Tra leggendari ed austeri castelli, fiabesche residenze reali, borghi medioevali, foreste incontaminate, immense pianure coltivate a grano e girasoli, un mare “chiuso” che fa da ponte tra oriente e occidente, antichi villaggi rupestri che tramandano gli usi e le tradizioni della Dacia più remota, le imponenti e monumentali architetture di passate dittature, edifici sacri intrisi dell’essenza di aromatici incensi ed impreziositi dagli affreschi di matrice greco/copta/ortodossa. E poi ancora, tanta di quella storia, cultura, arte, religione e tradizioni da riempire interi volumi di geografia; questa è la Romania…
La TRANSILVANIA è, sicuramente, una delle zone più belle e intriganti d’Europa; essa si estende alle pendici dei monti Carpazi ed è la culla di tradizioni e culture storiche da sempre frequentata da Sassoni, Tedeschi, Ebrei e Magiari (ungheresi). Ma più di ogni cosa, la regione è conosciuta in tutto il mondo per le leggende che ruotano intorno al personaggio letterario di Vlad (di Valachia), meglio conosciuto come conte Dracula, ispirata al cupo e tenebroso “VLAD l’impalatore“.
Il viaggio cosiddetto “trasversale” comincia addentrandosi attraverso rigogliose vallate, ricche di acque e di verde che fanno da proscenio al paesaggio della Transilvania. SINAIA è una modesta cittadina cresciuta lungo la principale arteria stradale che attraversa queste vallate; situata ai piedi dei monti Bucegi, durante l’inverno è un’apprezzata stazione sciistica con modesti impianti di risalita, essa rappresenta il varco d’ingresso alla regione transilvanica. Il luogo fu scelto dai reali tedeshi quale privilegiata residenza per le vacanze, tant’è che provvidero a far erigere un bellissimo maniero, il “Castello di PELES”
Il Castello di Peles è un magnifico esempio di architettura neo-rinascimentale incastrato nella foresta e che s’apre – con suggestivi scorci ambientali – in un paesaggio da fiaba. Struttura in puro stile svizzero/bavarese esso racchiude un bellissimo giardino (all’italiana) ricco di statue, siepi, camminamenti, aiuole, fontane, giardini e terrazze. Fu costruito per volere di Re Carlo I e commissionato ad un architetto tedesco. Lo stile ricorda molto i castelli delle Alpi svizzere ed austriache; tra i particolari che risaltano, sono le tipche strutture tedesche a “graticcio” con particolari intagli lignei e decorazioni di varie scuole scultoree.
Pochi chilometri e si giunge al più “famoso” dei castelli della Transilvania, da tutti ricordato come la residenza del Conte Dracula: il “Castello di BRAN“, poderosa fortezza medioevale. Uno dei monumenti simbolo della Transilvania, e per estensione di tutta la Romania, questo magnifico castello situato nell’abitato di Bran, a 25 chilometri a sud-ovest di Brașov, è il luogo in cui si dice che Bram Stoker ambientò il suo romanzo Dracula. Per questo motivo, per molti turisti e stranieri questa austera fortezza è nota semplicemente come “Castello di Dracula”. Oggi, il castello di Bran ospita un museo che ospita opere d’arte e arredamenti collezionati dalla Regina Maria.
Non si può dire di aver conosciuto la Transilvania senza scoprire la sua “perla”: BRAZOV. Capitale culturale della Transilvania, un autentico gioiello di ispirazione medievale ed una delle città più turistiche della Romania. Affascinante e un po’ bohémien, Brașov è la principale città della Transilvania per importanza culturale e commerciale e si trova quasi al centro della Romania a 170 chilometri da Bucarest. Fondata dai cavalieri teutonici nel 1211 e fortificata dai Sassoni, la città è un dedalo di stradine, facciate barocche e guglie gotiche. Brașov è anche un ottimo punto di partenza per andare alla scoperta dei magnifici dintorni; circondata su 3 lati dai monti Carpazi, e meravigliosi boschi circostanti sono stati tutelati anche durante l’industrializzazione del dopoguerra.
Il monumento più famoso di Brazov è, sicuramente, la “Chiesa Nera” (Biserica Neagra), tra le chiese gotiche più famose della Romania. L’edificio, lungo 90 metri e con un campanile alto 65 metri, si trova in Piazza del Municipio ed è stata costruita tra il 1385 e il 1477. Nel 1689 un grande incendiò devastò gran parte della città e annerì le mura della chiesa, da allora deve il suo nome quei tragici eventi. L‘interno della chiesa è in stile barocco ed è riccamente decorato: colonne in pietra esagonali dividono le 3 navate. L’edificio ospita una tra le più grandi collezioni di tappeti orientali in Europa: 119 tappeti anatolici donati alla chiesa da alcuni mercanti tedeschi tra il XVII e il XVIII secolo come ringraziamento per essere sopravvissuti nelle terre barbare; oltre all’enorme organo del 1839, con oltre 4 mila canne. La chiesa comprende 6 portali in diversi stili architettonici, dal gotico al rinascimentale.
Girovagando ancora per Brazov, non si deve mancare di far visita alla Piata Sfatului Centrul Vechi. La bella Piata Sfatului, o “piazza del consiglio”, è la piazza centrale del centro storico. Su di essa prospettano case dell’800 e del ‘900, la maggior parte delle quali sono monumenti storici. Tra queste, la più importante in assoluto è la Casa Sfatului, o “Casa del Consiglio” (praticamente il Municipio), che dà il nome alla piazza. Essa risale al 1420 e oggi ospita il museo di storia della contea di Brașov. Dalla piazza si diramano le stradine del centro cittadino, tra cui la pittoresca Strada Republicii, interamente pedonale, e negli immediati dintorni si trovano alcune tra le principali attrazioni di Brașov, come la Chiesa ortodossa, il Muzeul Civilizației Urbane e la bella casa Hirscher.
C’è poi ancora da vedere a Brazov, oltre alla Sinagoga, anche la bella Porta di Caterina Centrul Vechi, o Poarta Ecaterinei, costruita a scopi difensivi nel 1559, per rimpiazzare la vecchia porta distrutta qualche anno prima da un’inondazione. Prende il nome dall’antico monastero di Santa Caterina, che qui si trovava in antichità. Le 4 torrette costruite sulla sua cima stanno a significare l’autonomia giuridica di Brașov nel Medioevo, e il conseguente diritto di applicare la pena capitale. Oggi, la porta di Caterina è l’unica rimasta in piedi tra le antiche porte della città, e si narra che nel medioevo, quando aveva il nome di Porta Valacce, era l’unica entrata per gli abitanti del vicino villaggio di Șcheii Brașovului, ai quali non era concesso di usare le altre 4 porte poichè, durante il regno dei Sassoni dal XIII al XVII secolo, ai romeni era proibito avere una proprietà all’interno delle mura cittadine; pertanto furono costretti a stabilirsi nella vicina Şcheii Braşovului, e potevano entrare a Brașov soltanto pagando un pedaggio all’ingresso della porta di Caterina.
Qui a Brazov termina questo primo “assaggio” di cultura e di bellezze naturalistiche della Romania. A presto con altre storie e raconti di questa straordinaria terra che fu l’antica Dacia romana, il cosiddetto “granaio dell’Impero“. (testi ©Andrea Perciato; photo ©Maria Rita Liliano & ©A. Perciato)
