Nella travagliata storia di Bucarest, tra monumenti che si rifanno al passato “satellite” oltre cortina e una sempre più crescente voglia di riscatto e di mostrarsi al mondo intero come una capitale europea che dimentica il totalitarismo di un tempo e punta tutto sulle atmosfere della “belle epoque”, la città conserva – al suo interno – uno tra i musei all’aperto più interessanti d’Europa: il Muzeul Naţional al Satului “Dimitrie Gusti”, un bellissimo luogo che più che un museo, sembra un viaggio a ritroso nel tempo attraverso la civiltà contadina e la cultura agreste delle aree rurali (vicine e lontane) sparse per l’intero paese. E’ come se fosse un gigantesco villaggio; ci sono tante case vere (e da vedere) provenienti da tutte le remote regioni della Romania (l’antico “granaio” della Dacia, regione già conosciuta dai Romani) e visitarle, conoscere la tipologia costruttiva, i materiali usati, la disposizione degli ambienti (di vita e di lavoro) è un pò come viaggiare attraverso la storia dell’intero paese! Al suo interno s’apre un’ampia area verde che accoglie moltissime case ed alcune chiese storiche che sono state ricostruite dando vita ad uno spettacolare villaggio rurale dove sembra veramente di tornare indietro nel tempo, di quando le abitazioni erano costruite tutte in legno, argilla e paglia e i ritmi della vita erano stabiliti dalla semplicità delle cose.
Storicamente in Romania, come in generale nelle aree dell’Europa orientale e balcanica, la maggior parte delle persone abitava in villaggi di campagna, agli estremi margini delle grandi città. Ed è stato proprio questo lo scopo di aver creato, in una zona un po’ decentrata di Bucarest, questo interessante museo all’aperto, che ospita, offre la possibilità di poter visitare ed illustrare le ottime ricostruzioni dei villaggi delle varie zone rurali sparse per la Romania. Tra le principali attrazioni della capitale rumena, risulta essere molto interessante per chi è appassionato di storia della vita quotidiana, di architettura e di ingegneria ed avrà la possibilità di poter apprezzare le minuziose e particolari ricostruzioni degli edifici e delle infrastrutture; in alcune case, che sono aperte a rotazione, c’è la possibilità di poter anche entrare.
Unico nel suo genere, il cosiddetto “Museo del Villaggio” si trova praticamente nel parco Herăstrău e sulla riva del lago con lo stesso nome, nella zona nord di Bucarest. Si tratta di un museo etnografico dedicato alle tradizioni romene. La visita non è altro che una bellissima passeggiata tra casette in legno ricostruite, che documentano diverse epoche della storia romena, è un vero e proprio tuffo nel passato. Le case, i mulini, le chiese in legno, le stalle, i fienili e tutte le altre costruzioni con gli oggetti domestici collegati alla vita rurale della Romania dei secoli scorsi non sono riproduzioni, ma è tutto originale, direttamente dal passato! Il Museo del Villaggio di Bucarest è un luogo speciale, potremmo quasi dire che possiede un’anima: passeggiando tra le diverse costruzioni, si ha la sensazione di essere veramente proiettati indietro nel tempo in alcuni angoli remoti delle campagne rumene.
La particolarità, nonché la popolarità di questo grande villaggio, è dovuta alla presenza di circa 300 diversi tipi di case e chiese in legno che sono state portate qui nel 1936 da ogni parte del Paese per illustrare la storia e le tradizioni dei villaggi contadini e delle campagne rurali di un tempo. Questo museo/villaggio è un autentico spaccato della vita vissuta nelle campagne rumene durante un periodo compreso tra il XVII e il XX secolo. Una testimonianza storica e diretta dal passato che in alcuni casi rispecchia la realtà presente a tutt’oggi nelle aree più sperdute della Romania, dove le case vengono ancora realizzate con il tetto in paglia e il tempo ha preservato antichi mestieri ed arti come quelle della tessitura, della falegnameria, della carpenteria, della molitura, della mietitura e della ceramica.
Tutte le strutture erette all’interno di questo villaggio, sono edifici originali, prelevati nel loro ambiente naturale e inseriti all’interno di uno spazio che, fin dalle origini, ha da sempre voluto ricreare – anche se solo virtualmente – alcuni momenti di vita della campagna rumena. Questi “monumenti” dell’antica cultura agreste della Dacia (case, fattorie, fienili, mulini ad acqua e a vento, chiese…) sono collocati ai lati dei percorsi, spesso autentici sentieri, che si diramano all’interno delle recinzioni del museo, proprio a stretto contatto con i visitatori che hanno la possibilità di avvicinarsi, toccarli e varcare le soglie delle abitazioni per osservarle da vicino, in modo da poter vedere al loro interno come erano arredate, come vivevano le famiglie che le abitavano, quali utensili usavano.
72 di questi edifici, tra capanne, case in pietra e argilla e con tetto in torba o fieno, sono stati dichiarati monumenti storici. Nessuna è una copia degli originali; sono tutti autentici, essendo stati acquistati dai contadini nei loro villaggi d’origine, smantellati pezzo per pezzo, trasportati a Bucarest e poi riassemblati all’interno del museo all’aperto. All’interno del villaggio sono presenti case, chiese in legno, mulini ad acqua, mulini a vento, pozzi, croci trasversali, varie macchine (filatoi per fare tessuti di lana e mole per spremere l’uva e semi per l’olio), officine, recinti, ovili e ottantamila oggetti di arte popolare come mobili, elementi d’arredo, tessuti, tappeti, stoviglie, icone sacre.
Il museo è un “viaggio nel tempo“; effettuare un excursus attraverso i suoi vialetti e i corridoi (spesso lastricati in pietra o lasciati appositamente in erba) è come riscoprire l’autenticità della cultura e della civiltà della vita agreste in Romania, una sorta di mondo bucolico che si ripete di casa in casa, di recinto in recinto, di fienile in capanna. Un invito emotivo che accompagna il visitatore al modo di vivere tradizionale di questa regione, ove si esalta quel senso artistico e – al tempo stesso – lo spirito inventivo del contadino rumeno, ma è anche uno dei più attivi e affascinanti centri di ricerca, restauro e conservazione del patrimonio culturale nazionale.
Tra le strutture più interessanti presenti all’interno del villaggio/museo c’è la chiesa greco-cattolica di rito cristiano/ortodosso proveniente dalla regione di Dragomireşti, sui Carpazi settentrionali. Al suo interno le pareti sono tutte decorate e affrescate; costruita nel 1722 fu smontata pezzo per pezzo per il trasporto, e poi riassemblata in questo museo all’aperto di Bucarest. Un autentico capolavoro dell’ingegneria rurale, così come dell’arte, della fede e della cultura contadina.
Camminare attraverso i viali alberati, spingersi fin quasi a sfiorare le sponde del lago, entrare nel vivo della cultura popolare di questa regione balcanica, offre uno spaccato di vita che ha attraversato i secoli e che è riuscito – tra le mille difficoltà del corso della storia passata e recente – a mantenere integro quello spirito che restituisce l’autenticità di un popolo: operosa, disponibile, accogliente, ospitale… proiettata verso un positivo cambiamento nel futuro, ma senza dimenticare le sue arcaiche tradizioni che ne hanno fatto una tra le più interessanti regioni del vecchio continente.
Se passate per Bucarest, non perdete di fare la conoscenza e di scoprire questo gioiello d’arte, di natura e di cultura all’aperto; la sua visita sarà sicuramente uno tra i ricordi più belli e interessanti che vi porterete indietro dal viaggio in Romania. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
