PEST (Hungary), la moderna e vivace metropoli magiara.

C’è un fiume, tra i più belli e romantici di tutto il mondo che divide in due una città, proprio nel cuore di quell’Europa che più volte è stato crocevia dei transiti di commerci, o spostamenti di eserciti, laddove uomini spinti dal desiderio di scoperta aprivano il proprio orizzonte ora verso oriente, ora verso occidente. Il Danubio divide in due una tra le città capitali più belle del vecchio continente: Budapest, la capitale magiara dell’impero ungherese, crocevia di culture e di etnie, porta sull’oriente o finestra sull’occidente, elegante e aristocratico centro di cultura e di vita ha visto, durante lo scorrere dei secoli fin dalla sua nascita risalente ad oltre 2000 anni fa, l’unione di tre località (BUDA, PEST e Obuda).

Due sole curiosità emergono su tutto, soprattutto per coloro che sono amanti dell’arte, della cultura e del gusto estetico: Budapest è sicuramente la capitale con il più alto numero di librerie, tra negozi e bancarelle sparse agli angoli tra le piazze e i viali; ma Budapest è anche la città con il più alto numero di botteghe dedite all’edonismo con barberie e saloni di bellezza maschili con vetrine disegnate da noti stilisti e arredate secondo i canoni della moderna architettura. Seguendo la particolare congiuntura dei viali radiali caratterizzanti la città di Pest, ci si muove dai margini della Sinagoga (quartiere ebraico e Museo dell’arte Giudaica) punto nevralgico del centro di Pest. Superati il Magyar Memzeti Muzeum (Museo Nazionale della Pannonia), si raggiunge il suggestivo mercato coperto – distribuito su due livelli – di Nagy Vásárcsarnok ove è possibile trovare di tutto, dal prodotto dell’artigianato locale (pellame, tessuti, quadri su tela, vetri, ceramiche), agli oggetti militari risalenti all’occupazione russa, fino alle pietanze tipiche della cucina magiara.

Tenendo alla nostra sinistra il Danubio, senza mai raggiungerlo, per vie interne in direzione nord, passando per strade ricche di negozi, enormi murales che raffigurano momenti della storia della città, e i locali per la ristorazione (sempre aperti) che restituiscono all’esterno, odori, profumi e sapori di una cucina estremamente speziata tale da annichilire l’olfatto, dopo aver superato la frenetica arteria (una via delle “griffe”) dei negozi più in, come la Condotti a Roma o la Montenapoleone a Milano, si giunge a ridosso del ponte (hid) di Arpád. Incamminandoci lungo esso in direzione di Buda, proprio al centro vi è – giù in basso a sinistra – l’accesso alla Margitsziget (isola Margherita) il più grande polmone verde, posto tra Buda e Pest al centro del fiume, ci accoglie permettendoci una bella e rilassante camminata, in direzione sud, attraverso i suoi viali alberati con esemplari di tronchi ultrasecolari, abbelliti dal manto vegetazionale coi vivacissimi colori autunnali dal verde intenso, per il giallo in tutte le tonalità, fino al rosso più acceso. Due chilometri e mezzo di lunghezza attraverso viali che superano aree appositamente allestite secondo tematiche storico, geografiche e culturali come il Giardino “Giapponese”, il Teatro all’aperto, le Terme, le rovine del Monastero delle Domenicane ed altri punti di interesse tutti immersi nel verde e circondati dal silenzio.

Cala il buio quando si raggiunge la parte opposta dell’isola, a ridosso del ponte Margit e la città, su entrambe le sponde, si mostra nella sua veste più bella e spettacolare; con gli edifici storici, civili e religiosi più rappresentativi, tutti in pietra bianco-calcareo illuminati dalle splendide luci che ne risaltano le strutture ed evidenziano le bellezze artistico/decorative secondo stili che si rincorrono dal gotico, al rinascimentale, dal classico al barocco, fino all’ottocento imperiale che tanto esaltava la casta degli Asburgo, Dal ponte Margit hid un bel viale scorre a margine della sponda sinistra orografica del Danubio fino a condurci sotto i portici dell’imponente Kossuth Parlament (il Palazzo del Parlamento), enorme edificio neogotico, simbolo principale della capitale ungherese. Girandovi intorno si possono ammirare tutte le sue fattezze stilistico/decorative caratterizzate da statue, pinnacoli, finestroni e sormontato dalla gigantesca cupola; al suo interno sono esposti la Corona, il “globo” e lo scettro di Santo Stefano. Dal Parlamento, infine, si raggiunge il più bello e caratteristico dei ponti danubiani: lo Széchenyi lánchìd, lo spettacolare “Ponte delle Catene”; simbolo stesso della città e primo ponte costruito per collegare le sponde del Danubio. Sulla sponda opposta, quella del lato di Buda, si ergono gli edifici civili e religiosi più vetusti della capitale, ma questa è… tutta un’altra storia! (di ©Andrea Perciato; ph Maria Rita Liliano e A. Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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