Una sorpresa nel bel mezzo della Lucania, e in effetti è proprio così! Siamo nella parte settentrionale del bacino lacustre (invaso artificiale) del lago “Pietra del Pertusillo” in località Spineta, al centro di quel bellissimo scenario paesaggistico e ambientale che è la Val d’Agri, tra la rupe da cui s’affaccia Grumento Nova e la “sacra” altura della Montagna Grande di Viggiano, ove giace il Santuario mariano; praticamente… nel cuore di una tra le più vetuste località di matrice lucana. Qui, lungo questo assolato pianoro di circa 2 km, ove oggi si alternano prati e sterpaglie, si sono incrociati popoli e gruppi etnici appartenenti – in successione – ai sanniti, lucani, punici, greci e romani.
“…Quando vi giunsi dopo lungo peregrinare dalle lontane spiagge tarantine, e dopo le dure lotte per il possesso di buoni e fertili territori da mettere a coltura, contro i figli della madre patria, superati gli orizzonti dorati di Μεταπόντιον, risalii per l’aspra valle di un fiume (l’Agri) con l’intento di raggiungere le coste, nella direzione in cui il sole cade oltre quel frastagliato orizzonte fatto di irte e boscose montagne, regno dei lupi e di bellicose genti. Qui, prima di lasciare quest’angusta valle, le cui assolate cime si ergono al di sopra di folte e copiose giogaie, su una platea d’erba incolta, giacevano capanne in legno ricoperte di fango, paglia e terra, luogo in cui operano famiglie intente al duro lavoro nei campi o all’allevamento delle greggi. Siamo tra il VI e V secolo a.C. e queste genti, d’origine osca e sannita sono conosciuti come Leukànoi. Erta a Municipium fu definitivamente abbandonata dopo le incursioni saracene e le sue bellezze scomparse per sempre nel dimenticatoio del tempo!”
Prima di divenire città questo era un punto privilegiato di sosta e transito per gli scambi commerciali che avvenivano lungo la rotta (dallo Ionio al Tirreno) di uno di quei tracciati conosciuti come “Vie Istmiche della Magna Grecia”. Come una sorta di antico “mercato” quest’area fu inizialmente predisposta dai lucani; immediatamente dopo – con la romanizzazione e la sistemazione dei territori – grazie alla sua posizione strategica, divenne ben presto una delle più importanti colonie militari romane in Lucania, proprio su quella “rotta” delle Vie Istmiche. I romani ridisegnarono l’assetto territoriale dotando quest’area, e la città che eressero a “Municipio”, di un impianto urbanistico molto semplice: tre principali assi stradali (i “decumani” principali nelle direzioni SE-NW), intersecate da svariate stradine (“cardi” laterali) con una cinta muraria distribuita lungo un perimetro di tre chilometri; sei porte ne consentivano l’accesso.
Poco conosciuta e frequentata rispetto ai più blasonati siti archeologici della Magna Grecia, il sito archeologico – di “marcata” origine romana – di Grumentum attira per la sua particolare locazione geografica e, soprattutto, per i suoi silenzi. Ma perché venire a Grumentum, perché fermarsi proprio qui…? Perché è uno spettacolo unico, da non perdere; passeggiare attraverso le trame di un passato remoto ed avere la sensazione di plasmarsi con quello che fu, è meraviglioso. Ammirare i resti di una lontana provincia romana; rivivere i fasti di un impianto urbanistico perfettamente inserito nelle geometriche prospettive di un territorio davvero molto bello, coi resti di importanti edifici perfettamente riconoscibili ed ammirabili a tutti, tutto ciò fa di Grumentum una realtà storica di pregiato valore non solo storico ma – soprattutto – anche artistico, architettonico, culturale e antropico.
Nello splendore della boscosa Basilicata, ai piedi di Viggiano e degli impianti industriali di alta tecnologia legati all’estrazione del petrolio, giace questo inatteso sito archeologico che stuzzica l’interesse e invita ad una profonda e più articolata conoscenza. Un’ampia zona recintata racchiude ciò che è emerso dei resti di un’antica città romana. Curata la manutenzione con appositi percorsi didattico/divulgativi e la collocazione di appositi pannelli esplicativi di ciò che si vede, il tutto – purtroppo – è circondato da una copiosa e infestante vegetazione arbustiva che andrebbe eliminata per una migliore fruizione. Molto impressionante l’immagine del piccolo anfiteatro (purtroppo non raggiungibile per le fasi operative degli scavi in corso), distante dal resto della civitas, ancora con resti in ottime condizioni e con tratti di opus reticulatum perfettamente conservati. Nelle vicinanze è annesso il Museo con interessanti reperti rinvenuti dalle opere di scavo, tra cui la testa di Licia Drusilla perfettamente conservata.
Grumentum è un grande sito archeologico posto nell’alta Val d’Agri. Secondo gli studi doveva essere una grande cittadina fondata nel III sec. a.C. e poi distrutta dai Saraceni, anche se all’epoca era già quasi completamente abbandonata. Nel periodo di sua massima espansione si stima potesse ospitare sui 15.000 abitanti che, per l’epoca, rappresentava un grande numero. La cittadina si estende per 1 km in lunghezza e 300 mt in larghezza, sviluppandosi su tre differenti livelli. Qui sono presenti tutte le strutture pubbliche dell’epoca: ma su tutto emerge un tratto del decumano, ovvero la strada principale che attraversa la cittadella; ancora intatto, sui suoi lastroni è possibile vedere i segni lasciati dalle ruote delle bighe, che scompaiono in prossimità dei luoghi di culto in cui, si suppone, che fosse consentito solo il transito pedonale.
Dagli scavi del parco archeologico effettuati nel corso degli anni sono emerse importanti tracce della colonizzazione romana del luogo come il Teatro di epoca Giulio-Claudia (I secolo a.C./I secolo d.C.); due tempietti di età augustea; una domus patrizia, la Casa dei Mosaici, del II secolo a.C., con la sua splendida pavimentazione risalente al IV secolo d.C.; le Terme di epoca repubblicana (VI/I secolo a.C.) ed augustea; l’area del Foro antico con il Capitolium e il Cesareum; l’Anfiteatro del I secolo a.C., successivamente modificato in età augustea. Nel particolare questa è una città “nata” Lucana (tra il V-VI secolo a.C.) e successivamente incorporata sotto il dominio romano (nel III secolo a.C.). Ciò che colpisce nell’immediatezza della visita a questo sito è possibile vedere (e camminare su) i lastricati di una tipica strada romana a “schiena d’asino”, con le evidenti tracce del passaggio dei carri.
È un viaggio nel tempo in un “luogo sospeso”… nel tempo! Tra le più grandi meraviglie romane del Sud ancora poco pubblicizzate ma ricchissime di storia, Grumentum è un posto immerso nella natura assolutamente da non perdere; far visita a questo sito ci fa rivivere un lontano passato in cui i viaggiatori effettivamente camminavano e riuscivano a conoscere altre civiltà riportando alla luce ciò che queste hanno rappresentato per i territori in cui esse erano collocate; memorie e testimonianze che senza i racconti di viaggio sarebbero, altrimenti rimaste per sempre, nascoste nell’oblio del tempo! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
