Bulgaria: Рилски Манастир, Rilski Manastir, un luogo di culto che ci riporta indietro nel tempo

C’è un luogo in Bulgaria, nel cuore dei monti Rila a meno di 150 km dalla capitale Sofia, che accoglie una tra le strutture religiose – per fascino, bellezza, storia, arte, religione – più incredibili al mondo: il Monastero di Rila. Immerso tra le montagne è un luogo suggestivo e di rara bellezza. Un posto veramente particolare, che sorge risalendo la valle fino al suo termine ove non ci si aspetterebbe mai di trovare una simile costruzione. Incastonato alla fine di una valle, in un posto magico dove regnano la quiete e la più assoluta tranquillità, compare questo spettacolare edificio sacro con i suoi profumi e i suoi colori ove si resta veramente incantati dalla bellezza e dal senso di pace interiore che si respira in questo luogo. il posto è molto bello e dagli inizi degli anni ’80 è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Stiamo parlando, naturalmente, dello spettacolare monastero “fortificato” di Rila un piccolo gioiello incastonato tra le montagne; un’oasi di pace e serenità in una posizione suggestiva circondata da boschi e piccoli corsi torrentizi, incastonato in una valle del Parco Naturale dei Monti Rila a 1147 metri d’altezza; arrivandoci non si avverte la benché minima sensazione di quanto sia grande e di cosa riservi all’interno. Un’autentica atmosfera di pace, immersi nella natura circostante e avvolti dalla bellezza dell’arte, aleggia tutt’intorno.

Visto da fuori, non sembra affatto che la struttura – con alte e possenti mura in pietra levigate – possa ospitare, al suo interno, un gioiello di così rara bellezza. Entrando dalla porta centrale, a prima vista si rimane a bocca aperta; nel centro si erge – in tutta la sua monumentale bellezza architettonica – la chiesa contornata dal un porticato a dir poco stupefacente, tutto affrescato. Quando si entra dalla porta principale che consente di accedere nello spiazzo interno al cui centro si erge – in tutta la sua spettacolarità – la massiccia mole del Monastero, caratterizzata dalla pavimentazione in basoli irregolari e dalla volta a botte tutta dipinta del monastero si resta, letteralmente, a bocca aperta. Una cortina di piani, ballatoi, supportici, verande gazebo, tutti realizzati in pietra e legno e tutti sovrapposti secondo un preciso ordine geometrico, avvolto da archi, colonne e balconate, racchiude uno spazio interno ampio come una piazza. Il più grande e celebre monastero di tutta la Bulgaria giace nel fondo di una valle caratterizzata da copiose foreste, corsi d’acqua e imponenti cime montuose: un luogo che restituisce sensazioni di fascino e mistero.

Vuole la tradizione che intorno agli inizi del X secolo, un giovane nobile si sia trasferito tra questi monti per darsi all’eremitaggio e che fu poi seguito da altri discepoli insieme ai quali, qualche anno più tardi, fondarono il primo nucleo di questo monastero. L’originario edificio di questo monastero ortodosso vide la nascita nel 927 ad opera dell’eremita Ivan Rilski, capo di una colonia di monaci. Successivamente fu poi spostato nel 1335, distrutto e saccheggiato dagli ottomani, successivamente devastato da un incendio fu restaurato – e completamente ricostruito – nel XIX secolo, periodo al quale risalgono le imponenti cupole, gli affreschi che ricoprono l’esterno della chiesa, le balconate e gli eleganti archi. Durante i cinque secoli di dominazione turca è stato custode della cultura bulgara e sostegno spirituale per il popolo. Ricostruito grazie anche alle tantissime donazioni giunte da tutte le popolazioni dei Balcani, dal 1983 è Patrimonio dell’Unesco. Costituito da un corpo centrale, la Chiesa dedicata alla Natività, costruita tra 1884 e 1887, fu abbondantemente arricchita di affreschi (restaurati, durante il corso del tempo, con eccessivo sfarzo di forme e colori rendendo quasi innaturale ogni piccolo dettaglio) dai diversi pittori che si sono succeduti nel corso degli anni, tra cui Zograf. Una gigantesca esplosione di colori che esaltano la tradizione dei popoli balcanici, la loro storia e le tipiche architetture. È un luogo non luogo fuori da ogni possibile immaginazione.

La sua storia è lunga e ricca. Negli affreschi della chiesa compaiono le rappresentazioni di Dio Padre e dell’inferno, cosa molto insolita. In tutto il monastero regna la pace. Un ampio cortile immette su quella che può considerarsi la piazza ed intorno alla quale si sviluppa tutto il monastero. Durante il corso dei secoli il Santuario ha raccolto un numero sempre più elevato di monaci (fino a settecento), diventando anche un importante e significativo luogo per lo studio ed il mantenimento delle tradizioni religiose bulgare (in particolare durante la dominazione turca); mentre oggi la popolazione residente non conta più di 11 persone tra cui 6 monaci e restanti addetti ai servizi per il mantenimento dello stesso. Di particolare rilievo la chiesa dedicata alla natività della Vergine, dov’è conservata un’icona considerata sacra; e dove tutto è affrescato con scene della vita della Vergine, di Santi e scene bibliche. Attorno alla chiesa gira un alto muro con balconate che si sovrappongono sorrette da archi che scaricano tutta la forza statica dell’imponente struttura.

Ogni singolo centimetro quadrato del porticato di facciata, le sue volte dalle imperfette geometrie e le pareti che compongono la parte esterna del nucleo centrale del Santuario, sono affrescate con scene che si rifanno a santi di matrice iconoclasta, a passi/episodi della Bibbia (Nuovo e Vecchio Testamento), alla discesa degli inferi sulla terra, alla potenza del Dio onnipotente e all’alternanza di scene che si alternano/rincorrono fra i Bene e il Male. All’interno casca giù, in tutta la sua imponenza, un gigantesco lampadario circolare in ottone che sembra quasi sfiorare le nostre teste; di fronte l’altare maggiore tutto dorato a forme di icone con figure di Cristo e Santi, gli affreschi invece sono tutti affumicati tranne le due cappelle laterali a destra e sinistra. L’interno del Santuario è la magnificenza assoluta del culto di matrice ortodossa. Assolutamente vietato fotografare (ma se si è astuti, con un buon smartphone posizionato nelle giuste traiettorie, è possibile avere una collezione di immagini, tutte a carattere sacro, di come sono suddivisi gli spazi all’interno e di come l’incredibile ciclo pittorico delle pareti interne restituiscano mistiche sensazioni fuori dal tempo.

All’esterno del Santuario ci sono: un Museo (collezione di oggetti sacri, come le bibbie e con il famoso Codice di Rila, un fantastico crocifisso intagliato in legno, le armi dei 40 soldati di guardia, le 5 chiavi del tesoro, le storiche opere dei monaci, senza contare i numerosi oggetti e paramenti sacri per le funzioni religiose; un Museo Etnografico; la Torre Hreliova del 1335, alta 23 m, unica parte originale di tutto il Monastero e con in cima una piccola cappella finemente decorata; una cucina del 1816 che, con un camino di 22 m sviluppato su più piani, riusciva a preparare contemporaneamente enormi quantità di cibo per sfamare le migliaia di pellegrini che giungevano al Monastero. Ogni giorno un gran numero di persone (provenienti anche da Romania, Grecia, Turchia, Polonia, Ungheria) visitano questo monastero, non tanto per turismo ma per testimoniare tutto il senso della loro profonda spiritualità verso questo luogo sacro.

Se vi trovate ad attraversare la regione balcanica a meno di 150 km dalla capitale bulgara, nel cuore del Parco Naturale dei monti Rila, non bisogna assolutamente lasciarsi sfuggire una visita a questo gioiello di arte, storia, tradizioni popolari, natura, fede e cultura perché siamo convinti che chiunque giunga fin quassù, oltre a ritemprarsi nello spirito e nel corpo, ritornerà ai luoghi d’origine consapevole di aver vissuto un’esperienza davvero fuori dal comune. (testo Andrea Perciato; foto Maria Rita Liliano & A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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