Collocata in un punto strategico che fin dall’antichità ha fatto da “cerniera” per il transito di uomini e merci verso l’oriente o per entrare nell’italica terra attraverso le immense pianure venete, AQUILEIA (nelle terre del nord-est italiano in provincia di Udine) ha assunto, fin dalla sua origine , un importante ruolo strategico per il controllo di questa parte di territori sviluppatosi ai margini degli estremi confini orientali. La prima presenza antropica in questi luoghi fu determinata dal transito di gruppi etnici misti provenienti da oriente e dalle terre dalmate che incrociavano qui le proprie rotte con i gruppi che giungevano dai territori del nord. Successivamente dalle parti della estrema pianura veneta transitarono piccoli gruppi di Celti. Giunsero poi i Romani e qui (in agro “gallorum”) vi eressero Aquileia come testa di ponte militare per la conquista delle aree danubiane.
Divenuta capitale della X Regio “Venetia et Histria” la città divenne il più importante centro commerciale del Nord-Est, e grazie al suo porto canale commerciava, particolarmente, in materiali lapidei da costruzione (pietre e marmi), prodotti alimentari (spezie, vino, grano e olio d’oliva), gemme e pietre preziose, scambiando questi ultimi coi prodotti provenienti dalle terre nordiche come pellame, legni e metalli, tanto da divenire ed essere proclamata come la “Seconda Roma” o la Roma del nord. Qui ad Aquileia tracce di Roma sono sparse un po’ dappertutto nel territorio attraversato dalla storica Via Giuliæ Augustæ, mentre sull’orizzonte si staglia – possente – la mole (eretta con pietre del vicino anfiteatro romano) del Campanile della Basilica (dedicata al culto dei Santi Ermacora e Fortunato, discepoli di San Marco).
Al suo interno, un affascinante viaggio raccontato per immagini alla scoperta dei segreti e gli splendori dell’epoca Longobarda aquileiese; la sua pavimentazione conserva uno dei più grandi (per estensione) e straordinari complessi pavimentali a mosaico policromo esistenti al mondo; un’allegoria di immagini (con raffigurazioni di scene bibliche che si rifanno all’antico e nuovo “Testamento“) e figure simboliche o allegoriche a carattere sacro non tutte cristiane (gnostiche e giudeo/cristiane); un intreccio di storie del bibliche raccontate per immagini e interpretazioni artistiche che si rifanno a differenti epoche. La suggestiva cripta cattura le emozioni del visitatore per le storie affrescate legate al culto di San Marco. La spianata di Piazza Capitolo viene dominata dal bianco splendore lapideo del Campanile sotto cui si staglia, a rimarcare l’importanza che queste terre hanno avuto per Roma, eretta su una colonna, la “lupa” capitolina. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
