Perchè ASSISI…? Perchè San FRANCESCO…? Da Assisi a Santa Maria degli Angeli e Porziuncola

Giungere ad Assisi, come per altri “luoghi” o particolari “posti” nel mondo (Santiago, Lourdes, Fatima, Gerusalemme, San Pietro…), ove raccoglimento e pensieri incrociano le stesse vibranti sensazioni, che tu sia ateo, buddista, cattolico, ebreo, islamico, ortodosso non conta… qui, ad Assisi, sei parte integrante di un progetto divino chiamato “Creato”.

I panorami della valle Umbra offrono orizzonti davvero incredibili; una sky-line che – soprattutto durante i tramonti – restituiscono profili e volti molto familiari a chi percorre queste contrade a piedi. Camminare dal tramonto all’alba, uscendo a notte fonda anche solo per andare a catturare – col “magico” occhio della fotocamera – gli angoli più suggestivi, poco conosciuti e inconsueti di questa città universalmente conosciuta come “ombelico della Pace”. Fin dalla notte inoltrata e così – tirando – fino all’alba, girovagando per i basoli e i lastricati della cittadina umbra, si fanno sempre più vicini gli echi dei rintocchi e il “canto” delle imponenti campane che ci avvertono che siamo nel “cuore” di quella ASSISI da sempre riconosciuta come capitale mondiale della “pace” e dell’amore. Nella città in cui Francesco ebbe i natali, al tramonto e con l’accendersi delle prime luci che restituiscono atmosfere lontane, le ombre si alternano lungo un percorso che si snoda attraverso le vie medievali, prima su Via Borgo Aretino per raggiungere la Basilica di Santa Chiara, luogo deputato a raccogliere le spoglie di quella “sorella” minore tanto amata dal Poverello e che insieme sposarono le “lodi del Creato”.

Si continua quindi su Corso Mazzini, poi in Piazza del Comune con la fontana e il Tempio della Minerva. Si prosegue infine su Via Portica, Via Fortini, via del Seminario e, quindi, su via San Francesco, per raggiungere la meta tanto ambita di questo peregrinare: la Tomba di San Francesco presso la Basilica Inferiore di San Francesco. Ma in fondo qual è il “vero” miracolo che San Francesco offre di vivere a chi si reca (anche se non credente e non prega) in pellegrinaggio sulla sua tomba? Quello di creare e contribuire a far nascere tante belle “famiglie di viandanti” che riescono a costituirsi lungo le piste, le strade e i sentieri percorrendo questo cammino in amicizia e fratellanza che conclude la sua apoteosi sulla spianata della Basilica. Nessuno può riuscire ad immaginare quale fascino offre questa cittadina umbra avvolta dalle ombre di “sorella” notte; tanti sono i luoghi legati alla vita terrena di San Francesco, alcuni sono veri e propri capolavori della storia dell’arte, altri – più umili – sembrano preservare la memoria del Poverello e testimoniarla ai posteri, comunque tutti da vedere, da vivere, da scoprire…

L’ultimo atto di un cammino che davvero lascia per sempre il suo segno è quello di compiere (e concludere) i chilometri finali che dividono la basilica di Francesco ad Assisi con la Basilica di Santa Maria degli Angeli, eretta per accogliere al suo interno la singolare cappella della Porziuncola. La monumentale Basilica di Santa Maria degli Angeli (ai piedi di Assisi, dista 4 km dal Santuario francescano) racchiude, protegge e custodisce la suggestiva cappella della Porziuncola, primo nucleo di convento francescano. L’enorme basilica, molto bella e con pregevoli affreschi, ha la particolarità di contenere al suo interno la chiesina della Porziuncola, affrescata dal Perugino. La chiesa venne costruita fra il 1565 ed il 1685, l’interno è volutamente semplice per far risaltare il suo tesoro più prezioso, la piccola chiesa della Porziuncola. Nel complesso si possono vedere la Cappella, dove il Santo compose il Cantico dei Cantici e dove morì il 3 ottobre 1226, ed il roseto luogo del famoso “miracolo” (ancora oggi il roseto fiorisce senza spine!).

La Porziuncola, una piccola chiesetta contenuta all’interno della Basilica, tra le cui mura San Francesco comprese la sua vocazione, accolse Santa Chiara insieme ai primi frati e ricevette il “Perdono di Assisi”. Legato a questa chiesa è appunto quest’ultimo (detto anche “Indulgenza della Porziuncola“), che inizia la mattina del primo giorno d’agosto e si conclude alla sera del giorno 2 agosto, giorni nei quali l’indulgenza, qui concessa tutti i giorni dell’anno, si estende alle chiese parrocchiali e francescane di tutto il mondo. E’ un particolare luogo sacro, ricco di intimità spirituale, bello, rasserenante e intenso; qui l’anima ritrova un benessere che deriva dalla fede, ed è qui che la stessa si rinnova viva e coinvolgente. Non si può restare indifferenti e non entrare al suo interno. È un luogo unico, che genera sensazioni di pace. Qui si avverte subito che c’è qualcosa di diverso, di fantastico, di unico, di intenso. Trovarsi al cospetto di questa cappella della Porziuncola, dall’aspetto semplice, quasi spoglia di elementi che la identificano come tale, è una emozione infinita; una piccola cappella dentro a una chiesa maestosa.

Bellissima nella sua unicità. Al suo interno si percepisce con quanto amore San Francesco abbia risposto alla chiamata del suo innamoramento per offrire la sua anima al servizio di Dio. Da queste mura, apparentemente spoglie, Francesco è riuscito a testimoniare di quanti frutti abbia riempito il suo amore per l’umanità intera. La Porziuncola è un luogo di culto di significativa densità spirituale; come una porta terrena che apre una via verso il Cielo e che ha determinato il percorso compiuto di San Francesco e Santa Chiara, praticamente un profondo tuffo nel cuore dell’umanità. Se uno vuole un momento di raccoglimento e ritrovare se stesso, questo sacro luogo è l’ideale. La Porziuncola si trova all’interno della Basilica e, quando varchi la soglia, ti assale una grande emozione e non puoi fare a meno di inginocchiati e chiedere perdono al Signore.

La Porziuncola all’interno della Basilica è qualcosa di molto suggestivo; un luogo che genera una grande energia e che offre un’emozione fortissima, laddove tutto è iniziato. Qui davvero si respira un’aria mistica intorno alla figura di Francesco. Qui nel 1211 Chiara ricevette da Francesco il saio e sul pavimento della Cappella del Transito il 3 ottobre del 1226 “sorella morte” accolse a sé le spoglie del “Poverello” mentre i cieli tutti spalancarono le porte per accogliere il suo “spirito” a gloria perenne; qui l’estasi diviene l’emozione di un “dono” ed esalta l’ascesa al cielo dell’animo di Francesco! PAX ET BONUM a tutti Voi e al mondo intero! (di ©Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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