promontorio del GARGANO (FG, Puglia) laddove “il sole si unisce” alla terra

In una incredibile cornice paesaggistica e ambientale, unico nel suo genere si erge maestoso, a Nord del Tavoliere apulo e proteso verso il mare, il promontorio calcareo del Gargano; una terra ove la sapiente mano del Creato ha armoniosamente unito il mare alla montagna. L’avvicendarsi dei secoli ha lasciato evidenti testimonianze nei vari ambienti garganici. Vento e mare hanno contribuito al paziente modellamento della pietra carsica lungo la costa; sassi, piante ed alberi hanno dato origine a quel meraviglioso laboratorio ecologico che è la Foresta Umbra.

La prima suggestione che si coglie è quella di un bianco promontorio che va a bagnarsi in un mare dagli incontaminati colori e dalle cristalline trasparenze dei fondali. Questo è il “biglietto” di presentazione del Gargano, 65 km di costa, per una larghezza di 40 km (il suo punto più elevato è il monte Calvo – 1055 m) che si protendono nell’Adriatico e che si alternano tra basse, sabbiose e bianche spiagge e precipiti scogliere ricoperte dalla macchia mediterranea. Ambienti selvaggi e (sicuramente ancora qualche zona tra le più interne!) ancora inviolati nascondono culture millenarie le cui memorie si perdono nel tempo, in un mondo senza confini. Lo “Sperone d’Italia” è un ammasso calcareo ove il carsismo, col suo lento e incessante lavoro, ha lasciato qui incisi i suoi segni più profondi. Terra arida, ingentilita dalla presenza endemica del pino d’Aleppo che con le sue frondose chiome impreziosisce un aspro ambiente costellato da grotte, doline e inghiottitoi.

Pinete, agrumeti, uliveti e frutteti, distribuiti nelle valli o lungo i suoi promontori, rendono più dolce la fisionomia delle pietrose pendici. Con le sue pareti a picco, la costa avanza tra promontori ricchi di macchia e ginestre e le “calenelle” (piccoli arenili); lunghe spiagge vengono intervallate da caverne, improvvisi archi naturali e ardite scogliere. Inoltrandosi verso l’interno, dopo la fascia dominata dalla pineta, è facile imbattersi in un tipico elemento dell’ambiente garganico: muriccioli di bianche pietre calcaree determinano quegli appezzamenti di terreno distribuiti lungo gli impervi e scoscesi pendii della fascia pedemontana, entro cui sono raccolte distese ulivate, spesso piegate e contorte secondo la direzione dei venti dominanti, i cui tronchi restano caparbiamente avvinghiati al suolo per non precipitare nei sottostanti valloni.

Diversi geologi sono fermamente convinti che il promontorio garganico avesse un suo naturale prolungamento con le catene montuose della sponda opposta all’Adriatico. Da lontano la montagna appare come una massa informe e avvicinandosi, essa va disgregandosi tra numerose catene intervallate da profondi e selvaggi valloni. É ancora possibile oggi passare dalla calura infuocata della costa e dagli abbaglianti riverberi della luce, alle brulle e polverose alture cui è possibile venire improvvisamente accolti dal fresco refrigerio della Foresta Umbra, ove impenetrabili boschi di querce, faggi, aceri, cerri, lecci e castagni vengono inondati da una verde luce crepuscolare.

È ancora possibile oggi passare dalla calura infuocata della costa e dagli abbaglianti riverberi della luce, alle brulle e polverose alture cui è possibile venire improvvisamente accolti dal fresco refrigerio della Foresta Umbra, ove impenetrabili bo-schi di querce, faggi, aceri, cerri, lecci e castagni vengono inondati da una verde luce crepuscolare. Questo inconsueto “oceano verde” si eleva a circa 800 metri lungo la dorsale garganica. Alte e impenetrabili fustaie si innalzano, come le immense colonne di un tempio, in questo suggestivo angolo verde della Puglia. Ricordata dai poeti latini, essa è il più importante residuo di ciò che in epoche remote (nemus garganicum) era l’originaria selva del promontorio che ricopriva tutta la zona per circa 25.000 ettari. Nella foresta sono facilmente distinguibili, a seconda dell’altitudine e delle esposizioni, due distinte fasce di vegetazione: la faggeta e la cerreta.

La prima, occupa la parte meridionale dell’altopiano e vive in simbiosi ad altre specie tra cui il carpino, il leccio, l’acero, l’orniello e il tasso (di cui alcuni esemplari sono, probabilmente, millenari). A settentrione, invece, la foresta vive allo stato puro con un ricco sottobosco (di felci, mirti, ginepri, eriche e agrifogli). Tra l’altro, questo immenso polmone verde garganico, oggi esteso per 10.500 ettari, conserva alcuni tra i patriarchi arborei detti i “colossi della foresta” tra cui un faggio, due pini d’Aleppo, un tasso, un carrubo, un leccio e un olivo con altezze che oscillano tra gli 8 e i 40 metri d’altezza, circonferenze dei tronchi dai 2 ai 13 metri ed età comprese tra i 500 ed i 700 anni. La selva, in alcuni punti sembra la foresta amazzonica ove particolari giochi di luci lasciano filtrare labili raggi solari al di sopra di questa impenetrabile volta vegetazionale.

Una enciclopedia della natura… ove la leggenda si intreccia alle tradizioni ed insieme riescono a penetrare nel più profondo degli animi. Così potrebbe essere identificata la zona del Gargano. Tutto ciò che è magnificamente bello, mistico e suggestivo in questa terra, è possibile riscontrarlo attraverso un sole continuamente splendente, bianchi paesini aggrappati a promontori che precipitano in mare o adagiati lungo le brulle dorsali di montagne, incontaminati (e pescosi) fondali marini, nitidi orizzonti che si perdono all’infinito, impenetrabili foreste ricche di aromatiche essenze, un’arte culinaria tra le più originali del bacino del Mediterraneo, una storia che fonda le sue origini nel mito ed un’arcaica cultura riconoscibile in quelle infinite testimonianze radicate nel popolo garganico che riesce sempre a rinnovarsi e ad offrire, al viaggiatore di passaggio, un’ospitalità che non ha eguali. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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