Il luogo è, sicuramente, uno tra i più pittoreschi d’Irlanda, con quel suo fascino bucolico che emerge – prepotentemente – da una natura che, al succedersi delle stagioni, riesce ad esprimere la sublimazione di paesaggi aspri e al tempo stesso selvaggi, che regala panorami la cui bellezza, e le suggestioni che riescono ad offrire, si perdono attraverso lo scorrere del tempo.
Specchi lacustri, torbiere color verde oro, folti boschetti di querce, pinete e betulle, ampie distese d’erica, cespugli di rododendri che esplodono in mille chiazze rosate, la brughiera color ruggine che si perde tra le nuvole basse. Ed ancora un lago, diviso in due distinte parti (Nacung Upper a valle e Dunlewy a monte) che serpeggia attraverso rilievi montuosi dominati dalla singolare mole del monte Errigal che s’impenna tra isolate valli formate dalle pendici ripide delle Derryveagh Mountains, attraverso verdi corridoi che si alternano tra le brulle vette.
Muovendosi dal Dinlewey Center (area ristoro, area giochi) che si espande lungo la sponda destra orografica del lago, proprio all’altezza della “stretta” di Glenthornan, percorrendo circa 3 km lungo la sponda lacustre si è dominati da un incantevole scenario paesaggistico che cattura i sensi fin dal primo sguardo, stretto com’è fra l’ampia distesa increspata del lago e la spoglia – e misteriosa – mole dell’Errigal Mount, la cima più alta del Donegal, definita dai locali come “Ireland’s most iconic mountain” ovvero “la montagna più iconica d’Irlanda”.
Il monte Errigal, con un’altitudine pari a 715 metri, riflette la sua iconica cima nelle incantevoli acque del sottostante lago; spesso, per un arcano gioco di correnti locali, lascia stupiti e incantati nel vedere le sue pendici – nel giro di pochi minuti – avvolte da nubi, da foschie diffuse e sfiorate da folate di un vento così furioso che da queste trascina via tutto. Nel giro di pochi minuti, dunque, la sua imponente mole sembra improvvisamente trasformarsi grazie anche alle particolari inclinazioni delle sue ripide pareti, in cui si riflette la “quarzite”, che luccicano proprio come neve fresca al sole!
E così, trovandoci alla testa del lago, proprio mentre la pista degrada leggermente in basso verso destra, si scorgono – lungo un pianoro rialzato – le rovine solitarie della “Old DUNLEWEY Church“, una pittoresca chiesetta, incastrata in una incantevole cornice paesaggistica costruita in marmo locale, proprio ai piedi del monte Errigal, in una posizione che domina la valle. Il desiderio di andare a scoprire questa bellezza architettonica va oltre la nostra sorpresa iniziale e giunti al cancelletto d’ingresso entriamo – quasi in punta di piedi – andando alla scoperta della storia di questo luogo.
È un luogo magico quello che appare ai nostri occhi, un luogo dal fascino tenebroso che trasmette sensazioni di mistero e stupore. I ruderi di questa chiesetta, e la terrazza prativa da cui si erge, vengono spesso sferzati dalle raffiche di vento che, accarezzando i copiosi steli dell’erba del prato e le felci che cingono alcune lapidi e antiche sepolture nel perimetro adiacente la chiesetta, producono suoni misteriosi; forse in tanti vedono in questo luogo solo quattro pietre sparse, ma per quelle che sono state le nostre prime impressioni questo è, sicuramente, uno dei posti più spirituali ed emozionanti che abbiamo mai scoperto e vissuto.
La chiesa di Dunlewey, una sorta di San Galgano d’Irlanda, è una reliquia misteriosa e affascinante che cattura subito l’interesse e stimola la nostra curiosità andando alla ricerca di quei punti, di quei particolari, di quegli elementi architettonici, strutturali e decorativi che possono trasmetterci qualcosa in più della sua storia e del perché è così straordinariamente bella e inserita proprio in questo luogo. I ruderi di questa minuscola chiesa, resistono alla prova del tempo e degli elementi da oltre 150 anni. La sua storia ci narra di un forte legame d’amore che ha portato qui – in queste terre – i coniugi Jane Smith e suo marito James Russel, un ricco commerciante di luppolo (fondamentale ingrediente per la produzione di birra!) e proprietario locale.
Coi soldi guadagnati decidono di acquistare il terreno ove ora giace la chiesa. Purtroppo il 2 settembre 1848 James morì e, straziata dal dolore, la sua vedova decise di far erigere questa chiesa come monumento all’amore per il marito scomparso che, a tutt’oggi, è lì sepolto in una volta sotto il pavimento della stessa. La chiesa fu consacrata il 1° settembre 1853, costruita in marmo bianco estratto dalle vicine montagne e da quarzite blu, così come i mattoni rossi degli archi prodotti localmente. Col passare del tempo, però, la chiesa fu gradualmente abbandonata e – andando in disuso – nel 1955 fu successivamente privata del tetto e degli arredi cadendo definitivamente in rovina.
La presenza di questa vecchia chiesa oggi rimane una testimonianza dello spirito resiliente di coloro che vollero la sua costruzione, la famiglia e le maestranze che eressero questa semplice struttura utilizzando marmo locale e mattoni rossi. La chiesa che oggi vediamo è un testimone silenzioso dello scorrere del tempo, le sue mura a cielo aperto, l’assenza tetto resistono da tempo alle implacabili tempeste irlandesi. Nonostante ciò, la chiesa rimane un luogo di estrema bellezza, che sorge in un luogo di serena contemplazione; le sue linee semplici, sobrie e risolutive ricordano la profonda fede dei suoi costruttori.
Della chiesa rimane oggi soltanto un guscio vuoto che – da qualsiasi punto lo si scorge – appare così magnetico tale da attrarre su di sé occhi e obiettivi fotografici sempre alla ricerca del suo bucolico fascino. L’atmosfera che la circonda sembra mettere i brividi, tale da risultare particolarmente tenebrosa soprattutto se le condizioni meteo volgono al peggio; se poi sulla testa della torre campanaria volteggiano i corvi che, spesso, si annidano anche al suo interno, allora la leggenda che caratterizza questa vallata merita di essere scoperta, approfondita e vissuta!
Escursionisti o semplici amanti della natura, backpacker, fotografi o artisti, tutti sono attratti dalla inquietante bellezza di questo luogo. Qualunque sensazione o curiosità che possa attrarre nel venire fin quaggiù, i ruderi della vecchia Chiesa di Dunlewey, per chi giunge in Irlanda, sono una destinazione imperdibile. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
