al fiordo di Crapolla (costa d’Amalfi), sulle orme dell’Apostolo Pietro…

E’ noto che quello di Furore sia molto famoso, per cultura e attività sportive, ma c’è anche un altro (più piccolo) fiordo che caratterizza la costa: dopo Positano, una precipitosa scalinata conduce in uno degli angoli più suggestivi dell’intera penisola dei Lattari; una spettacolare escursione conduce al Fiordo di Crapolla, tra le bellezze sconosciute della costiera. Paesaggi mozzafiato, panorami che si perdono all’infinito e suggestive emozioni di matrice omerica completano questa bella e insolita escursione dai monti al mare. PS il costume è d’obbligo.

Muovendosi da SANT’AGATA dei Due GOLFI (390 m) è quell’agglomerato di case che sorge a cavallo della dorsale della penisola sorrentina e, come dalla sua toponomastica, consente di affacciarsi su entrambi i golfi di Napoli, a N e di Salerno, a S. All’altezza di un albergo ha inizio una ripida discesa (Via Pigna) imboccando la strada verso la costa che mena in direzione di Torca. Appena una decina di metri e si volge subito a destra lungo la I traversa di Via Pigna, uno stretto corridoio che va ad insinuarsi tra le case isolate e terreni recintati (orti, vigneti e uliveti).

Seguendo l’arteria principale (Via Iarito) il percorso gradualmente si addolcisce passando tra case sparse e lievi terrazzamenti; un passaggio sotto un ponticello determina l’uscita dalla borgata, mentre un gigantesco pino marittimo sulla destra caratterizza questa parte inziale del percorso per raggiungere la costa. Nella piccola boscaglia che s’apre sulla sinistra, improvvisamente si ode lo scrosciare delle acque del rivo Iarito che, per salti d’acqua e cascatelle, accompagna buona parte del nostro cammino attraverso macchie ulivate).               

Lasciati alle spalle l’ultima villetta la pista continua a scendere superando ancora due ponticelli fino ad entrare in un’autentica galleria vegetazionale (composta da macchia e roveti) ove il ruscello scorre giù in basso alla sinistra del percorso. Questo ultimo tratto costeggia il torrente con un muretto di contenimento (brevi passamani in legno consentono il passaggio); mentre la folta boscaglia lentamente si dirada lasciando affacciare un immenso orizzonte fatto solo di cielo e di mare completamente abbagliato dalla luce del sole.

Siamo a ridosso di un promontorio brullo e scosceso determinato da particolari pareti calcaree e cavità ipogeiche. La pista si tramuta in brecciolino e subito dopo ha inizio (presenza di una panca in pietra sulla destra) la lunga discesa determinata sa gradini in roccia (circa mille scalini) che porta fin giù al piccolo fiordo di Crapolla. Questi gradini sono numerati – a una distanza di 50 metri tra loro – con piastrelle in ceramica secondo un ordine decrescente che parte dal fondo della Marina di Crapolla; tra il 650° e il 600° scalino parte sulla destra, a ridosso dello scosceso pendio, il sentiero dell’Alta Via dei Monti Lattari del CAI che scorre lungo la costa di Recommone.

Il sentiero continua a scendere lungo l’accidentata teoria di gradoni in roccia che serpeggia attraverso gli interminabili tornanti; di fronte, forse lo spettacolo più incantevole di tutto il Mediterraneo: verso oriente, prospettano gli isolotti delle Sirenuse (i “Galli”), la Torre di guardia costiera spagnola a controllo dell’imbocco del fiordo e lo scoglio di Vetara, mentre a occidente la selvaggia costa di Recommone con lo splendido isolotto Isca (di proprietà dei De Filippo), lo scoglio di Scruopolo e le rupi di Montalto. Circondati da questo incantevole paesaggio costiero si giunge alla piccola spianata da cui si erge la cappellina dedita al culto di San Pietro, eretta sui ruderi di una più antica badia benedettina.

Vuole la tradizione popolare che l’apostolo Pietro, proveniente via mare dalla Palestina, qui approdò proprio sulla ciottolosa spiaggia della Marina di Crapolla e proseguì a piedi fino a Roma. Lasciati alle spalle la cappella di San Pietro ha inizio l’ultimo tratto in discesa – ora ombreggiato da una copiosa vegetazione spontanea – che conduce fin giù alla pittoresca spiaggetta della Marina di CRAPOLLA. La voce tonante del mare spumeggia lungo le precipitose scogliere che caratterizzano l’ingresso del fiordo, mentre in fondo alla gola, volgendo lo sguardo in alto, si resta incantati dalla selvaggia bellezza del luogo: alte pareti con incredibili verticalismi che sembrano chiudere il cielo sopra le nostre teste, mentre le acque del torrente Iarito piombano con una piccola cascata per mezzo di un salto di oltre cento metri; se tutto ciò non è il Paradiso…!

Raggiunti la spiaggia (larga appena 20 metri) ricoperta di ciottoli con le barche dei pescatori ormeggiate al riparo dei marosi, osservando attentamente la caratteristica insenatura della montagna vi si possono scorgere – addossati alle pareti in calcare ed arenaria – ruderi di antiche strutture d’epoca romana (probabilmente resti di ville e magazzini) come i “monazeni” (depositi e basi di appoggio) dei pescatori locali; tutto il resto è scoprire l’emozione di trovarsi sperduti in così poco spazio al centro di un luogo “vissuto” da millenni, una suggestione che per bellezza e natura davvero non ha eguali! Durante la stagione estiva, per la balneazione è consigliabile sfruttare la cosiddetta “sfera ‘e sole” che (illuminando il fiordo e la spiaggetta) dura poco più di trenta minuti. (di ©Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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