La “CICLOVIA del VOLTURNO”… dal Molise alla Campania Felix

Una pedalata da S. Vincenzo al Volturno (IS) a Capua (CE) 160 km in bici e mountainbike, dalle Mainarde fino alla “Terræ Felix”, lungo tutta la valle solcata dal fiume Volturno, attraverso territori ricchi di scorci paesaggistici, bellezze naturali ed emergenze storiche. Prima pista ciclabile al Sud, è un percorso per cicloturisti con una segnaletica direzionale che ne facilita l’individuazione. Il tracciato si sviluppa su strade secondarie ai margini delle campagne, ed ha inizio dalle sorgenti del fiume Volturno per terminare sul Ponte Romano a Capua.

UN FIUME CHE ATTRAVERSA LA STORIA. Il fiume viene doppiato più volte, attraverso campagne allevamenti di bufale. L’arcaica civiltà contadina e le tradizioni borboniche incrociano più volte il percorso, alternandosi a borghi medioevali e l’antica presenza di Roma. I paesaggi offrono vedute che si alternano tra i rilievi collinari – con secolari uliveti e pregiati vitigni come il “Pallagrello”, di matrice reale – e le propaggini del Matese. La Ciclovia offre all’escursionista su due ruote la possibilità di osservare diverse attrattive paesaggistiche, ambientali e culturali di territori sapientemente conservati, dove l’antica civiltà contadina qui ha lasciato indelebili tracce ancora presenti nelle popolazioni locali. Ex riserve di caccia Borboniche si alternano a viali completamente avvolti da filari di platani secolari. Città come Vairano, Alife e Caiazzo sono ricche di testimonianze romane, medioevali e barocche, mentre antiche fontane del ‘700 si alternano a tracce di opus reticularum, lungo un territorio che ha rappresentato da sempre un autentico corridoio tra le pianure campane e gli aspri rilievi abruzzesi. La Ciclovia del Volturno è un tuffo nella storia, semplicemente…pedalando!

AMPI ORIZZONTI D’AZZURRO, VERDE E ARGENTO. Dalle sorgenti fino alla pianura campana il Volturno è uno dei fiumi più importanti del Sud Italia. I colori sono quelli della terra irradiata dal sole, di antiche case in pietra, di borghi e casali, dei campi coltivati, dei covoni di paglia come turrite sentinelle di un orizzonte che sembra non finire mai, delle argentee acque fluviali. I profumi sono quelli dei frutti selvatici, more e lamponi, colti al volo ai bordi della pista, del pane cotto a legna nel forno di un’antica corte. I suoni sono quelli dell’aratro che solca una terra apparentemente dura e inospitale, dei campanacci di bufale al pascolo, dei rintocchi dei campanili di pievi lontane. La Ciclovia del Volturno non presenta difficoltà tecniche: esso è pianeggiante, tendenzialmente in discesa dalla sorgente fino a Capua, con minimi i dislivelli sostenuti a Cerro al Volturno e Colli al Volturno, ancora più duri a Ruviano e Castel Campagnano; una ciclovia adatta a tutti i ciclisti e cicloturisti, e a quelli che il Sud desiderano scoprirlo su due ruote.

TRA AMBIENTI E PAESAGGI DI PURA BELLEZZA. Da Rocchetta al Volturno (IS), dove hanno origine le limpide e cristalline acque alla base del massiccio delle Mainarde (già Parco Nazionale d’Abruzzo), ci si immerge subito attraverso una natura rigogliosa: nella prima parte si toccano piccoli insediamenti abitativi, molto caratteristici, e guadagnando la discesa si raggiunge un fondovalle in cui trionfa la campagna (masserie isolate e case coloniche) in tutto il suo massimo splendore, costeggiando campi e orti le cui sistemazioni sono vere e proprie opere d’arte rurale! Il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche. I dislivelli abbordabili mostrano un profilo altimetrico tendenzialmente in continua (e leggera) discesa, salvo alcuni saliscendi abbastanza ripidi nel comune di Cerro al Volturno e Colli al Volturno, e alcuni più lievi a Ruviano e Castel Campagnano. Il traffico su queste strade è talmente poco sostenuto da non rappresentare alcun problema.

ITINERARIO. La Ciclovia ha inizio dalle pendici delle Mainarde ove ha origine il Volturno. Nella prima parte si pedala per 3 km su una sterrata lungo il fiume costeggiando l’area archeologica di Castel San Vincenzo attraverso campi coltivati a graminacee. Dopo un facile guado si procede su asfalto verso Cartiera, sulla strada proveniente da Pizzone, fino a raggiungere Cerro al Volturno; da qui si sale per i villaggi di Petrara e Valloni per 6 km circa su fondo sconnesso, fino alla frazione di Casale per poi scendere fino a Colli al Volturno. Lasciata la strada per Fornelli, presso Ponte Rosso, riappare nuovamente il fiume: si costeggia la sx orografica fino alla diga di Ripaspaccata e si continua per Taverna di Roccaravindola attraverso una piana coltivata. Superati il ponte dei XXV Archi, si lascia la strada per un faci-le saliscendi su sterrato che in breve giunge al villaggio di Campo della Fontana. Costeggiando il fiume si raggiunge il Ponte del Re, ove stacca una variante sulla riva sx di 12,5 km (Ciorlano, Pratella, Ailano), che si ricongiunge al percorso principale della riva dx (in comune di Vairano Patenora), dopo aver attraversato il tranquillo villaggio di Mastrati e proseguendo sui tratti pianeggianti attraverso i comuni di Venafro, Sesto Campano e Presenzano; a mezzo chilometro vi è il centro visite della centrale Enel di Presenzano che costeggia l’invaso inferiore. Si attraversa la SS85 Venafrana e si prosegue su strade inter-ne, tra i campi coltivati fino a Vairano Patenora. A circa 65 km dalla partenza questo è il punto d’arrivo della prima tappa. A 3 km fuori da Vairano si riprende il percorso principale sulla riva destra. Proseguendo per Pietravairano su un tratto sterrato si attraversano i territori di Raviscanina, Sant’Angelo d’Alife e Alife (con un interessante centro storico). Dopo Alife si passa per Gioia Sannitica e si risale fino a Ruviano con punti panoramici sulla valle. Proseguendo per Castel Campagnano si supera Squille, e per estesi ulivati si giunge a Caiazzo, ove è possibile sostare in uno degli agriturismi in zona. Da Caiazzo si pedala attraverso la Piana di Monteverna, e si procede per Castel di Sasso toccando poi Pontelatone e Bellona. Prima di superare il Ponte di Annibale, una lieve deviazione porta alle sorgenti minerali di Triflisco. Dopo Sant’Angelo in Formis e la sua splendida abbazia interamente affrescata, Capua è finalmente a portata di pedale. Le prime case sono un dedalo di viuzze basolate con archi di portali finemente decorati; la segnaletica locale obbliga a compiere una serpentina attraverso vicoli e cardi fino a costeggiare il grande fiume e raggiungere, finalmente, l’imbocco del Ponte Romano sul Volturno ove ha termine la ciclovia. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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