Morigerati (Cilento, SA): un “Viaggio al centro della Terra” nella grotta del fiume Bussento

Morigerati, immerso in un paesaggio aspro e selvaggio, questo incantevole borgo nascosto tra verdeggianti colline ed alte montagne appare su uno sperone roccioso come un grappolo di tetti rossi raccolti intorno al campanile, facilmente riconoscibile a chilometri di distanza per le insolite forme che presenta. Il suo centro storico cattura l’attenzione per quel suo fascino antico, così misterioso e suggestivo, ove intrufolarsi tra i minuscoli e stretti vicoli baciati dai sottili raggi del sole, non è difficile cogliere e scoprire i “segni” di quella impercettibile ricchezza nascosta tra le mura di questo piccolo centro: le viuzze, i palazzi gentilizi, i portali decorati da fregi sui portoni, le minuscole cappelle, i caratteristici cortili risalenti al ‘700 e, dall’alto dei tetti, le torri “colombare”. Esso conserva, nel suo territorio, gli incantevoli spettacoli di una natura brulla e carsica che ancora preserva ambienti di rara bellezza come le gole del Bussento.

Mai nessun luogo come le Grotte del Bussento, in prossimità di Morigerati, rievocano adolescenziali avventure di matrice “verniana”. Come il famoso viaggio ideato dalle straordinarie intuizioni emotive e realizzato, con sapiente maestria scientifica e dovizia di particolari geologici, dalla “magica” penna dello scrittore francese Jules Verne eccoci partire, con questi presupposti, alla conoscenza di questo fantastico mondo ipogeico, fiore all’occhiello del paesaggio carsico che caratterizza il territorio comunale di Morigerati nelle estreme, e poco conosciute terre, del basso salernitano.

Siamo nel cuore del Cilento, ai suoi confini meridionali, nell’immediato entroterra alle spalle del Golfo di Policastro. Là dove una splendida natura caratterizzata dalla macchia mediterranea e bagnata dalle turchesi acque del Tirreno, cui dietro i bianchi arenili si aprono argentee distese ulivate ecco comparire, all’improvviso, paesaggi di straordinaria bellezza che si esprimono attraverso una natura aspra e selvaggia, ove la storia geologica del pianeta ha lasciato importanti tracce e testimonianze ricche di fascino, attraverso ambienti suggestivi e ancora così poco conosciuti.

Dalla piazza centrale di Morigerati (272 m) parte in leggera discesa verso W, attraversando declivi con uliveti a basso fusto, un tracciato viario che fin dall’antichità metteva in collegamento, per l’angusto paesaggio determinato dalla forra scavata dalle impetuose acque del fiume Bussento, il borgo con l’abitato di Sicilì. Questo percorso scende ripidamente portandosi verso il fondo del vallone ove si aprono le Gole di Morigerati, in un magico mondo caratterizzato dallo scrosciare delle cascate che sovrastano qualsiasi altro rumore presente. Intorno regna, solenne, una rigogliosa foresta evidenziata dalla lecceta che fa da cortina boscosa alle splendide vedute paesaggistiche della gola lungo il versante di Sicilì.

Quaggiù l’irreale silenzio viene lacerato dal canto delle cicale che ci accompagna per l’intera giornata mentre, al calare del sole dietro i profili montuosi della rupe di S. Michele i grilli, con il loro gracchiare, continuano questa meravigliosa sinfonia della natura insieme all’intenso fragore delle acque che scorrono poco sotto. Giunti sul fondo della forra, qui il percorso si biforca: proseguendo in avanti e volgendo verso destra si attraversa un ponte. Arrivati sulla sponda opposta vi sono, nascosti dalla fitta vegetazione, i ruderi del mulino Gallotta che fino a diversi anni fa, con una enorme ruota azionata dalle acque del rio Bussento, macinava graminacee e frumenti; oggi, di quella struttura, non restano altro che poche tracce individuabili dai pericolanti resti in muratura.

Proseguendo invece nell’altra direzione, giù in basso a sinistra, si perviene all’imboccatura della “Grotta del Bussento” da cui si accede, per mezzo di una stretta gradinata, attraverso un cunicolo scavato nella roccia alla cui fine, superati un traballante ponticello con i passamani in legno, raggiunti la parete opposta, altri scalini conducono a un ramo nascosto della cavità ipogea percorribile a piedi per non più di un centinaio di metri. Per visitare l’antro occorre essere muniti di una torcia elettrica e, preferibilmente, essere accompagnati da qualche guida locale che conosce bene il posto e sa dove “mettere” i piedi. Infatti, poco più avanti il cammino si apre su di una galleria principale i cui gradini scavati nella roccia, sfiorano le impetuose acque sotterranee che scorrono poco più in basso a sinistra; uno scivolone in questo punto potrebbe risultare abbastanza pericoloso!

Spettacoli di incomparabile bellezza catturano l’attenzione; qui i colori riflessi dall’acqua si infrangono sulle infinite rientranze delle pareti in roccia calcarea dalle molteplici tonalità cromatiche; un senso di vuoto si impadronisce di tutto lo spazio che ruota intorno. Le ombre si perdono verso il buio più profondo, nel cuore più oscuro della montagna, ove il più assoluto silenzio viene spesso turbato dallo stillicidio dell’acqua che proviene dal soffitto e dove si cela il tratto iniziale del corso fluviale bussentino che proprio qui, in questo punto, ritorna allo scoperto dopo un percorso sotterraneo di circa 6 km dopo essersi inabissato, più a monte, presso l’abitato di Caselle. Fuori dalla cavità ipogea l’ambiente è ricco di spunti paesaggistici con una rigogliosa vegetazione che va a sfiorare il pelo dell’acqua, e con numerose sorgenti e cascatelle che spuntano lungo le sponde, ora sabbiose oppure acciottolate.

Raggiunti il ponte ove sono presenti i ruderi del mulino, si continua a camminare risalendo i brevi tornanti formati dal sentiero che ora avanza lungo la sponda opposta della gola pervenendo, in pochi minuti, presso una masseria. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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