Nella contea di Clare, sulla costa occidentale dell’Irlanda, s’apre uno scenario paesaggistico tra i più belli e suggestivi al mondo, una scenografia ambientale da lasciare stupiti, quasi da restare senza fiato: le famose scogliere delle Cliffs of Moher, uno dei luoghi più spettacolari della terra. Sfortuna vuole che proprio quando si giunge in prossimità di queste, si scatena una incredibile tempesta con giganteschi muri d’acqua che – a ripetizione – sospinti dai fortissimi venti, le nubi giungono fino a toccare il suolo oscurando tutto il cielo e rendendo, dal cupo grigio al più scuro antracite, ogni cosa intorno, dalle verdeggianti praterie alle lontane fattorie sparse nella brughiera; impedendo – purtroppo – la tanto agognata visuale sulle rocce che piombano direttamente nell’oceano Atlantico.
Siamo nella parte nord delle “cliffs“, ad un miglio della lunga e frastagliata costa che genera queste caratteristiche scogliere; 14 km di saliscendi tra prati, torbiere, pascoli, muretti a secco e precipizi con viste che lasciano immaginare quanta potenza abbia assunto la natura per creare – milioni di anni fa – uno spettacolo così unico. Bellezza e fantasia, paura e sospiri, inquietudine ed ansia, stupore e meraviglia sono le prime impressioni che genera la visione di queste ripide scogliere che piombano a picco nel mare di chi si appropinqua a camminare (in molti casi anche a sfiorare) lungo i bordi che serpeggiano a precipizio sul vuoto, con sguardi oltre l’immenso alla ricerca di orizzonti ed emozioni che sono difficili trovare altrove.
Precluso l’accesso ai luoghi più spettacolari ove poter vedere (e fotografare) questa meraviglia della natura, l’alternativa suggerisce di recarsi – sempre lungo la stessa costa – in un luogo ove può essere possibile, appena s’aprono squarci di cielo tali da far scorgere in lontananza le scogliere, sgambettare per qualche chilometro attraverso questo incredibile scenario paesaggistico. Per una stradina che scende verso la costa dopo poche decine di minuti si giunge in vista di uno spettacolo d’altri tempi; un castello che sembra essere uscito da una fiaba, antico luogo che riporta alla mente le eroiche gesta di uomini d’arme che combattevano per ambire alla mano di qualche fanciulla. Il Castello di Doonagore, insolito (e modesto) maniero che viene utilizzato come punto di navigazione per le barche e i traghetti. La solitudine, il mare sullo sfondo, la pioggia e la nebbia restituiscono un’atmosfera irreale.
Esso si erge – in tutta la sua spettacolarità – su una verdeggiante collina posta a circa metà strada tra il villaggio di Doolin e le scogliere di Moher, in posizione elevata presso il villaggio di Doolin. La struttura è costituita da una casa (edificio della Torre) circolare circondata da un piccolo cortile racchiuso da una cinta muraria difensiva. La sua costruzione risale al XVI secolo, anche se un castello già esisteva sul sito fin dal 1300. Fu concesso a Sir Turlough O’Brien di Ennistymon nel 1582, mentre nel 1588 fu protagonista di un atroce evento: durante la ritirata dell’Armada spagnola, una delle navi spagnole in fuga naufragò lungo questo tratto di costa; 170 furono i sopravvissuti, ma anziché aiutarli furono catturati e impiccati all’interno del castello di Doonagore. Il castello cominciò ad andare in rovina nel 1800 e si deteriorò definitivamente verso la metà del XIX secolo.
Si prosegue lungo la strada che passa accanto al castello e che gira leggermente attorno ad esso. Fermandosi dopo circa trecento metri e volgendo lo sguardo all’indietro, è possibile avere una vista del castello incorniciato – alle sue spalle – da nubi scure in procinto di tempesta; uno spettacolo che incute fascino e timore al tempo stesso. Qui è il luogo perfetto per allontanarsi brevemente dal sentiero “asfaltato” (vi passa appena un’auto!), raggiungere il ciglio della scogliera, godersi il panorama e scattare – aperture di cielo permettendo – qualche foto; la vista sull’oceano e sulle scogliere vicine sono da lasciare stupiti. Uno scenario mozzafiato s’apre lungo il sentiero che costeggia la scogliera e i verdi pascoli con pecore e mucche. Camminando con viste spettacolari sull’Atlantico, sulle scogliere di Moher e sulla costa verde e scoscesa, esalta la bellezza del percorso con una combinazione di tratti di sentiero dalle superfici ora fangose, ora ghiaiose.
Affacciandosi sul bordo della scogliera la vista spazia sull’immenso; spesso qui la sosta stessa potrebbe essere molto ventosa quindi, senza indugiare a lungo, conviene ammirare il paesaggio e, magari, effettuare anche bei scatti fotografici, ovviamente facendo sempre attenzione, e usando la massima cautela, a non avvicinarsi troppo al bordo della scogliera. Questa escursione non presenta evidenti difficoltà; i tratti che vengono superati con moderazione si alternano ad alcune sezioni che richiamano – spesso – alla massima attenzione (fango ed erba scivolosi) attraversando anche parecchie aree pianeggianti. I panorami lungo questo sentiero sono fantastici! Attraggono a tal punto l’animo dell’escursionista dal farlo ammirare (e fissare), per decine e decine di minuti, le ripide scogliere per ore.
Questo percorso, iniziato dal Doonamore Castle, è assolutamente una delle escursioni più panoramiche che possano farsi lungo questo tratto costiero. L’inizio del sentiero è abbastanza facile da seguire e da percorrerlo; c’è da considerare – però – che, quasi sempre, risulta estremamente fangoso e questo condiziona, spesso, la sua percorrenza. Ma senza accorgersi del tempo trascorso ad ammirare una insolita inquadratura delle famose Cliffs of Moher si raggiunge, finalmente, il piccolo ponte in pietra che determina l’ingresso al caratteristico villaggio di pescatori di DOOLIN che è, sicuramente, uno tra i posti più belli da vedere in Irlanda per la sua caratteristica unica che lo fa tanto somigliare ad un villaggio fuoriuscito dalle fiabe.
Piccolo borgo adagiato a ridosso di una verdeggiante collina che spiove verso la frastagliata costa Doolin è un villaggio delizioso, con le sue incredibili case color pastello e dai tetti in torba, affacciato sull’Atlantico, a pochi chilometri dalle scogliere di Moher. Il paesino sembra uscito da un libro di favole irlandesi. Sebbene esso comprende soltanto pochissime case distribuite lungo l’arteria principale che conduce giù al porto, il paesino non ha un proprio centro; i vecchi cottage ricoperti dai tetti in paglia e intonacati dai vivaci colori pastello che sono distribuiti sul bordo della strada, riescono ad incantare per lo stupore ed a catturare l’interesse e la curiosità del viaggiatore: i pendii che lo circondano offrono una magnifica vista sul mare, sulle greggi e sulle mucche che pascolano, placide, sui verdissimi prati.
Quando l’orizzonte s’apre tra le nubi in particolari giornate chiare, senza foschia e senza le nebbie, a brevissima distanza dalla costa si scorgono le Aran island, visibili ad occhio nudo, e l’approdo di Doolin (dal gaelico Dúlainn), costituisce una privilegiata porta d’ingresso alle famose isole, già ben visibili a occhio nudo in particolari (e rare) giornate dal cielo limpido, tanto da essere un’ottima base di partenza per i traghetti che raggiungono le Aran. Questo spettacolare borgo di case distribuite lungo la strada è stato, fino a non molti anni fa, un tipico villaggio abitato esclusivamente da pescatori. Chi giunge qui per la prima volta, resta incantato dal paesaggio bucolico in cui è incastrato il piccolo abitato che spicca per le sue interessanti e coloratissime abitazioni, divise in due autentici blocchi separati dalle principali arterie che sono: Roadford nella parte più interna, e Fisherstreet situata dopo il ponte ed in prossimità del porto vicino al mare.
Doolin è anche (e soprattutto) conosciuto come la “patria della musica irlandese tradizionale”. Un borgo di dimensioni modeste che vive sotto il segno della musica e delle Cliffs of Moher. Qui è facile perdersi nel fascino di questo tipico villaggio irlandese popolato da soli 500 abitanti, con i suoi cottage dai vivacissimi colori pastello, molto accoglienti, e i suoi stravaganti negozietti; non è raro, poter provare qui, l’autentica esperienza irlandese, dove la gente del posto parla molteplici lingue ed arcaici dialetti, tramandati da nonno a nipote, come l’irlandese, l’inglese ed il gaelico, oltre a restare incantati per la loro vivace e calorosa ospitalità. Le vicinissime Cliffs of Moher costituiscono l’attrazione che ha maggiormente aiutato allo sviluppo del villaggio di Doolin. Situate a brevissima distanza dal borgo, queste bellezze naturalistiche sono il fiore all’occhiello dell’Irlanda; esse precipitano a strapiombo sul mare e riescono ad incantare per la loro aspra e selvaggia bellezza. Porta d’ingresso della parte settentrionale delle Cliffs, già dal piccolo porto del centro abitato sono possibili scorgere l’irruenza delle pareti a picco sul mare e poter ascoltare – in lontananza – il tuono generato dalla violenza dell’acqua che si abbatte sulla roccia.
Peccato che il tempo, durante l’itinerario e la nostra breve permanenza lungo questo tratto costiero che s’affaccia sull’Atlantico, non sia stato clemente con noi. Abbiamo potuto solo immaginare quanta bellezza ci è stata preclusa nel non poter scorgere la gigantesca muraglia delle Cliffs of Moher; in compenso ne abbiamo potuto scorgere solo qualche breve cornice paesaggistica e farci un’idea del fascino e delle suggestioni che genera un luogo come questo: la potenza dell’acqua che s’infrange lungo la roccia; gabbiani ed altri uccelli acquatici che catturano piccole prede tra lo spumeggiare delle onde; una coltre nebbiosa che copre tutto il circondario ed impedisce la visuale per chilometri… ma va bene anche così! Questa è l’Irlanda… questa è la “terra di Jar”; imprevedibile, capricciosa, spesso scostante ma che riesce ad accoglierti come lo sguardo seducente di una bellissima donna! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
