l’Antico “CUORE” del CILENTO, girovagando per borghi e villaggi intorno al monte Stella

In antichità il CIS-ELEUTUM era quella regione posta “al di qua” del fiume Elento o Elete (oggi Alento), corso fluviale che un tempo divideva Posidonia (Paestum) dall’Eleatide (Velia). Tutta l’area che ruota intorno alle pendici del monte della Stella non è altro che la zona più antica della regione cilentana; quella parte di territorio in cui vennero ad incontrarsi le popolazioni autoctone preesistenti in questi luoghi e le nuove genti sbucate dalle foschie lungo gli orizzonti marini provenienti dai lontani lidi mediterranei, oltre i confini del mondo conosciuto. Coste, scogliere, spiagge, valloni, boschi, grotte e foreste sommitali, tutti elementi geografici, questi, in cui fin dalla notte dei tempi si sono riscontrate la presenza di uomini ed il succedersi di civiltà che in questi territori hanno trovato l’habitat più idoneo alle proprie esigenze.

            Qui, in questi paesi che si sviluppano dalla costa verso l’interno, ancora si evincono le tipiche caratteristiche medioevali riscontrabili negli impianti urbanistici; là, dove i centri arroccati sulle colline, avvolti dalle aromatiche essenze della natura cilentana, regalano ancora scorci paesaggistici ricchi di suggestione tra strette viuzze che s’incuneano fra le ombre dei porticati, delle torri, dei campanili, dei castelli, delle merlature e dei viali alberati.

Paesi e villaggi da cui lo sguardo spazia sull’azzurro del mar Tirreno e l’incanto di Punta Licosa col suo isolato scoglio sormontato dal Faro. Di notte, invece, il fascino delle luci dei pagi che grondano lungo le pendici del monte Stella si alternano o, addirittura, si proiettano oltre la costa alternandosi alle lampare dei pescatori che brillano simili a perle luccicanti. Le pendici occidentali di questa montagna si proiettano verso il promontorio di Punta Tresino che fa da scenario alla piccola ma fertile pianura di Castellabate, cui domina dall’alto di un colle l’omonimo paese.

CASTELLABATE (278 m). Conosciuto in antichità come Castro De Sancto Angelo, successivamente mutò la sua toponomastica in Castellum de Abbate, cioè il borgo che tra il 1120 e il 1121 sorse intorno al Castello eretto da Costabile Gentilcore, abate di Cava, per la difesa contro le incursioni piratesce. L’Abate dominava anche sul porto e il litorale, presso cui istituì una piccola flotta di barche (dette “saette”) e legni d’ogni genere governate e dirette, inizialmente, dagli stessi monaci che successivamente, durante il corso dei secoli, diedero inizio ad una prestigiosa e rinomata scuola di maestri d’ascia conosciuti in tutto il bacino del Mediterraneo. Con questa attività i monaci esercitarono profiqui commerci (olio, vino, frutta e cereali) via mare con altre popolazioni stanziate oltre i confini. Nel 1412 re Ladislao ricevette il casato da Papa Gregorio XII che fu ceduto e tramandato, di famiglia in famiglia, durante tutta l’epoca del feudalesimo. Il paese è aggrappato alla cima di una collina, da cui si erge a picco, che si proietta verso la costa, con straordinarie vedute paesaggistiche che s’aprono da Punta Tresino, a settentrione, a Punta Licosa a mezzodì; con in mezzo le basse e lunghe marine di Santa Maria e di San Marco. L’antico abitato si erge da uno splendido (e folto) manto vegetazionale composto prevalentemente dai pini d’Aleppo. Il borgo è armoniosamente distribuito tra piazzette incorniciate da vecchie costruzioni circondate da rampe, scale e gradoni, e sormontate da archi che si vivacizzano di turisti soprattutto durante il periodo estivo.

PERDIFUMO  (425 m). Sorto probabilmente agli inizi del secolo XI, il nucleo originario di questo borgo diviene feudo dei Capece. L’antico casato sorge lungo le pendici nordoccidentali del monte della Stella ed è circondato da fitti ed impenetrabili castagneti. Oggi il paese ha mantenuto completamente intatto il suo originario impianto urbano da cui parte una stradina che porta alla Punta della Carpinina (688 m – una dorsale sud-occidentale del monte Stella), sulla cui sommità vi è installato un ripetitore della RAI. Località a forte matrice rurale con caratteristiche agricole, offre numerosi prodotti artigianali con lavorazioni (presenza di botteghe) in ebanisteria e produzioni ortofrutticole con fichi, olii, vigneti e confetture di castagno, nonchè attività per l’estrazione dell’argilla e per la lavorazione di terrecotte e ceramiche.

SESSA CILENTO (524 m). Antico e rinomato centro di produzioni artigianali (con pregiate realizzazioni in ebanisteria) questo paese ha intrapreso, nel comprensorio che ruota intorno al monte Stella, tutta una serie di attività legate all’arte e al folklore locale che un tempo si potevano ammirare e conoscere durante le locali fiere e le feste patronali come quella dedita all’Immacolata. Nel corso degli anni il paese ha preso a svilupparsi (nonostante il forte problema dell’emigrazione) lungo la strada principale (la Provinciale) che collega quest’ultimo a Mercato Cilento e che si discosta di poco dalla vecchia via lastricata. Nel suo circondario ricade la cima del monte della Stella (1131 m) su cui sorgono, oltre agli ultimi resti dell’antico presidio militare di Lucania (risalente al XI secolo – indicato come Cilento), le orribili antenne determinate sia dai radar della base militare che dai ripetitori di radio e di televisioni; uno scempio paesaggistico, questo,  che ha inciso negativamente su un ambiente che una volta veniva considerato il centro, l’autentico “cuore” del Cilento; mentre oggi invece ha sancito il totale degrado che regna su questa montagna e lungo le sue pendici.

STELLA CILENTO (386 m). Piacevole borgata posta lungo le pendici orientali del monte della Stella e prospiciente la valle fluviale dell’Alento. Già ricordato in documenti risalenti al 1038, anticamente la località veniva indicata come “Porcili”, per via della principale occupazione dei suoi abitanti di allora che consisteva nell’allevamento dei maiali scuri, una rara qualità suina oggi praticamente scomparsa. L’economia del paese, invece, viene oggi determinata in gran parte dalle produzioni olearie, principale coltura della zona.

MATONTI (435 m). Frazione di Laureana Cilento, è una località composta da quattro nuclei abitati ben distinti tra loro di cui due molto antichi: Li Vetrali e Matonti; e due più recenti: Matontielli e Li Spinelli. Il caseggiato si sviluppa lungo la strada comunale che collega alla Statale per Agropoli e culmina con l’antica Chiesa di San Biagio che sorge, isolata, e sovrasta l’abitato. Località a carattere prevalentemente agricolo, con le ricche colline e la salubrità dell’aria, offre una genuina ospitalità fatta di gente semplice e cordiale.

ROCCA Cilento (594 m). Frazione di Lustra, sicuramente è questo il paese ove è più viva la testimonianza storica di quel Cilento più antico. Questo borgo fu la sede della baronia fino alla metà del 1500, divenendo il centro propulsore di attività per tutti i casali che ruotavano lungo le pendici del monte della Stella. Sebbene la presenza di una poderosa fortezza normanna (oggi, purtroppo, trasformata in un resort) testimonia, forse, l’unico esempio di castello ben conservato di tutto il Cilento, l’intero paese vive e tramanda il ricordo dei tempi che furono con i tipici portoni in pietra prospicienti la via principale che attraversa longitudinalmente l’abitato; i suoi terrazzini e le sue finestre graziosamente abbellite da vasi multicolori; gli arcani silenzi e l’immensità dei panorami che si aprono con vedute paesaggistiche e che si perdono fin oltre ogni possibile orizzonte.

LUSTRA (470 m). Questa località è posta in una invidiabile posizione panoramica, proprio lungo quell’antico tracciato viario che metteva in collegamento i territori di Paestum con quelli di Velia, e cioè la Piana del fiume Sele e la Valle del fiume Alento. In tutta la zona prevale l’attività agricola con produzioni tipicamente locali. Non è raro incontrare, lungo le strade del comprensorio, anziani contadini che offrono i propri prodotti lavorati in casa come fichi secchi, insaccati, peperoncini, sottaceti, ortaggi sottolio, ecc.

MERCATO Cilento (600 m). Fu una borgata, questa, già documentata con notizie risalenti al XII secolo. La parte più antica del caseggiato si estende lungo la salita del Carmine che ha il suo apice nell’omonimo Convento e sulla quale sono state edificate alcune tra le case gentilizie più interessanti di tutto il paese. La sua economia si basa essenzialmente sullo sviluppo del commercio, mentre l’agricoltura offre produzioni a carattere prevalentemente familiare.

CASIGLIANO (507 m). Questo è il più piccolo centro di tutto il Cilento, con le sue poche decine di abitanti. Il paese in antichità era noto in tutto il Mezzogiorno perché vi fioriva una tra le più belle e interessanti attività artigianali: quella dei “liutai”, l’antica arte di riparare gli strumenti musicali, soprattutto quelli a corda tesa. Quest’attività ha resistito per lungo tempo fino ai primi anni ’50 del Novecento. In queste case, tra questi vicoli, hanno visto la luce le famose “chitarre battenti”, tipiche dei ritmi alla cilentana e, più in generale, della tarantella e della tammurriata.

San MANGO Cilento (561 m). Già dal X secolo qui in zona era presente un cenobio italo-greco che aveva numerosi possedimenti e che aveva la gestione diretta su molti territori tra cui anche il Porto del Fico, presso la Marina di Pioppi. Oggi il centro (di matrice contadina) vive una realtà paesana con un forte attaccamento a quei valori tradizionali esprimendo iniziative interessanti tra cui: feste, mostre, fiere e attività culturali.

VALLE Cilento (345 m). I tipici rumori degli arnesi usati per lavorare la terra e i particolari e intensi profumi dell’olio che costituisce la principale attività economica e produttiva della zona, sono questi gli “ingredienti” che fanno del piccolissimo paese uno dei borghi cilentani in cui sono meglio conservate (anche se abbandonate) le sue vestigia medioevali con palazzi gentilizi, chiese e vicoli. Una miriade di viuzze dall’intricata distribuzione collega i punti più lontani della borgata.

OGLIASTRO Marina. Antichissimo borgo di origini marinare, le prime notizie risalgono ai primi anni dell’XI secolo. Questa località è ben inserita in un ambiente naturale che si sviluppa nel verde delle pendici ulivate (macchia mediterranea) e nelle pinete lungo la fascia costiera. La parte vecchia del caseggiato offre la tipica struttura di un borgo marinaro dell’800. (testi & photo ©Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

Lascia un commento