Strade in mezzo al nulla che scompaiono all’orizzonte, paesaggi pazzeschi, di struggente bellezza e scenari quasi irreali che sembrano essere stati proiettati da mondi lontani, da qui una conclusione logica ed emotiva per chiunque ami davvero viversela la natura, in tutta la sua essenza: qui serve partire e andare a fare trekking! La Scozia è la patria dell’escursionismo per eccellenza e i suoi paesaggi – unici nel loro aspetto e da lasciare senza fiato – ne fanno ben capire la ragione.
Gli appassionati del trekking scelgono di venire a camminare in Scozia per vivere qualche giorno una full-immersion in una natura intrisa dai vividi colori del cardo (fiore simbolo della Sco-zia), allietata dalle lontane note di cornamuse e inebriate dal denso profumo di antiche distillerie per il whysky. In questo estremo lembo dell’isola britannica ci sono sentieri ben segnalati che attraversano paesaggi caratterizzati da montagne, brughiere, prati fioriti, laghi blu cobalto, verdi praterie e magnifici fiordi.
Escursionismo in Scozia significa camminare in una delle terre più belle, naturalistiche e incontaminate del nostro (bellissimo) Nord Europa. I sentieri in Scozia non sempre sono riconoscibili come sentieri, ma si identificano per lo più in “direzioni” da seguire lungo piste ove spesso non sempre c’è un sentiero tracciato. Lo spazio percorribile può essere a volte più ampio altre volte, invece, appena di poche decine di centimetri.
La realtà meteo in Scozia è abbastanza “capricciosa”, con ripetuti e – spesso – improvvisi capovolgimenti di fronte. Nuvole basse, vento, pioggia e cieli coperti possono incontrarsi anche ad agosto. Il lato positivo di queste precipitazioni è che esse possono cambiare di frequente, soprattutto quando si ha la fortuna di godere di qualche ora di sole che improvvisamente spunta dai cieli plumbei o per alcune giornate intere, beh allora in quel caso… si parla di bellezza allo stato puro!
In Scozia, se durante lunghi percorsi escursionistici di più giorni in completa autosufficienza ed autonomia, il modo migliore per trascorrere un bivacco notturno e dormire è il “campeggio libero”; questa forma di accantonamento o bivacco momentaneo in Scozia è sempre consentita su tutto il territorio nazionale.
Se oltre il Vallo di Adriano certi tramonti offrono paesaggi unici al mondo, tra lembi di terra circondati da acque marine e specchi lacustri, dove una macchia generata da erbe aromatiche fa da morbido cuscino – quasi una torbiera – al nostro cammino, allora siamo proprio nel posto giusto: siamo nella “Terra dei Gaeli”. La Scozia, terra di mare e di ripide scogliere, di fiumi e di cascate impetuose, di laghi dal misterioso fascino, di muschio e di torbiera dalle incredibili policromie, di castelli in cui ancora riecheggiano le antiche gesta di impavidi guerrieri ma è, soprattutto, una terra dagli incredibili orizzonti che offre scenari paesaggistici unici al mondo.
Appena fuori le principali città, come la splendida Edimburgo (sua capitale) e la contraddittoria Glasgow (centro industriale), si aprono scenari paesaggistici e ambientali di una bellezza unica, esclusiva, laddove solo il vento e qualche rapace solitario fanno sentire la propria voce riecheggiando attraverso le immense distese di brulli altipiani intervallati dal copioso manto vegetazionale composto da boschi e foreste; solo allora – dopo chilometri di passi completamente circondanti dal nulla e dal silenzio – con ampie vedute panoramiche dagli incredibili orizzonti, si avverte di essere al centro di quel luogo che ha fatto della Scozia una terra leggendaria: le Highland.
Qui i colori della natura sono unici, ovunque si volga lo sguardo oltre tutti i possibili orizzonti si avverte come questa terra riesca ancora ad offrire quel sapore di antico che permea da ogni angolo, dietro ogni pietra di antico villaggio rurale che s’incontra; laddove le capanne dei pastori vengono costruite come un tempo utilizzando solo legna e pietra, mentre quelle dei pescatori lungo le coste vengono dipinte da vivaci colori per essere viste al rientro della pesca. Immensi tappeti d’erba, spiovono fino agli orli di alte scogliere o nel cuore dei più profondi fiordi, ove s’infrangono le impetuose onde dei mari del nord, ambienti ove pascolano pecore dal copioso manto lanoso che ne brucano i filamenti mantenendosi in un precario equilibrio lungo precipitose pareti a picco.
La velocità con cui gli elementi della natura cambiano alternandosi tra copiose nebbie e schiarite, nuvole basse ed ampi squarci di azzurro, piogge improvvise e sferzate da venti impetuosi, qui sono una costante. Attraversando gli sporadici villaggi che si incontrano è possibile sostare presso locali che offrono un buon tè caldo o, per i più esigenti, bevande alcoliche come birra locale e l’immancabile whisky.
Chi, come noi, ha avuto la fortuna di girovagare per la Scozia proverà la magia che ogni centimetro di questa terra riesce a trasmette e la fantasia che scatena in ognuno; il trucco è avere la mente aperta e il cuore pronto a recepire tutte le emozioni possibili. Come scoprire le gotiche rovine della cattedrale di Elgin, le vaste brughiere dipinte di rosa dall’erica e le catene montuose del Cairngorms National Park. Nella parte occidentale della Scozia percorrendo le principali arterie di piste e sentieri colleganti villaggi, borghi e piccoli abitati, si incontrano caratteristici paesini, così come tante antiche chiese che si alternano a storici e tradizionali pub; qui in zona si distillano alcuni tra i più grandi whisky scozzesi. (di ©Andrea Perciato; photo by Maria Rita Liliano & A. Perciato)
