BENVENUTI… NELLE TERRE ALTE! Potrà sembrare eccessivo, sicuramente in molti non lo crederanno mai, ma i territori attraversati da questo nostro vagabondare in quella Campania “appenninica” tra il Matese, l’alto Sannio, la Daunia, l’alta Irpinia e la Baronia, passando per le terre del Negro e così fino ai margini della Lucania hanno il privilegio, forse unico in Italia, che con una sola visuale panoramica a 360° sui vastissimi e infiniti orizzonti si affacciano, quasi a comporre un magico intreccio fatto di culture, etnie e civiltà diverse, quattro tra le più interessanti Regioni del Mezzogiorno italiano: Puglia, Molise, Campania e Basilicata. Le popolazioni (e i paesi) che vivono tra le valli del Fortore, del Calore, dell’Ufita, dell’Ofanto, del Miscano e del Cervaro, è gente dell’Appennino meridionale, un crogiolo di tempi, di luoghi e di eventi che hanno visto l’avvicendarsi e il rincorrersi di civiltà e dominazioni fra culture diverse (gli Hirpini, i Dauni, i Sanniti, gli Apuli) ai cui margini spiccano quelle più conosciute degli Etruschi e dei Greci, più tardi contaminate da “arberesche” e saraceni, normanni e longobardi, svevi e angioini, aragonesi, francesi e borbonici. Questi paesaggi, questi territori oggi si presentano ancora integri e incontaminati, con una piacevole alternanza di scenari naturali e ambientali di straordinaria bellezza lì dove, senza continuità di soluzioni, tra le immensità e le asperità di luoghi deserti e (apparentemente) disabitati, contrastano con le valli scavate lungo lo scorrere dei millenni – laddove ancora persistono – dai numerosi corsi d’acqua. Non c’è da meravigliarsi infine, nell’attraversare questi straordinari scenari agresti, se le brezze al mattino restituiscono ai nostri polmoni l’acre e frizzante odore dell’erba verde bagnata dalla rugiada, là dove le vacche al pascolo ciondolano scampanando dietro l’abbaiare dei cani, oppure l’attraversare il cortile di una masseria ove i grossi tavoli al fresco dei porticati emanano, densi e profumati, gli stuzzicanti odori di una ricotta ancora fumante. Emozioni e sensazioni, queste, che incredibilmente accompagnano chiunque desideri avventurarsi tra queste contrade, alla ricerca di un insolito camminare tra storia e natura, ove la prima cede volentieri il passo alla seconda senza che entrambi creino alcun contrasto visivo ed emotivo. I luoghi raccontati in questo diario di viaggio, raccolti in un arco temporale distribuito lungo tre decenni, restituiscono quell’autentico, puro e semplice gesto dell’incontrarsi e del camminare insieme, percorrendo gli stessi itinerari che da millenni ci guidano alla conoscenza di quell’Italia più vera… quell’Italia da “gustare” semplicemente a piedi. (©Andrea Perciato)
