JERUSALEM (Israele), “CITTA’ SANTA” per eccellenza e “CAPITALE CONTESA” da millenni

All’interno delle mura della Città Vecchia di Gerusalemme si celano monumenti ed opere d’arte d’incredibile bellezza, simboli della fede e tradizioni religiose che si perpetuano da millenni, archeologia e storia che ti coinvolgono e ti appassionano. Camminare tra i vicoli, le rampe, i basoli (calpestati da circa 5000 anni), i portali, gli androni, i cunicoli e i supportici della Città Vecchia è come provare ad ascoltare il battito pulsante del cuore di questa incredibile città che sembra davvero essere l’autentico “centro del mondo”. Un melting-pot fatto di popoli, razze, dialetti, usanze, colori, profumi, suoni, costumi, credi e religioni caratterizzano la capitale (contesa da millenni) dei Palestinesi e degli Ebrei; ed è proprio qui, a Gerusalemme, che elementi, valori, sensazioni e pensieri sono qualcosa che difficilmente si trova in qualsiasi altra parte del mondo. Per come è complessa e diversificata la coesistenza in questa città/capitale (“santa” per almeno sette diversi credi religiosi), indipendentemente dal proprio credo, le emozioni che si provano tra queste bianche pietre (in calcare) levigate dal tempo, sono incredibilmente intense e difficilmente esprimibili a parole.

In meno di 2 kmq, la Città Vecchia è – da sempre – divisa, storicamente e culturalmente, in “Quattro Quartieri” residenziali: Armeno, Cristiano, Ebraico e Musulmano che costituiscono l’essenza della città. Quattro mondi fra loro ben distinti ma attigui, che sconfinano l’uno nell’altro senza i limiti di barriere fisiche. Altra grande attrazione della Città Vecchia sono le sue porte d’accesso, ognuna con una storia particolare. Qui, il contrasto delle culture nella Città Santa è più palpabile che mai nei quattro quartieri della Città Vecchia, ognuno con un colore, un aroma e dei suoni diversi. Visitare la Città Vecchia di Gerusalemme è il modo migliore per scoprire il fascino della città, sia a livello monumentale che culturale. I contrasti tra i quartieri e il multiculturalismo della città si respirano in ogni strada, dove convergono musulmani, ebrei, pellegrini cristiani e turisti, pellegrini, viaggiatori e viandanti da tutto il mondo. Qui è possibile godersi la tranquilla atmosfera del quartiere armeno, oppure immergersi nel vivace suq del quartiere mussulmano, o essere destati dal rintocco delle campane del quartiere cristiano, oppure camminare per le strade d’impianto romano del quartiere ebraico; e il tutto… in circa un chilometro quadrato! Questi quartieri accolgono le famiglie di quattro diverse comunità, ognuna con una forte identità culturale che si evince nel modo di vestire della gente e nell’architettura degli edifici, così come si distingue nei suoni o si percepisce nei profumi di essenze aromatiche che impregnano l’aria di ognuno di questi.

Entrare e camminare attraverso l’intricato reticolo di vicoli e stradine nella Città Vecchia significa compiere un viaggio indietro nel tempo di oltre 3000 anni e poter sentire, comprendere, vedere, e (quasi) toccare con mano i contrasti di questa “Città Santa”, presenti in ogni angolo, nascosti dietro ogni spigolo o nel buio di portoni di cui non s’intuisce il fondo. La matrice antropica di questi quartieri è esistita per millenni rappresentando – fino al 1860 – la massima estensione dell’intera area urbana. Le mura che la circondano furono erette, nel 1538, dal sultano Solimano il Magnifico con l’intento di proteggere il perimetro della città. Contesa dai diversi conflitti che l’hanno accompagnata per secoli, la Città Vecchia di Gerusalemme è la zona più bella e intrigante della capitale israeliana.

Andando a conoscere più da vicino questi quartieri, scopriamo il “Quartiere Armeno” situato nella parte sud-occidentale della Città Vecchia. Esso è il più piccolo dei quattro e contiene il minor numero di residenti. La maggior parte del quartiere è costituita da un’area privata chiusa di proprietà del monastero armeno e circondata da mura. Per intuizione emotiva lo considero il quartiere più “tranquillo”, con circa 500 membri, ed è anche il meno conosciuto, pur essendo presente nella Città Santa da secoli. Qui è possibile scoprire la bellezza delle interessanti botteghe artigianali di ceramica, del legno scolpito, dei vimini, delle cantine, oltre a piccole cappelle e musei sulla storia degli armeni in città.

C’è poi il “Quartiere Cristiano” ubicato nella parte nord-ovest della Città Vecchia. Il quartiere ospita la Chiesa del Santo Sepolcro, uno dei luoghi più sacri della cristianità mondiale. Esso si estende tra la Porta di Damasco, la Porta Nuova e la Porta di Giaffa, ed è il secondo più antico della città. Attraverso il reticolo delle sue stradine molti pellegrini iniziano la Via Crucis seguendo i passi di Gesù, arrivando al tesoro del quartiere cristiano: il Santo Sepolcro. La basilica è il luogo più sacro per i cristiani ed è uno dei monumenti più visitati di Gerusalemme. Il quartiere cristiano è la zona più visitata della Città Santa, un crogiuolo di commercio, cibo da asporto e spiritualità. Entrando nella Città Vecchia attraverso la Porta di Jaffa, si percorre una lunghissima e stretta via in discesa dove si sussegue un’infinità di botteghe e negozietti che propongono chincaglierie, souvenir e tanto altro ancora di ogni genere. Questa via conduce alla Chiesa del Santo Sepolcro, il luogo più sacro per i cristiani.

C’è poi “Quartiere Ebraico” che si espande nella parte meridionale della Città Vecchia abitato per secoli da Ebrei. Il quartiere ebraico fu distrutto durante la guerra del 1948 ma ricostruito dal governo israeliano dopo il 1967. Entrando dalla Porta del Letame, il quartiere ebraico è la parte più elegante della zona fortificata. Le sue vie sembrano immerse in una calma e una tranquillità interrotte solamente da qualche ebreo ortodosso (riconoscibili per il particolare abbigliamento) che avanza di fretta, schivando turisti e pellegrini. In esso sorgono numerose sinagoghe e yeshivah (scuole dedicate allo studio della Torah). Il tracciato urbano del quartiere ebraico evidenzia lo stile romano di Gerusalemme. Sono ancora ben visibili alcune colonne originali che segnano l’inizio del “cardo”, antica via commerciale romana su cui prospettano gallerie d’arte, negozi e appartamenti. La maggior attrazione resta il celeberrimo Muro del Pianto (chiamato anche Kotel) gremito di fedeli ad ogni ora del giorno e della notte. Vicino ai resti del secondo tempio di Gerusalemme, si possono ascoltare ogni giorno le orazioni di migliaia di ebrei raccolti in preghiera. Al di là di questo muro si erge “Haram esh-Sharif” (recinto del nobile santuario) o Monte del Tempio, ancor più noto come Spianata delle Moschee, luogo di culto da sempre conteso dalle tre principali religioni monoteiste, laddove si erge la scintillante Cupola della Roccia sacra ai musulmani. Il quartiere ebraico è senz’altro il più ortodosso e conservatore.

Scopriamo, infine, il “Quartiere Musulmano” collocato nella parte nord-est della Città Vecchia, è il più grande, esteso e popolato dei quartieri con residenti principalmente musulmani. Esso occupa l’area dietro al Muro del Pianto fino alla Porta di Erode (raggiungibile anche dalla Porta dei Leoni o dalla Porta di Damasco). Al suo interno scorre la Via Dolorosa (la Via Crucis), luogo di pellegrinaggio cristiano, così come il Monte del Tempio, dove si trova il terzo dei luoghi sacri dell’Islam, ovvero la Cupola della Roccia. Perdersi attraverso gli stretti e labirintici vicoli si rincorrono gli aromi delle spezie e del caffè, gli echi del suq e la varietà di merce esposte sulle bancarelle, i sapori delle tisane e gli intensi fumi dei narghilè ove primeggiano bellissimi tappeti, stoffe multicolorate, succhi di frutta appena fatti, oggetti di antiquariato e cibo da strada dai molteplici gusti, praticamente… di tutto! Vicoli e stradine sono sempre piene di vita praticamente a qualsiasi ora del giorno. Anche se appare caotica, trafficata e – solo in apparenza – sporca, è proprio per questo che è la più viva ed animata; stracolma di negozietti di souvenir di vario genere ed oggetti religiosi: dai presepi in legno d’ulivo ai crocifissi in plastica.

Prossimamente cercheremo di illustrare e trasmettere quali (e quante altre) sensazioni ed emozioni sono ancora possibili vivere, scoprire e comprendere nella monumentalità dei suoi luoghi più interessanti.

PS… viste le recenti escalation della ripresa di attentati e violenze tra fazioni musulmane ed ebraiche che coincidevano con la chiusura della Spianata delle Moschee e la ricorrenza dello Sabbath, non ci è stato possibile accedere e godere delle bellezze e delle meraviglie che questo luogo suscita. Vorrà dire che ritorneremo qui, ma… in tempi più tranquilli! (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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