Etna (Sicilia), “Walking on the Moon”… sulle polverose piste di lava

Sicilia, pendici meridionali del più grande (e attivo) vulcano d’Europa, l’ETNA, siamo intorno ai 2000 metri d’altezza e, raggiunti una volta questo luogo, non si ha che da scegliere quale esplorazione del vulcano si desidera compiere. Si opta per i “Silvestri” e si può decidere se visitare il Cratere Superiore (con una salita ripida e scivolosa) oppure quello Inferiore, adatto a tutti. Entrambi si sono formati in seguito all’eruzione del 1892 che durò 173 giorni e percorse circa 7 chilometri. Parti integranti di un ambiente di straordinario valore paesaggistico e naturalistico, si tratta probabilmente dei crateri più noti (e frequentati) dell’Etna poiché essi si trovano nei pressi dell’area del Rifugio Sapienza e nelle vicinanze della Funivia dell’Etna.

Giungendo da una terra che ruota tutta intorno al vulcano più famoso al mondo, il Vesuvio, quella “Campania Felix” che ha ricevuto tanto dalle eruzioni e dai fiumi/fontane di lava e lapilli del “Sommo” non potevamo farci mancare una visita, anche se per una breve escursione, al fumaiolo gigante d’Europa per eccellenza: l’Etna, laggiù al centro del Mediterraneo. Il poco tempo a disposizione (mezza giornata) ci ha comunque permesso di conoscere l’immensità di questo vulcano e di esplorare alcuni suoi crateri “minori” sorti – durante il corso degli anni – lungo le sue pendici in seguito alle ripetute eruzioni che qui avvengono da sempre.

L’Etna è imponente, simile a una donna che ti affascina e, al tempo stesso, si infervora con un temperamento spesso irrequieto. Una esplorazione lungo le pendici dei crateri “Silvestri” (solidificatisi in seguito all’eruzione del 2001) consente di avvicinarsi a quello straordinario mondo che è il “fuoco della Terra”; un sentirsi immediatamente catapultati in un altro mondo, attraverso una inedita dimensione spazio/temporale. La natura del vulcano qui – ai crateri “Silvestri” – ha modellato montagne, creato valli, sprofondato in antiche voragini, offrendo panorami tali da mozzare il fiato per l’incredibilità dei paesaggi che riescono ad offrire, tali da farci sentire piccoli, minuscoli in un ambiente da sempre ostile all’uomo, inquietante, quasi da togliere il fiato!

L’Etna è sicuramente una formidabile e incredibile “macchina geologica” a cui la fantasia popolare ha, da sempre, accostato poteri e magie “soprannaturali” generando miti e leggende. L’immaginazione popolare, sempre impotente di fronte a fenomeni del genere che non riescono a comprendere, ha sempre accostato tali fenomeni a forze trascendentali e a poteri soprannaturali. Uno tra i primi miracoli attribuiti all’intervento di santi per osteggiare tali e violenti fenomeni naturali viene ricordato il 5 febbraio dell’anno 253 l’anno successivo al martirio di Agata a Catania. Avvenne che vedendo avanzare il fiume di lava verso la città etnea, gli abitanti stesero sul fronte della colata il velo che copriva il sepolcro di Sant’Agata; ciò divise la colata e la lava si fermò.

Dall’insolito titolo – la “salita della capra” – che identifica i “crateri Silvestri” gli scarponcini si immergono, arrancando lungo il pendio, in un terreno roccioso e completamente rosso (rocce laviche solidificatesi). Da qui è possibile compiere una breve salita ad anello, lunga appena 1 km, ma – credeteci – ne vale davvero la pena, soprattutto per i panorami che si riescono a godere. La non difficile salita, solo in apparenza erta e dura perché composta da roccia smossa, impone di salire a passo lento, piano e quasi fermi. Giunti finalmente sul ciglio del cratere, sin da subito offrono l’idea di ritrovarsi in un ambiente lunare; alle spalle l’Etna è potente, magico, uno dei luoghi più iconici della Sicilia nel mondo.

Salendo fin quassù (lungo la strada è ben visibile una casa parzialmente ricoperta dalla lava), ad eccezione delle poche costruzioni (rifugio, stazione della funivia e baracche comprendenti negozietti di souvenir e ristorazione) è un deserto che sembra molto accostarsi a un paesaggio irreale ove la vegetazione scompare fino a diventare quasi un panorama lunare circondati da niente altro che lava. Si può camminare per ore vedendo solo lava e crateri. La bellezza del posto è incredibilmente spettacolare; dal ciglio dei “crateri Silvestri” lo sguardo abbraccia tutta la costa orientale della Sicilia mentre, alle nostre spalle verso nord, il “gigante” (mai addormentato) Etna sbuffa col suo ciuffetto di fumi e vapori.

Contemplare l’immenso camminando semplicemente sul ciglio di un vulcano ha un qualcosa di veramente incredibile. Altra esperienza unica, da provare sicuramente, è quella di camminare all’interno di un cratere; e il Silvestri si presta bene a questa esperienza. Il luogo è decisamente suggestivo e ciò permette di entrare in stretto contatto con gli aspetti più crudi della natura; pareti rocciose con cromature che vanno dal grigio più cupo al rosso più brillante, i rari cuscini di erba (dal giallo più acceso al verde più intenso) che attecchiscono lungo le pareti interne alla caldera poi, donano quel tocco di vivacità che rendono meno aspro il paesaggio circostante. Camminare all’interno dei crateri offre delle sensazioni forti; anche tutto il contesto non è da meno, sembra quasi di essere su di un altro pianeta, sembra di essere su Marte.

Quella dei “crateri Silvestri” sono – a nostro modesto parere – la parte più suggestiva dell’Etna. Sarà la tipica e sparsa vegetazione “a chiazze”, che spunta dalle ruvide rocce, molto simili a licheni (un esperto in botanica saprebbe certo dire di quali piante si tratta) che ricopre i pendii dei crateri; sarà l’atmosfera, magica e irreale al tempo stesso, una sensazione un po’ fatata che si genera quando le nuvole di foschia cominciano ad abbassarsi e a ricoprire i crateri, sarà il luogo in sé, ma questa dei “crateri Silvestri” è – senz’altro – una delle zone più belle e suggestive del vulcano perché offre la possibilità e l’emozione di entrare e camminare all’interno di queste enormi caldere (la parte interna dei crateri) ormai non più attivi e con le pareti dalle diverse colorazioni; il panorama nelle giornate senza umidità e nuvole è spettacolare.    

I “Silvestri” sono splendidi crateri circolari perfettamente conservati e modellati nel tempo. Qui si avverte subito l’idea di che cosa sono le bocche dei vulcani; la vista, poi, è bella su tutte le colate circostanti. Quello più basso è accessibile in modo semplice dalla strada principale, per visitare quello superiore, invece, occorre compiere una salita a piedi su sabbia lavica, fine e scivolosa, per circa mezz’ora, ma poi la vista da lassù e il contesto naturale in cui ci si immerge, ripagano dello sforzo compiuto. I “nostri” crateri consentono di conoscere da vicino le asperità di un vulcano come l’Etna, così ricco di crateri come questi, da dove un tempo sgorgavano lapilli e fiumi di lava. Calarsi al loro interno, sfiorando con le mani la prepotenza della natura vulcanica, si avverte la forza e la bellezza di come “Gaia” è sempre in continua evoluzione. Anche nelle più calde e soleggiate estati salire quassù è doveroso proteggersi adeguatamente dal freddo, poiché ci si trova pur sempre in alta montagna ed inevitabilmente si è esposti ai forti venti che colpiscono questa zona della Sicilia. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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