Vista da lontano BUCCINO sembra essere un grappolo di pietre che estende i suoi tralci a ridosso del crinale. Conosciuta in antichità come Ager Volceianus, il centro fungeva da cerniera tra le più importanti arterie del tempo: dal Valico di Compsa (sullo spatiacque appenninico) al Campus Athinate (nel Vallo di Diano); dalla piana di Paestum a Potentia. Una bretella attraversava il borgo, da Porta Consina, verso ponente, costeggiava il lato meridionale dell’ex bacino lacustre di Palo (Palomonte) ponendo l’abitato come una città di frontiera in rapporto ai territori della vicina Lucania e che univa i centri dell’alta Valle del Sele con quelli della Valle del Tanagro.
Buccino affascina per i suoi tesori fatti di strade lastricate, porte, edifici monumentali, stretti vicoli acciottolati, eleganti portali in pietra; un borgo medioevale in luogo del preesistente tessuto urbano di matrice lucana e romana. La città sotterranea nascosta nelle viscere della terra, è – sicuramente – questa la “duplice anima” di Buccino; un intricato labirinto fatto di templi, pavimenti mosaicati, cinte murarie, necropoli, botteghe, edifici termali, taverne e quant’altro. Il borgo volceiano, è uno scrigno di straordinarie bellezze storico, artistiche e architettoniche che caratterizzano l’intero impianto urbanistico del centro antico.
Superati il Convento degli Eremitani di S. Agostino (del 1467) e la chiesa di S. Antonio, s’imbocca Via Roma fino a portarsi al Palazzo Ducale. Qui, lungo Via Portella si aggira la chiesa di S. Maria Solidictae e, superando Piazza IV Novembre, si raggiunge la singolare Porta Consina. Imboccati Via Roma si passa accanto al Palazzo Forcella e poi nella zona delle antiche Tabernae romane fino alla Piazza Amendola (antica area del Foro) dalla caratteristica pavimentazione selciata con un intreccio di basoli squadrati. Da qui, verso la Chiesa Madre, si attraversa ciò che resta di un’antica strada romana nelle cui vicinanze, al lato opposto della chiesa, vi è il bellissimo pavimento mosaicato (IV sec. a.C.-VII sec. d.C.).
Su Via Roma si scende verso levante superando l’Antiquarium (che accoglie reperti archeologici ritrovati in zona) sulla destra, e il Palazzo Del Plato sulla sinistra, fino a giungere alla chiesa di S. Nicola dal particolare Campanile su tre ordini eretto con il riutilizzo di materiale lapideo proveniente dalle mura, dai templi e dalle colonne. Presso Porta S. Mauro si volge a settentrione superando il Palazzo Torella fino a risalire e portarsi in prossimità del Castello Imperiali (IV sec. a.C.), da cui si possono ammirare splendidi panorami su tutto il circondario. Dal Castrum si giunge a Via Egito transitando accanto ai resti delle mura lucane e, per il caratteristico complesso rupestre, si raggiunge Via Roma fino a concludere questo giro nuovamente nei pressi del Palazzo Ducale.
Un girovagare tra vicoli in ombra e pietre che “profumano” d’antico che si rincorre e si sovrappone tra pieni e vuoti, tra sprazzi di luce e labili penombre, tra cortili nascosti e singolari scorci paesaggistici. Tutto ciò contribuisce alla conoscenza di questa splendida cittadina che, tra fascino e mistero, è giunta intatta fino ad oggi come un autentico parco archeologico urbano, un’immensità di episodi storici qui concentrati tra i più interessanti del mondo antico. (di Andrea Perciato)
