MATESE: GALLO (e il suo lago) tra Sanniti, profughi Bulgari e natura

Borgo che si erge al confine con il Molise, GALLO (CE) sorge dall’alto di un colle proprio al centro di una conca verde solcata dalle acque di un lago. I tetti del suo modesto centro storico si espandono a ridosso di ciò che ancora resta di una Torre (avamposto militare) di origine normanna. Contesa dagli antichi Sanniti, ospitò – verso la fine del VII secolo – comunità bulgare in fuga dalla Puglia. Dopo le prime due “guerre sannitiche” sotto l’egemonia di Roma queste popolazioni dell’interno furono prima conquistate e, successivamente, assoggettate tanto da far divenire il Molise una “particolare” regione romana.

La vallata in cui giace il borgo che si rispecchia sulle acque (invaso artificiale) dell’omonimo lago fu teatro, verso la fine del XIX secolo, di importanti moti insurrezionali. In queste zone, tra Gallo e il dirimpettaio Letino, nel 1877 avvenne uno dei più importanti tentativi insurrezionali nell’intera area del Matese: uno sparuto gruppo di uomini aderenti alla Federazione Italiana dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori, meglio conosciuta in seguito a questi eventi come la “Banda del Matese“, fu gruppo a cui aderirono molti dei personaggi più rappresentativi dell’anarchismo italiano di fine ‘800, tra cui Carlo Cafiero ed Errico Malatesta.

Per via della sua collocazione il borgo sembra irraggiungibile e lontano dalle più grosse e importanti vie di comunicazione disposte – nel corso dei secoli – sul territorio; tant’è che la zona veniva attraversata da bretelle stradali cosiddette minori come la via “Abebuzia” che risale dal versante di Alife e la Via “Latina” che serpeggia sul versante di Venafro. Qui una strada sale dalla piana del Volturno e una rotabile interna sale direttamente da Isernia; mentre la principale strada che sale dall’altopiano del Matese, collega Letino e giunge a Gallo.

Qui a Gallo il silenzio è di casa; quella forte e serena capacità di identificarsi col territorio e tutto ciò che esso riesce ad esprimere, circondati da un’aria salubre, spesso frizzante, ma pur sempre pulita, fa si che qui l’ospitalità è di casa; e chi giunge in queste contrade per la prima volta non ha che da scegliere. Mentre per chi è alla ricerca di serenità, profumi, tranquillità e desidera lasciarsi circondare solo dai silenzi, non ha che da raggiungere le sponde del lago formato da un invaso; qui, dalle sue rive, gli scorci paesaggistici hanno molto da raccontare. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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