Se per qualche ora, desiderate immergervi e provare l’ebbrezza di trovarsi proiettati indietro nel tempo di oltre 2500 anni fa, non c’è che da recarsi ad Orvieto, quella splendida cittadina medioevale eretta sulla sommità di una poderosa rupe tufacea, alle cui basi giace – nel misterioso e perpetuo silenzio di millenni – una particolare necropoli etrusca.
La Orvieto “turisticamente” più conosciuta per le sue splendide bellezze storiche, artistiche e architettoniche, colme di preziosi tesori stilistico decorativi e religiosi, una su tutte la splendida facciata mosaicata del suo Duomo del 1290, accoglie il visitatore in un’aurea di magnificenza che stuzzica la curiosità, incrementa la voglia di scoperta ed eleva sia l’animo che lo spirito. Ma è proprio qui che si esalta quella parte più intima che fin da fanciulli ci ha sempre affascinato spronando le nostre curiosità adolescenziali sollecitate dal gusto della scoperta e dall’adrenalinico desiderio dell’esplorazione – un po’ come i moderni archeologi/avventurieri in stile Indiana Jones – che conduce tutti noi ad approfondire la conoscenza di questi luoghi andando a visitare le “dimore dei defunti” di matrice etrusca realizzate proprio alla base della mole tufacea…
Sotto la rupe della città di Orvieto, si trova una vera e propria chicca archeologica: la Necropoli Etrusca. Un buon percorso, opportunamente segnalato, conduce seguendo le pendici della rupe fino a scendere a valle, proprio in prossimità della necropoli; un antichissimo luogo in cui si esalta la “sacrale” devozione per i defunti risalente al periodo degli Etruschi. Proprio camminsndo a piedi, in pochi minuti, tramite un buon sentiero (necessita informarsi per l’accesso, poiché spesso è chiuso) che scende dalla cittadina, si raggiunge la necropoli etrusca. La Necropoli del Crocifisso, che risale al VI secolo a.C. e prende nome da un “crocifisso” cinquecentesco scolpito nel tufo e conservato in una cappellina sottostante la zona di San Giovenale, fu scoperta nell’Ottocento; essa rappresenta un prezioso e straordinario documento storico sulla cultura e sulla civiltà degli Etruschi.
Ciò che principalmente caratterizza questa necropoli è la sua organizzazione architettonica degli spazi, il suo impianto urbanistico. Difatti le tombe sono tutte raggruppate in isolati (insule) e costituite da camere, per lo più singole, a pianta squadrata (rettangolare). Le piccole tombe dette a “camera”, tutte realizzate in blocchi squadrati di tufo, si mostrano allineate lungo le principali “vie sepolcrali”. Su ogni tomba della necropoli sono ancora possibili leggere lastre in tufo con inciso (scolpito a mano) il nome di appartenenza della famiglia etrusca a cui apparteneva il defunto. Girovagando per i suoi cardi e decumani la necropoli affascina per il suo aspetto di intima sacralità e restituisce arcane suggestioni lasciando scoprire al visitatore, poco alla volta, quali potevano essere i rituali delle sepolture di un tempo.
Le tombe (la maggior parte tutte a camera), interamente realizzate in tufo sono quasi tutte accessibili, sono quasi tutte accessibili e ci si può entrare usando la massima cautela; al loro interno le camere si presentano fredde, umide, spoglie, prive di affreschi con le pareti ricoperte dal muschio, ma sono estremamente interessanti per la loro forma costruttiva realizzata (nel senso coperta) da una volta acuta chiusa al centro. Continuando a camminare (fare attenzione ai rovi e ai blocchi sconnessi; è consigliabile utilizzare apposite scarpe da escursionismo) ci si rende veramente conto di come gli etruschi furono abili costruttori nell’edificare le proprie dimore sepolcrali, la maggior parte delle quali sono ad una camera sola (i più ricchi e agiati, invece, si potevano permettere tombe a due camere colleganti tra loro) , due “banchine“ (giacigli) ove deporre i defunti e, sopra la porta di ingresso, poter scolpire (oggi ancora ben leggibili) le scritte che lasciavano identificare il nome del titolare della tomba, il ruolo che ricopriva in vita o quello della famiglia a cui esso apparteneva.
Recarsi ad Orvieto e limitarsi a visitare solo il suo centro storico, non risulta essere sufficiente per una scoperta totale delle bellezze in essa contenute; approfondire la conoscenza delle sue peculiarità più significative, quelle autenticamente più intrinseche non espressamente raccolte nel suo impianto urbanistico e – spesso – poco conosciute e frequentate, è come se mancasse “qualcosa” alla scoperta delle nostre radici più intime. Orvieto, oltre allo splendido Duomo e al singolare Pozzo di San Patrizio, la Necropoli etrusca non può essere ignorata! (di ©Andrea Perciato)
