Senza ombra di dubbio è uno dei posti più suggestivi di tutto il Salento, quel tratto di costa in cui s’apre la cosiddetta Palude del Capitano situata all’interno dell’area del Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio (a S. Isidoro di Nardò); il luogo offre ai visitatori uno scenario a dir poco incantevole. All’interno dell’area, dalla particolare conformazione geo-morfologica, giace una vegetazione rigogliosa con diverse piante ormai rare, oltre che testimonianze dell’uomo preistorico.
Negli ultimi anni, in seguito a campagne di scavi archeologici, sono stati riportati alla luce i resti di una villa romana ed è stato ritrovato anche un antico “unguentario” colmo di monete d’argento.
All’interno della palude (di interesse Comunitaria) s’aprono diversi specchi d’acqua dolce (dovuti al fenomeno carsico delle “doline di crollo”, meglio conosciute nel dialetto locale come “spundulate”) che hanno origine dalle fredde sorgenti dalla roccia che si amalgama alle acque salate provenienti da piccoli canali sotterranei che dal vicino mare si congiungono fino all’interno della palude.
Il fenomeno del carsismo genera delle cavità sotterranee che in alcuni casi si aprono in superficie a causa dello sprofondamento (da qui il nome spunnulata) della volta della grotta. All’interno di questo specchio acquatico si mescolano l’acqua salata proveniente dal mare e l’acqua dolce della falda freatica offrendo riparo e habitat ad una moltitudine di specie ittiche come cefali e spigole che risalgono dal vicino mare attraverso le condotte sotterranee e qui crescono indisturbati.
L’incontaminato panorama cattura lo sguardo e rasserena l’animo dei visitatori che qui trovano un ambiente in cui la pace e la natura regnano sovrane. Difficile descrivere con le parole la sublime bellezza del luogo che sicuramente merita di essere visitato seppure non è facilmente individuabile.
In questo contesto paradisiaco creato dalla natura, per mezzo di una camminata di terra e pietrisco si arriva in breve alla casetta del Capitano, da cui il posto prende il nome. La leggenda locale narra di un marinaio che, ormai stanco della vita di mare, decise di costruire lungo le sponde del laghetto una casetta in cui vivere completamente immerso in un ambiente dagli scorci suggestivi, allora come oggi, incontaminati ed unici.
Tutto intorno, vicino alle spiagge di Porto Cesareo, al comprensorio di Sant’Isidoro e nelle marine di Nardò crescono importantissime piante, come la solicornia, il limonio endemico salentino e il rarissimo “Spinaporci” (Sarcopoterium spinosum). Piante che si riflettono su di un azzurro così intenso che non è semplicemente un mare, ma che è una filosofia di vita, uno stile di pensiero, freschezza e libertà, elementi che caratterizzano questo particolare luogo lungo la costa salentina del golfo di Taranto. Nonostante la Palude del Capitano sia così suggestiva, non è consentito fare immersioni, ma basta spostarsi di pochissimo per trovarsi dinanzi a una costa talmente così selvaggia e dalle acque così trasparenti che basteranno a rinfrancare e ad offrire stati d’animo e sensazioni davvero uniche.
Al centro della baietta si apre la spiaggia del Frascone, raggiungibile dal parcheggio con una breve passeggiata, un pezzo di costa che presenta sia un tratto con scogli bassi e agevoli, sia qualche metro di arenile in cui è possibile distendersi al sole. A poche decine di metri dalla riva sorge un isolotto, a cui si può facilmente arrivare facendo una bella nuotata; e il bello della zona è che consente, se ci si sposta leggermente, di trovare anfratti e luoghi perfetti per coloro che non amano la folla, ma che al contrario vogliano godere della natura impervia e selvaggia in totale isolamento. (di ©Andrea Perciato)
