Luoghi magici avvolti da leggende; un popolo ospitale e accogliente; una natura allo stato puro che si riflette tra cielo e acque; suoni, profumi, odori e colori di ambienti unici al mondo; su tutto, il silenzio di ardite montagne e impenetrabili boschi fanno degli ambienti di Anthölz/Anterselva una perla del Süd Tirolo.
La valle di Anthölz/Anterselva si caratterizza, oltre che per la varietà dei suoi villaggi, che si evidenziano per i tipici masi dalle impalcature in legno scuro e i balconi abbelliti da fiori, anche per la presenza dei boschi (pinete, abetaie, leccete, betulle) che nascondono e custodiscono i fasti leggendari di antiche rocche medioevali, dimora dei signori del feudo che in queste terre posero la loro residenza erigendo castelli dalle possenti mura e a guardia di antichi valichi di passaggio. L’acqua, i boschi, i laghi e cieli tersi sono l’essenza di questa terra.
Quel frastagliato gruppo di creste montuose delle Vedrette di Ries, che si ergono alla fine della Valle di Anthölz-Anterselva, formano un netto contrasto con la doci-le ambientazione della pianura. Siamo tra i 1000 e i 1300 metri d’altezza, a ridosso tra i confini determinati dalla natura e quelli stabiliti dagli uomini; praticamente un habitat di frontiera ove le sorprese non mancano, in una lunga valle dai verdi tappeti prativi in cui spiovono le boscose pendici di aspre e geometriche cime montuose. Un silenzioso nastro d’asfalto serpeggia attraverso la valle, che da Ra-sun passa per Antholz di Mezzo ed Antholz di sopra, fino al lago di Anterselva per poi salire, lungo un tortuoso pendio, fino a raggiungere il Passo Stalle entrando, così, in Austria.
Laghi, torrenti, ruscelli, stagni e paludi sono l’abbondante patrimonio d’acqua che alimenta la valle; in altro rumoreggiano le cascate mentre l’Antholzer See, il lago di Anterselva, chiude il fondovalle in una splendida cornice paesaggistica. E poi ancora torbiere e biotopi, malghe e chiese rupestri, masi sospesi e stalle in precario equilibrio, affreschi di matrice cinquecentesca e mobili intarsiati secondo la tradizione ebanistica tirolese, liberi pascoli e boschi popolati dalle più straordinarie creature come volpi, scoiattoli, tassi, caprioli, ricci, tassi, lepri.
Nel candore della stagione invernale Anterselva attira una moltitudine di appassionati dello sci di fondo richiamati dalla presenza di chilometri di piste che si snodano lungo percorsi che attraversano un tipico paesaggio boreale. Pochi giorni di escursioni non bastano per conoscere fino in fondo quanto siano belli questi luoghi, di quanta armonia si percepisce in ogni angolo della vallata; pochi chilometri di cammino lungo un qualsiasi sentiero che sale dalle valli alle vette, ti fanno subito innamorare per sempre del Sud Tirolo! Un incontro, forse fugace, ma sicuramente da ripetere perché nessuno può veramente dire di amare la montagna, senza capire e scoprire cosa sia il Sud Tirolo.
La Valle di Anterselva si sviluppa proprio lungo i margini della frontiera. Qui, duran-te i rigidi inverni, al caldo dei camini accesi che illuminano, come un presepio, i villaggi che ne caratterizzano il paesaggio i racconti, tramandati oralmente da nonno a nipote si rincorrono di maso in maso. Le refole dei venti che scivolano dalle pendici montuose e riecheggiano tra le alte chiome dei boschi (betulle, larici e pini) ove tutt’intorno l’acre profumo di resina seduce per la sua essenza dolce e acerba, mentre le travi dei tetti di antiche baite lanciano flebili scricchiolii. Nei lunghi pomeriggi estivi, prima che il sole cada dietro i profili montuosi, per tutta la valle regna – sovrano – il silenzio che dona sensazioni di pace e tranquillità distri-buiti per tutta la valle.
La Valle Anterselva si interseca, nelle complesse geometrie dei territori ai margini della frontiera, come uno spazio vitale armoniosamente distribuito proprio lungo i confini: a nord il Passo Stalle segna appunto il confine con la valle Defreggen in territorio austriaco. Le alte e increspate vette del Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina determinano la sky-line che si staglia in fondo alla valle, ai cui piedi il paesaggio si estende con ampie radure prative, da cui partono le tracce (ben segnalate) di numerosi sentieri con diversi gradi di difficoltà che raggiungono i punti più alti in prossimità di favorevoli punti panoramici o sfiorando le magiche atmosfere delle malghe.
Polle sorgive e paludi superficiali si alternano a un sottobosco ricco di torbiera e dal particolare biotopo come quello che si incontra a Rasner Möser che riporta, indietro nel tempo, la tipica ambientazione della natura all’interno della vallata; a quote più elevate, invece, ove termina il manto boschivo, le ultime praterie d’altura cominciano a cedere spazio alla tipica ambientazione alpina. Tra monti innevati e foreste incantate, se qualcuno cerca la magia delle montagne, non ha che da camminare per i sentieri che attraversano questa valle, questi boschi e queste montagne. È questa l’essenza del Sud Tiröl cui davvero val la pena trascorrervi una vacanza!
Spesso si parla di Terre Alte oppure delle Terre in Verticale; terre a queste latitudini in cui, da sempre, si immagina il duro, paziente e ostinato lavoro dei contadini e dei montanari per riuscire a rendere produttivo anche il pendio più impervio ma, attraversare queste terre non avevamo mai immaginato, giunti in questo paradiso delle Alpi, di poter camminare sull’orlo di pendii talmente così elevati da sorreggere – in un apparente equilibrio di precarie stabilità – le fondamenta di case tutte fatte in legno e dai terrazzini e le finestre perennemente iridati da vasi fioriti che s’aprono su scenari davvero molto incantevoli.
Circa ottanta cime che superano i 3000 metri coronano queste valli e accolgono, lungo i loro pendii, alpeggi e pascoli che rendono i prodotti caseari di questo territorio tra i più apprezzati su tutte le tavole della catena alpina; mentre antiche tracce di attività minerarie fanno capire come l’uomo di queste terre, adattandosi alle difficoltà della natura, abbia potuto (e saputo) sfruttare al meglio alcune risorse (il rame) che queste montagne custodiscono fin dalle loro origini. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
