lungo la via “NUCERIA” da Salerno al monte San Liberatore, all’altezza della “SGARRUPA”

Quell’altura che chiude a occidente l’arco costiero determinato dal golfo di Salerno, sotto la cui cima vi è arroccata – quasi incastrata nella parete – la bianca struttura di un antico romitorio, è il monte San LIBERATORE. Meta escursionistica facilmente raggiungibile sia da Cava dei Tirreni (a settentrione) che da Salerno (da SE), offre un’immensa visuale su tutto il golfo ed i monti della Costiera Amalfitana. Salerno, è una città di forti tradizioni marinare, al centro di uno splendido golfo che s’apre tra la costa d’Amalfi e la costa del Cilento. Ma la città presenta anche una sua caratteristica montana, essendo circondata da elevazioni (poco più che colline e montagnole a carattere carsico ma ricche di vegetazione) che s’aprono e la circondano come – più volte avvenuto in passato – una cortina protettiva.

Muovendosi da SALERNO si raggiunge la località Canaloni, poco al di sopra dell’incrocio tra la galleria del Conservatorio Musicale ed il viadotto Alfonso Gatto. Salendo e passando sotto gli arcuati piloni in cemento dell’autostrada si superano, in successione, le case che prospettano lungo l’ardita strada; così, dopo aver superato gli ultimi tornanti, la strada termina (a ridosso della galleria autostradale della SA-NA) presso una biforcazione. Mantenendosi sempre sulla destra ora s’imbocca una pista che risale lungo il declivio della montagna; sotto di noi si apre la parte antica della Salerno medioevale, con il bacino del porto commerciale ed il primo tratto della costa d’Amalfi. Splendida la vista sul golfo di Salerno e interessante la macchia mediterranea e i lembi di lecceta che s’incontrano lungo il sentiero, oggi ribattezzato “Sentiero del Principe“; siamo praticamente all’altezza di quello che in antichità veniva conosciuto come il difficoltoso tratto della “Sgarrupa“, una sorta di ciglio esposto a picco sul mare. Il cammino risulta essere abbastanza agevole ed attraversa una vegetazione tipicamente mediterranea in cui spiccano – su tutti – il rosmarino, il mirto, il corbezzolo, il carrubo e una varietà di erbe officinali.

Il percorso viene caratterizzato dalla presenza dei ruderi di torri in pietra utilizzate prima come torri di avvistamento e successivamente per la caccia ai colombi. Giunti in vista della Valle di San Liberatore si guadagna il valico (285 m), detto Costa, dove un tempo venivano tese le reti per il “gioco dei colombi“. I sentieri che si incrociano e convergono presso questa sella naturale, ricalcano in parte quello che era l’antico tratto viario che collegava Salerno a Nocera, la cosiddetta “Via MAJOR” (Via Maggiore, conosciuta anche come “Via NUCERIÆ”) che risaliva per questi crinali evitando di attraversare la pericolosa costa a strapiombo sui dirupi della “Sgarrupa” all’altezza dell’attuale Baia. La modesta mole di monte San liberatore e la valle di notevole bellezza in essa contenuta presenta scorci paesaggistici di notevole suggestione ma poco frequentati e conosciuti. Il varco naturale che crea questa altura verso il mare, la pace che regna e la brezza marina che si mescola all’aria di montagna ne fanno un posto che certamente merita di essere visitato ed apprezzato di più.

Dalla valle si può facilmente ascendere, per mezzo di un sentiero largo e ben sistemato, e dopo aver superato le basi delle “famose” falesie (meta di free-climbers e amanti del volo libero), fino all’Eremo. Dell’originaria struttura della bianca chiesa situata in cima (quasi incastrata a ridosso della parete) oggi non resta che solo la navata centrale, tutto il resto è stato ricostruito. Dall’eremo, poi, in circa 20 minuti si sale ancora fino a raggiungere la vetta di monte San LIBERATORE (466 m). Raggiunta la “Croce” del San Liberatore sono possibili ammirare suggestive vedute panoramiche sui monti Picentini, sugli Alburni, sui monti Lattari, sulla valle di Cava dei Tirreni e su Vietri sul Mare. In antichità il nome dato a questa montagna era “BUTORNINO” denominato successivamente in San Liberatore per la presenza – appunto – della chiesa risalente agli inizi dell’VIII secolo. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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