Kato Paphos (o Paϕos), l’Archaeological Park e i suoi mosaici. I mosaici sono come libri illustrati; essi raccontano storie scritte millenni fa. Varcata quella labile frontiera (Green-Line) che divide in due Cipro, si va alla scoperta delle meraviglie che offre questa parte sud dell’isola. In antichità qui a Cipro i greci e i romani hanno lasciato belle e interessanti testimonianze di questa forma di arte. La “città dei mosaici” di Kato Paϕos è a pochi chilometri dal centro di PAΦOS, sul mare. Ci sono 4 ville romane con mosaici veramente belli, come quelli della “casa di Dioniso”, della “casa di Aion”, quelli della “casa di Teseo” e quelli della “casa di Orfeo”. Intorno al III secolo dopo Cristo un terremoto danneggiò la città decretando l’inizio del suo declino e il definitivo abbandono. Un sito archeologico che si protende sul mare è una meraviglia, molto simile all’area di Posidonia/Paestum in Magna Grecia. Oltre alle ville, l’area contiene anche uno spettacolare “Faro” bianco che si staglia sulla scogliera all’orizzonte, un teatro e rare tracce di pavimentazioni lastricate. Molti appezzamenti raccolti da mura perimetrali (piccoli blocchi in arenaria e calcareniti) sono come vasche ricolme da ciottoli in ghiaia; sotto vi sono nascosti altri mosaici e la ghiaia li protegge dalle intemperie, dalla salsedine e dal sole. Quest’area è esposta completamente al sole. Naturalmente cappellini, occhiali da sole e protezione solare sono altamente consigliabili, oltre a scarpe comode e abbigliamento adatto.
La “Tomba dei Re”, splendore e mistero di una necropoli. Altra meraviglia archeologica di Paphos è la cosiddetta “Tomba dei Re”, un insieme di tombe affacciate sul mare in una location è molto bella. Questa necropoli, in realtà, accoglieva le sepolture di personaggi importanti del patriziato locale e loro servitù, ma mai re. Si tratta di tombe monumentali tutte scavate nella roccia, calcarea e arenaria e – spesso – allocate al di sotto del piano di calpestio, simili alle catacombe romane. Il nome dato alla necropoli fu dato, probabilmente, per la loro particolarità e spettacolarità; pare, comunque, che accogliessero le spoglie di alti dignitari e aristocratici di Paphos, risalenti al periodo ellenistico e romanico. Tutta l’area, oggi riconosciuta come Patrimonio Mondiale UNESCO, giace in un terreno quasi desertico e a poca distanza dal mare e la loro particolarità è quella di essere sepolture e camere sotterranee mantenutesi straordinariamente intatte durante il corso del tempo. Le tombe (quasi cappelle familiari!) sono numerate e collocate in un percorso di visita molto particolare; scendere al di sotto di esse è come scoprire un mondo particolare in cui il silenzio regna sovrano: loculi, cunicoli, archi, stretti passaggi in cui s’avanza carponi, rampe, colonne e capitelli consumati dal tempo e dagli agenti atmosferici. E si può solo immaginare di come le sepolture avessero un cerimoniale molto singolare, vista la cornice paesaggistica e ambientale molto particolare in cui erano inserite; mentre ancora oggi, chi giunge qui e scopre questo particolare “mondo della penombra”, sembra quasi di rievocare i fasti di un tempo. Paphos è un’altra tappa obbligata di chi giunge qui a Cipro; perdere la visita in queste aree archeologiche è altamente sconsigliabile, è come finire un pranzo… senza aver gustato il dolce! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
