QUIRAING, (Skye island, Scozia): la “montagna di fuoco” per la Luna che cadde sulla Terra

“IF I COULD I WOULD COME AND LIVE HERE FOREVER…!” Siamo sull’isola di Skye, nelle Highlands scozzesi e il lontano suono di una cornamusa ci accoglie al valico del Quiraing. Un attempato signore (con meraviglia si scopre che è di origini tedesche ma, come noi, con la Scozia nel cuore) celebra la struggente bellezza di questi luoghi intonando le note di “The Brave” e l’atmosfera diventa subito… magia! Dopo lo stupore per essere stati accolti, una volta raggiunti la base di partenza per l’escursione al QUIRAING, dal suono di questa cornamusa che esegue le note dell’inno scozzese, ci avviamo a percorrere il sentiero che ci porta alla conoscenza di questa incredibile, fantastica e “misteriosa” balconata montuosa che sembra essere proprio un paesaggio lunare piombato quaggiù, sulla Terra.”

Siamo sulla cresta di Trotternish, un gigantesco massiccio che si eleva come un gradino nascondendo pianori e picchi rocciosi. Questo è il Quiraing (“cuith raing“), che starebbe a significare un “recinto a colonne“, ma il nome non rende giustizia a questa straordinaria platea rocciosa composta da blocchi, guglie e pinnacoli. I percorsi sono un po’ impegnativi, difficili in alcuni punti e se c’è nebbia (bassa visibilità) o vento forte è sconsigliato percorrere il sentiero principale che ha inizio dal valico per un ripido tornante che guadagna il crinale con le rocce del Quiraing ben visibili davanti a destra. Il sentiero accidentato, ruvido sotto i piedi con pendii erbosi che si alternano a gradoni rocciosi dalle forti inclinazioni, passa a sinistra di un cuneo in pietra con dirupi rocciosi, da un lato, ed erba dall’altra.

Si cammina seguendo la base di una linea di falesie per 800 metri circa fino a raggiungere il cuore dell’area. Guardando metri in avanti è possibile vedere un ammasso di roccia distaccatosi dal fronte della falesia (che i locali chiamano “la Prigione“), al cui apice s’impenna l’Ago, un pinnacolo alto 36 metri. Subito dopo questo groviglio pietroso composto da guglie e pinnacoli, e mantenendosi sempre con le pareti rocciose a sinistra, si giunge presso una recinzione; qui è possibile superare la recinzione e continuare lungo la base delle falesie; da questo punto molti sono gli escursionisti che ritornano lungo lo stesso percorso. Per completare il circuito è possibile continuare per il sentiero che scorre sul lato sinistro e un ripido pendio erboso a destra per altri 800 metri.

Il percorso sale fino a un muro in pietra (una vecchia diga di contenimento); si attraversa il muro composto da blocchi di pietre a secco e compare un’altra piccola valle (chiamata dai locali “la Tavola“); tracce ben visibili intorno lasciano facilmente intuire che qui era il sicuro rifugio per le popolazioni locali e il loro bestiame che, nascondendosi, si sottraevano alla vista dei pirati (principalmente vichinghi e danesi) che giungevano dal mare per depredare questi territori. Superati l’avvallamento, si continua a camminare lungo ripidi ghiaioni mentre il sentiero diventa piuttosto fangoso. Volgendo sempre a sinistra il sentiero si arrampica fino ad incontrare un’altra rete metallica (semplice da attraversare); e qui è proprio il punto intermedio del circuito.

Girando a sinistra si procede verso l’alto, camminando in quota, molto vicino al bordo della falesia da cui si possono ammirare ampie vedute panoramiche che invitano a sostare per fotografare: verso est si scorge il villaggio di Staffin, più in basso, intervallate da lingue di mare che sembrano incorniciare il paesaggio, si stagliano le isole di Raasay, Rona e più oltre le colline di Torridon sulla terraferma. Proseguendo lungo il crinale del Quiraing, verso sud a sinistra, il sentiero può essere a volte bagnato e fangoso. Con i suoi affascinanti strapiombi e i pinnacoli di roccia, l’altopiano del Quirang è il paradiso degli escursionisti ma anche dei fotografi: si presta ad avventurosi trekking e a scatti da sogno. Il luogo offre alcuni tra i più bei paesaggi dell’isola di Skye, e per conquistarli l’escursione non è delle più agevoli, ma la vista che si gode dalla sommità ripaga, sicuramente, di ogni fatica.

Quando si arriva al vertice (540 m), con un vento che soffia così forte tale da rendere difficile il precario equilibrio di ognuno e dopo una foto ricordo in cresta, da quassù è possibile godere dello spettacolare paesaggio del Tavolo, un pianoro circondato da formazioni rocciose; In questo posto, per molti secoli gli abitanti del luogo nascondevano i greggi di pecore e il bestiame (le singolari mucche dal pelo lungo rossiccio) da pascolo alla vista degli invasori, poiché l’altopiano e ben nascosto e non è visibile dal basso. Da qui, continuando a camminare in discesa, la traccia del sentiero principale scorre per un ripido pendio erboso fino a ricondurre nuovamente al valico, punto di partenza di questa bellissima escursione. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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