“MAILIN HEAD” (IRLANDA) ove finisce il mondo… ai confini dell’Europa

Meta dell’itinerario è il promontorio di MAILIN HEAD; il capo più settentrionale d’Irlanda si presenta – agli occhi del viaggiatore – aspro, selvaggio, quasi inospitale: un angolo di terra spazzato da venti impetuosi da cui, nelle giornate terse e limpide, s’intravede la costa scozzese. Da qui si ammira l’oceano in tutto il suo splendore, laddove il vento e pioggia non fanno altro che esaltarne la bellezza. L’itinerario che si propone di raggiungere il capo si muove da tre miglia ad E dello stesso: Malin Harbour o Slievebane Bay, una piccola insenatura situata sulla penisola di Inishowen, tra rocce coperte e isolotti rocciosi in una zona dove prevalgono le forti maree.

Slievebane Bay, conosciuta in irlandese come “Sliabh Bhán” che significa Montagna Bianca, è una baia riparata in un’area nota per i paesaggi costieri selvaggi e scoscesi, le scogliere verticali e i pinnacoli rocciosi al largo che si innalzano da un oceano spumeggiante, sul cui orizzonte sono possibili riconoscere gli isolotti di: Lackgolana (poco più che uno scoglio), Stookaruddan (il più grande) e Rossnabartan (a filo di mare). Appena fuori le ultime case di Slievebane Bay c’è il nulla, qualche rara farm (adattata anche ad ospitalità rurale) e pecore (quelle tipiche irlandesi con le zampette nere!) che pascolano liberamente su immense distese prative.

Il vento forte, lo spumeggiare delle onde oceaniche, un paesaggio aspro e – al tempo stesso – desolato, rendono ancor più suggestivo lo scenario che sembra davvero essere inquietante, specie in una giornata di maltempo; nell’oscurità della bruma si riescono a distinguere soltanto le rocce scure, il mare selvaggio, il verde smeraldo delle distese d’erba, e il rosso della torbiera. La strada, per niente frequentata in periodi “fuori stagione” come quelli autunnali, sfiora appena la linea di costa ove la spuma delle onde va ad infrangersi; quel puntino che invece si erge dal promontorio verso l’orizzonte è la “Torre” del Mailin head, la meta di questa escursione.

Si passa attraverso viottoli campali e stradine tra siepi, tra dune di sabbia ricoperte di erba (considerare i segnali e le indicazioni perchè a seconda del grado di siccità le dune possono essere pericolose per la possibilità di smottamenti) e spiagge sabbiose incantevoli che si alternano a tratti di costa rocciosa con aspre scogliere. Con il silenzio rotto solo dal rumore del vento e dal fragore del mare, si continua a camminare attraverso paesaggi mozzafiato che – nonostante la “bruttura” del meteo – riescono ad infondere quel forte e piacevole senso di pace e tranquillità, quasi meditativo.

Un bivio (con apposita segnaletica) indica che la nostra meta è raggiungibile prendendo una stradina secondaria che volge a destra. Un tratto di strada (quasi un viottolo) molto bello, che passa attraverso distese di pascoli e cottages dai tetti in paglia molto ben tenuti. Mentre sentiamo più vicino l’obiettivo da raggiungere riesce davvero difficile descrivere ciò che si prova sentirsi avvolti da un paesaggio così aspro e struggente ma dal vivo – credeteci – risulta essere davvero spettacolare (venti fortissimi compresi). Dopo non pochi sforzi finalmente siamo alla Torre in cima al promontorio di Capo Mailin; da quassù il vento è fortissimo, tale da spostare il nostro baricentro e adottare misure precauzionali per mantenere l’equilibrio, se pioviggina trovarsi inzuppati… è un attimo!

Quando si arriva qui, in questa estrema propaggine del Donegal, la terra di Inishowen sembra di essere arrivati davvero in capo al mondo. La Torre segnaletica (a base quadra) è una costruzione d’origine napoleonica: ponendosi alla sua base sembrerà di aver raggiunto un posto davvero sperduto e ai confini del mondo. Qui – durante i giorni di burrasca col fragore delle onde dell’Oceano Atlantico – il vento soffia implacabile spazzando le belle scogliere che degradano verso il mare impetuoso; la vista da quassù è davvero magnifica, e ovunque si giri con lo sguardo, gli occhi riescono a catturare prospettive paesaggistiche e scorci panoramici da mozzare il fiato.

La Torre e la sua area sono anche conosciute come “Corona di Banba“. “Banba” è l’appellativo che ampiamente rappresentata la dea dell’Irlanda, e questa definizione viene spesso interpretata come la moderna personificazione della nazione. Pertanto, situato nell’estremo punto più settentrionale dell’Irlanda, il piccolo edificio merlato è noto anche come “Corona di Banba” in onore della mitologica regina della nazione. Trovarsi sul punto geograficamente più a nord dell’Irlanda (che curiosamente è nella Repubblica di Irlanda e non nell’Ulster di matrice britannica) rende Capo Malin un luogo unico. Malin Head, in irlandese “Cionn Mhálannahead o promontorio di Malin, trae la sua reputazione dall’accettazione generale che sia, appunto, l’estremità più settentrionale dell’Irlanda con paesaggi mozzafiato, proprio ai confini dell’Europa, luoghi che esprimono una bellezza selvaggia, aspra e romantica difficilmente visibile altrove.

MAILIN HEAD è il punto – “Start/Finish” – di partenza (o di arrivo, dipende da che parte la si guardi) della Wild Atlantic Way. Questo è un luogo leggendario (quasi magico), nutrimento per gli occhi e per l’anima; una terra incantata, intrisa di silenzi assordanti, attraversata da profumi (il mare e le erbe) inebrianti e incorniciata da panorami mozzafiato. Dal promontorio volgendo lo sguardo verso l’interno si ammirano una successione di orizzonti prativi “segnati” – qua e là – da isolate farm, immense distese di prati verdi che possono cambiar colore in base al succedersi delle instabili condizioni meteo che qui, più che altrove, sono una costante.

Nostra piccola considerazione sulle bellezze e le suggestioni che riescono ad infondere un luogo come questo promontorio, è che chiunque giunge in visita sull’isola e non raggiunge Mailin Head, allora non potrà mai dire di essere stato in Irlanda! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)  

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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