Una cultura che appartiene intimamente al territorio campano: dalla costa al suo cuore più interno la viticultura diventa la massima espressione dell’incredibile armonia che esiste fra terra, clima e uomini capaci di trasformare i frutti della natura in “nettare degli dei”.
Avvicinarsi alle secolari tradizioni vinicole in Campania, e – in special modo – nella valle del fiume Calore (cuore del Cilento) – significa scoprire un mondo inaspettato che conserva una complessa varietà di produzioni enologiche dai caratteri unici. Per raccontare al meglio cultura e atmosfere di questa terra del vino, abbiamo intrapreso un viaggio attraverso le “Terre del Rosso” doc e alla gente che qui, in questi territori, ci vive e lavora. Sono proprio loro ad accompagnare il lettore ed il viaggiatore presso singole zone di produzione avvicinando curiosi e appassionati alla scoperta e conoscenza dei pregiati vitigni locali.
L’Aglianico, così come anche altri pregiati vitigni come il Barbera, il Lambrusco, il Malvasia, il Piedirosso e il Trebbiano, è un vino d’eccellenza. Eccellenze, appunto, questo è il termine che viene in mente riferendosi ai vitigni che ammantano le sponde della valle del fiume Calore, nel suo tratto intermedio, proprio nel cuore del Cilento. Questo vitigno ottiene il prestigioso marchio D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata), per decisione della commissione regionale che riscontra il suo “particolare pregio”, in seguito a indagini sui campioni di cinque annate a partire dal 1987.
Il vino si ottiene dalla vinificazione di uve prodotte dal vitigno Aglianico. La zona di produzione di questo vino si estende nella bassa valle del fiume Calore. Tutto intorno si estendono i vigneti di Aglianico, che ricoprono le dolci colline del paesaggio cilentano. Non mancano le suggestioni di un’urbanistica che ha conservato il fascino sottile e coinvolgente dei borghi medievali, tra antichi palazzi nobiliari e la storia di questi luoghi, dal fascino suggestivo e – per certi versi – ancora misterioso, che affonda le radici in una forte e intensa tradizione popolare che rende leggenda ogni pietra, ogni zolla di terra, ogni profilo montuoso, ogni ansa fluviale che caratterizza questo territorio; siamo a pochi chilometri dalla città d’origini lucane di Poseidon/Paestum che influì, per secoli, l’intera zona. In paese sono pienamente funzionanti diverse cantine, alcune a conduzione familiare, ognuna con le sue inconfondibili caratteristiche, che invitano a scegliere tra le tante bottiglie particolari, che regalano la possibilità di abbinare gusti diversi a piatti diversi.
Castel San Lorenzo (m 358) vanta una fama internazionale per l’intensa coltivazione della vite e per la produzione dei suoi vini DOC. Dalle adiacenze del locale campo sportivo (m 266) ha inizio un sentiero che corre, tra la vegetazione, fino a guadare il torrente Lumugno (m 136) circondato da un’intensa macchia mediterranea. Sulla riva opposta del fiume c’è una pista carraia che prosegue lungo il sentiero che costeggia il torrente fino al punto di confluenza (m 141) con il fiume Calore dove – visto il basso fondale – è possibile guadare e raggiungere la sponda opposta completamente immersa nel verde dei vigneti e nell’argento degli uliveti.
Presso alcune case isolate compare la struttura di un ponte in ferro che permette il collegamento alla riva opposta del fiume. Da qui un sentiero attrezzato con passamani in legno raggiunge (m 159) la rotabile che porta a Felitto. Si prosegue ancora tra vitigni, masserie e casolari di campagna fino al ponte sul Calore in contrada Vigna, superato il quale, si attraversano ampi filari di vigneti in un’apoteosi di vitigni tra cui aglianico, barbera, piedirosso, lambrusco, malvasia e trebbiano. Dal ponte, si risale nuovamente passando per l’antica Cappella della Madonna della Stella e raggiungere, così Castel San Lorenzo all’altezza di Palazzo Vigna, concludendo questo splendido circuito intenso di profumi, di odori, di spezie, di sapori e di colori. (testo e fotografie di ©Andrea Perciato)
