“CIVITA SUPERIORE” di BOJANO (CB): da qui, messere, si domina una valle…!

L’antico borgo di matrice medioevale della Civita Superiore, troneggia sull’abitato di Bojano, nel Molise da cui – affacciandosi dalla sua terrazza panoramica – si gode dell’immenso panorama che spazia dal corso del Fortore, dalla valle del Tammaro e dalle pendici settentrionali del Matese. Salire per i suoi ripidi pendii è una piacevole scalata che, tra erti sentieri, boschi ed aspre rocce, ci porta tra le prime case all’ingresso del paese; un contesto architettonico che riporta al passato e sfocia sulla balaustra di una terrazza panoramica a dir poco spettacolare. Appena sopra Bojano questo borgo è caratterizzato da un interessante tessuto urbano; attraversare le sue case in pietra, camminando lungo vicoli stretti e – spesso – acciottolati, ci porta indietro nel tempo di quando da quassù, per secoli, gli abitanti scrutavano l’orizzonte seguendo con gli occhi lo spostamento di uomini e greggi che transitavano lungo quell’antica autostrada verde sul tratturo della transumanza da Pescasseroli in Abruzzo fino a Candela in Puglia.

Qui, a circa 730 m di altezza, sorge questo particolare borgo ove si respirano atmosfere e sensazioni che vanno dalla tranquillità, che si perde tra i silenzi delle pareti ammuffite e l’ombra dei vicoli, all’armonia della gente del posto (circa 50 anime) sempre disponibile al sorriso e pronti ad offrire una informazione e un saluto al viandante occasionale che improvvisamente scopre l’autentica bellezza di un Molise ancora poco conosciuto e frequentato. Una piacevole sensazione di pace e tranquillità aleggia tra le rampe e i vicoli del borgo qui, ove il fascino (e il mistero) degli antichi Sanniti restituiscono arcane sensazioni di prudenza, sicurezza, accoglienza. Su un crinale roccioso nelle vicinanze, appena rivolto verso ponente, si ergono e sono ancora ben visibili – in tutta la sua maestosità, le mute pietre del più vecchio Castello di tutto il Molise, eretto da Federico II intorno al 1220, di cui oggi sono facilmente visibili alcuni ruderi delle mura perimetrali e degli ambienti posti all’interno, divisi in due ampie zone da un fossato.

L’ampio spazio antistante – a pianta rettangolare – detto “ricetto” serviva, all’occorrenza, a dare rifugio alla popolazione del borgo sottostante; mura che un tempo fungevano da camminamento di ronda ed erano merlate. Questa prima parte antistante si collegava, mediante un ponte levatoio, alla “corte alta” ove si svolgeva la quotidianità di chi viveva all’interno delle mura, presumibilmente di “servientes”, coloro che oltre a presidiare il maniero, provvedevano anche alla normale manutenzione ordinaria. I panorami che si scrutano dal belvedere del Castrum, sporgendosi appena poco fuori le mura sono davvero incredibili per la profondità dello spazio, belli da un punto di vista naturalistico ed interessanti per il paesaggio che fa da cornice. (di ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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