Il borgo di Pietrabbondante si erge maestoso tra le sue rocce intorno a cui si sviluppa l’abitato. Sulla piazza principale all’ingresso la statua del fiero Guerriero Sannita accoglie il visitatore e da qui, a pochi passi, ci si tuffa nel passato fra i vicoli silenziosi che si inerpicano fino alla Chiesa della Madonna Assunta ed al vicino Castello. Da qui s’apre uno spettacolare panorama a 360° verso le vallate, le montagne e i paesi in lontananza. L’aria frizzante, il silenzio e la pace regalano attimi di serenità ed il piacere di godere di un luogo veramente particolare. Le rocce – meglio conosciute come le “murge” – qui sono l’attrazione principale; mentre il centro storico vanta una interessante e caratteristica tipologia insediativa che senz’altro lascia intuire le origini risalenti all’alto medioevo. Attraversare a piedi questo borgo sannita si possono respirare gli odori di una volta come il fieno appena tagliato, del pane appena sfornato, oppure del mosto appena “mesciato” nelle cantinole; purtroppo la zona già da moltissimo tempo è spopolata a causa di una crisi atavica legata all’intenso fenomeno dell’emigrazione.
Ma il vero “tesoro” di Pietrabbondante è costituito dal complesso ellenistico-italico sito in località Calcatello, ove si trovano i resti di due templi ed un teatro, con sedili in pietra dalla caratteristica forma anatomica, utilizzato come luogo per le assemblee. A pochi minuti d’auto dal borgo ecco paventarsi, in tutta la sua bellezza, l’altro gioiello di questo territorio: l’antico sito sannita che s’adagia su un pianoro leggermente in declivio di monte Saraceno ed offre interessanti spunti, per gli appassionati di storia e di archeologia, per compiere una vista. Questa bella area archeologica è posta in un angolo poco conosciuto in una delle regioni meno visitate d’Italia, incastonata in un paesaggio davvero splendido. I due templi, uno più piccolo ed uno più grande, appartenenti a due fasi costruttive diverse, presentano uno stato di conservazione meno buono rispetto a quello del teatro. Essendo tuttavia molto vicini ad esso costituiscono un unicum di grande effetto, anche per l’inserimento nel paesaggio dominato dal verde. Una visita tra queste antiche pietre, risulta essere di particolare suggestione!
Tutta l’area, nel suo insieme, risulta essere un luogo dove è facilmente intuibile la sovrapposizione della civiltà romana su quella sannitica. Raggiunti l’ingresso emerge, in tutta la sua suggestiva ambientazione, la cavea in cui è collocato il Teatro (italico) con gli spalti rivolti verso il mondo, la costa, l’infinito; siamo, letteralmente al centro di un luogo che sa di magico, con una vista mozzafiato sulla natura circostante, le cui sparse rovine sono conservate abbastanza bene. Il complesso costituisce un’importante testimonianza della civiltà sannita e risale al periodo tra la metà del II secolo a.C. e gli inizi del I sec. a.C.. Le gradinate destinate al pubblico sono di forma semicircolare. La prima area dei sedili presenta eleganti braccioli decorati che destano l’attenzione per l’aspetto e la fattezza di ciò che appare ai primi posti, e cioè l’insieme delle linee e delle curve che rispettano l’anatomia del corpo in posizione seduta; ben visibili sono le due sculture di atlanti inginocchiati ai lati delle gradinate che nelle tre file più in basso terminano con delle zampe di grifo.
Questo è un sito archeologico dall’architettura molto interessante, per l’originalità della sua creazione, la sua esecuzione e la sua collocazione; resta, comunque, una delle maggiori testimonianze della primissima civiltà dei Sanniti Pentri (VI sec. a.C.), un loro importante centro di culto e simbolo dell’unità tribale. Qui si svolgevano funzioni religiose, attività pubbliche, ludiche e importanti riunioni politiche; il Santuario non veniva utilizzato esclusivamente per ludi scenici, come nella maggior parte degli altri, ma era la sede dei “concilia”, cioè delle adunanze del senato indette in particolari occasioni; quindi il più importante sito Sannitico esistente. Il sito archeologico di Pietrabbondante, la cui sacralità è ben conservata in tutto il suo aspetto, per le sue caratteristiche architettoniche e per la sua monumentalità, risulta essere la testimonianza archeologica di maggior rilievo dell’intera cultura Sannitica presente oggi in Italia, e solo per questo la sua conoscenza vale molto di più di una fugace visita. Il Molise, quello vero, quello che in tanti ironicamente dicono che “non esiste” c’è… eccome se c’è! (di ©Andrea Perciato; photo Maria Rita Liliano e A. Perciato)
