinnovamento spirituale, ma ci fornisce anche un collegamento con il nostro passato, un connettersi col proprio animo ed un immergersi nell’aspra e – al tempo stesso – meravigliosa natura del Parco Nazionale di Wicklow. Non potendolo effettuare per tutta la sua interezza, sia per il periodo (tardo autunno) che per la scarsa luce diurna, si decide di approfittare di un collegamento (bus pubblico) che ci conduce in direzione di Glendalough. Appena superati il Wicklow gap, a qualche chilometro prima del villaggio, presso una palina con le indicazioni (scritte anche in gaelico) “Slì Chaoimhìn” della St. Kevin’s Way, ha inizio il nostro cammino sull’ultimo tratto di questo importante pellegrinaggio.

Un ponticello con assi e balaustre in legno consente di superare il fiume (il Glendasan) che giunge da un laghetto superiore; il rudere di una costruzione, posta alla destra del percorso, attira la nostra curiosità. Addentrandoci al suo interno scopriamo subito che non si tratta di una costruzione a carattere sacro, ma è tutto ciò che resta – e quel che è sopravvissuto – di un accampamento minerario: il Lead Mines, le miniere da cui si estraeva il piombo. Superati la miniera la pista prosegue, sulla destra orografica della vallata, su un terreno ghiaioso che si alterna a lastre di pietra; questo è l’originario tratto dell’antica strada di pellegrinaggio della St. Kevin’s Way e di queste forme lapidee se ne incontrano, successivamente, ancora in alcuni tratti.

La zona è estremamente meravigliosa con le foglie che assumono tutte le tonalità dei colori autunnali; un percorso davvero bello tra alberi nodosi che sembrano usciti da un film di fiabe. I punti salienti di questi territori sono senza dubbio i fiumi di montagna cosparsi di massi levigati, lungo le cui sponde scorre la gran parte del nostro percorso. Questi ambienti sono incredibili, con le sponde ricoperte di felci e le folte chiome di querce e betulle che affondano le loro radici a ridosso dell’acqua. Mentre camminiamo seguendo il principale flusso del fiume Kings, che scende dal Wicklow Gap verso il bacino di Poulaphuca, camminiamo continuando a seguire il letto del fiume Glendasan, che scende in direzione di Glendalough.

Continuando a camminare per la St. Kevin’s Way e osservando la natura circostante, si avverte di come questa parte di territorio sia così, incredibilmente, meravigliosa, L’andamento del sentiero procede – quasi linearmente – a seguire le pendici settentrionali del Camaderry le cui alture chiudono, in alto, sulla destra, proprio ai margini superiori delle ampie macchie forestali determinate dalle abetaie e dalle betullaie. Il percorso – spesso fangoso per l’alternarsi delle piogge – reso ancor più scivoloso dalla presenza di muschi e licheni, non presenta difficoltà evidenti, ma basta prestare l’attenzione, posizionando lo sguardo sui metri che precedono il nostro avanzare. Passerelle e sentieri continuano a superare squarci di paesaggi che diventano sempre più panoramici. Scrutando con lo sguardo attraverso i boschi, è sorprendente vedere cervi, rapaci e altri animali.

Il percorso segue poi la discesa del fiume Glendasan fino a raggiungere l’ingresso della valle di Glendalough. L’estrema bellezza dei luoghi e degli ambienti attraversati aiutano a concentrarci sull’escursione e, soprattutto, sui panorami meravigliosi che aiutano a distogliere l’attenzione dal percepire i rumori del traffico che scorre al lato opposto della vallata. Questa che si attraversa è l’unica parte dell’escursione in cui abbiamo incontrato zone umide e – spesso – paludose. Il sentiero, avvicinandosi, ora inizia a correre parallelo alla strada che scende a Glendalough utilizzando parte della stessa strada dei minatori. Ciò che sorprende a nostro avviso, sembra che questa sia la sezione più panoramica del percorso. L’escursione che scende a Glendalough segue il fiume che taglia la valle lungo i vecchi sentieri dei minatori; panorami qui sono eccezionali. Mentre l’escursione lungo la valle segue il fiume, il fiume presenta molte piccole cascate piscine naturali; nei tratti più impegnativi sono stati sistemati dei gradini e delle traversine ferroviarie per facilitare il passo.

La St. Kevins Way entra finalmente a Glendalough lungo una stradina che scorre vicino al fiume Glendasan; questa conduce fin giù alla fine della valle. Il termine del cammino è proprio di fronte all’ingresso della torre rotonda a Glendalough. Glendalough, “la valle dei due laghi“, con i suoi paesaggi spettacolari, la ricca storia archeologica e l’abbondante fauna selvatica accolse le gesta e le opere del santo. Seguendo il percorso intrapreso da St. Kevin nel suo cammino verso la solitudine e la preghiera, questo è un percorso popolare estremamente sentito per la sua fede e la sua spiritualità. Partendo dal villaggio di Hollywood, nella contea di Wicklow, esso giunge e supera il Wicklow Gap, un passo di alta montagna, per finire, circa 30 km dopo, nella bellissima valle glaciale di Glendalough, presso le rovine dell’insediamento monastico medievale creato da St. Kevin nel VI secolo.

Questa via attraversa le colline di Wicklow e segue le orme di San Kevin del VI secolo e dei pellegrini che si recavano a visitare la sua tomba nella maestosa valle glaciale di Glendalough (che significa “Valle dei due laghi“). St. Kevin qui vi fondò un insediamento monastico del primo medioevo che dopo la sua morte continuò ad essere un centro di fede, di devozione e di apprendimento. Qui a Glendalough dopo la morte di Kevin nel 618 d.C., quello che era stato un umile eremitaggio si trasformò – nel tempo – in un’imponente città monastica che avrebbe continuato ad essere un centro di pietà e di apprendimento per molti anni a venire.

San Kevin fu ordinato dal vescovo Lugidus e dopo la sua ordinazione visse come un eremita in una grotta a Glendalough; qui una tomba dell’età del bronzo è ora conosciuta come il “letto di San Kevin”. Egli viveva della terra mangiando la flora e la fauna disponibili nei suoi dintorni. Viaggiava a piedi nudi e trascorreva il suo tempo in preghiera in modo simile alla ricerca della visione di uno sciamano o dei monaci. È interessante come questi rituali sacri fossero praticati in tutti i ceti della fede e della spiritualità a livello globale. San Kevin suonava l’arpa; era la sua preziosa reliquia, e quando scrisse la sua “regola” monastica in realtà erano versi.

St. Kevin era lo “spirito guida” del popolo quando intraprese il viaggio lungo la via di San Kevin fino a Glendalough, dove stabilì le prime radici della nuova era celtica cristiana. Egli si adoperò a creare un particolare incenso ai fiori d’arancio unendolo ad una bella miscela di resine, di muschio e di fiori di campo; questo incenso – nelle intenzioni del santo eremita – veniva spesso usato per acquisire la saggezza e per la ricerca della verità. Una essenza che era perfetta per aprire lo spazio interiore, oppure creare per creare spazi per se stessi durante particolari cerimonie, significativi rituali, o semplice meditazione. San Kevin si dedicò completamente allo studio delle sacre scritture ed a tutt’oggi è un santo molto celebrato a Wicklow, il suo contributo più importante è stato quello di aver creato il complesso monastico di Glendalough.

Il sito monastico di Glendalough è una rinomata destinazione storica e spirituale e comprende i resti di un antico insediamento curato dai monaci. Esso comprende anche altre strutture iconiche come la Torre Rotonda, la Chiesa di San Kevin, la cappella del Priore e numerose altre rovine monastiche. Ciò che resta (ruderi) della St. Kevin Church è un’antica chiesa che risale al VI secolo, immersa proprio nel cuore della Glendalough valley e si trova all’interno (tra le mura) del sito monastico. Le sue sale sacre sono decorate con intricati intagli in pietra e sono state per secoli luogo di culto e pellegrinaggio. Figura influente del primo cristianesimo irlandese, il percorso di pellegrinaggio lungo la St. Kevin’s Way segue le sue orme e attira visitatori in cerca di connessione spirituale e di immersione culturale.

Anche una leggenda intreccia le sue trame nella vita del santo. Qui, a Glendalough vagava l’inquieta anima di un fantasma femminile che amava San Kevin. Una nota leggenda irlandese racconta di una donna che si innamorò di San Kevin, il sant’uomo vissuto a Glendalough nel VI secolo. La donna era già morta e il suo spirito spettrale cominciò a perseguitare il santo, seguendolo ovunque egli andasse. San Kevin, tuttavia, non era interessato all’affetto della donna e la rimproverò più volte. In alcune versioni della storia, l’amore della donna per San Kevin era così forte che alla fine le fu concessa la liberazione dalla sua esistenza spettrale così da ottenere il definitivo permesso di passare all’aldilà. Il racconto viene spesso visto come un avvertimento sui pericoli del desiderio incontrollato e sull’importanza della purezza spirituale.

Dopo aver visto e vissuto la cornice paesaggistica e gli ambienti in cui si narra la storia di questo eremita, divenuto poi santo, la domanda che spesso risuona nelle nostre menti pone la più semplice (e, forse, innocua) risposta che da sempre coinvolge in un turbinio di emozioni i pensieri e l’animo dell’essere umano: ma è ancora necessario scegliere un luogo di solitudine, un Ashram, un Math, un Gurdwara o genuflettersi in chiesa, entrare in un tempio o andare in una moschea, per sentire la presenza di Dio, quando Dio è ovunque? La risposta è sì. Perché se dal passato ci giungono queste testimonianze, allora ammirare quei santi cristiani, eremiti, monaci che scelsero questo luogo per la comunione con Dio non è affatto blasfemia.

Secondo il mio personale modo di intendere e vedere le confessioni religiose, ogni persona, indipendentemente dalla propria credenza o fede, deve visitare questo bellissimo monastero che ora è in rovina ma che è, comunque, un luogo santo. Gli insegnamenti del Santo alle persone che vivevano nelle vicinanze di questa valle erano ben noti; i suoi monaci/seguaci erano molti. In tutta l’area ci sono lapidi e croci scolpite che conferiscono al complesso un’aria intrigante, eterea, quasi ancestrale ove i suoni della natura, in una sorta di illimitato comprendere la grandezza del “creato” senza limiti spazio/temporali, si alternano ai ritmi generati dalle pulsazioni del nostro battito; tutto il resto, poi… sono solo emozioni! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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