Il fiume Calore che scorre nelle terre del Sannio è depositario di storie, spesso affascinanti, più volte suggestive, di numerosi luoghi dell’anima che fioriscono lungo le sue rive, il cui ricordo si perpetua nel tempo tanto da divenire quasi immortali. Non molto lontano dalle rive del corso d’acqua, lungo quella che un tempo era l’antica Via Appia, al confine tra i comuni di San Lorenzo Maggiore e Paupisi (frazione di San Pietro la Difesa), si erge – solitario – questo Santuario dedicato alla Vergine della Strada la cui storia s’intreccia con altri siti religiosi, tutti che traggono la propria origine dall’evento leggendario che li vede “protagonisti” dei casuali ritrovamenti di immagini, o sacre icone, in seguito ad apparizioni miracolose.
Nello stesso luogo in cui oggi si ammira la chiesa, una donna era intenta a lavorare la terra, quando le apparve la Madonna che le chiese di scavare, in quanto avrebbe trovato un dipinto che la ritraeva. La donna chiamò numerosi abitanti del paese che l’aiutarono a scavare nel luogo indicato, dove alla profondità di venti palmi furono rinvenute una cappellina e l’icona della Madonna. Dal foro da cui fu estratta la sacra immagine, sgorgò miracolosamente dell’acqua. Superando il passaggio a livello della ferrovia e, subito a sinistra, s’imbocca via Ferrarise che in circa 300 metri conduce al complesso conventuale di Santa Maria della Strada (del XVII secolo), un’antichissima chiesa intitolata alla Vergine detta “della strada” perché sorgeva, come è ben visibile a chi la vede per la prima volta, nelle adiacenze di quell’antico tratto viario che conduce in direzione di Benevento, e che un tempo era uno dei collegamenti con cui Roma comunicava coi luoghi più reconditi dell’Impero attraverso principali assi viari come la Via Latina.
Leggenda vuole che la Vergine apparve in sogno a una donna, probabilmente una massaia che si recava a lavare i panni nel vicino torrente Janara, oppure una contadina dedita al lavoro nei campi. In seguito a ciò fu ritrovato (tra l’XI e il XII secolo), a tre metri di profondità nel terreno, una sacra icona (di fattezze greco/ortodosse) raffigurante la Vergine. Annesso alla primitiva chiesetta sorgeva un Monastero, originariamente tenuto dai Padri Benedettini. Successivamente dalla vicina San Lorenzo il complesso fu dato agli Eremiti di Sant’Agostino, per occuparsene poi – nel 1640 – i Frati Minori che lo tennero fino alla soppressione dei Conventi nel 1806 epoca in cui, con Regio Decreto, fu annesso alla collegiata di San Lorenzo Maggiore.
Pochi metri alle spalle della chiesa, sulla riva del torrente, c’è la presenza di un ponte in pietra a secco, ad unica arcata e a “schiena d’asino”, di piccole dimensioni attribuito all’epoca della presenza romana in questi territori, eretto proprio sul percorso della via Latina nei pressi dell’attuale complesso di Santa Maria della Strada. Qui i dintorni sono estremamente ricchi di vigneti, sistemati a colture intensive lungo le sponde del fiume Calore; alberi da frutto e uliveti, poi, rendono ancor più variegato tutto il circondario che oltre alla terra offre anche prodotti di prima qualità come carni, salumi e formaggi; ottimi spunti e idee per trascorrere qualche ora di sosta in piacevole compagnia delle bellezze naturalistiche offerte dai paesaggi del circondario. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
