E’ da quando l’uomo è stato attratto dalla magnificenza delle montagne (e che montagne) che le Dolomiti, ed in particolare le Drei Zinnen (le Tre Cime di Lavaredo), hanno da sempre catturato lo spirito – quel particolare fascino di lasciarsi avvolgere dall’immenso – di chi per godere di questo spettacolo, giunge fin quassù da tutto il mondo.
Per raggiungere questo paradiso fatto di roccia e paesaggi unici, si risale dal lago di Misurina fino a raggiungere, dopo un’aspra salita lungo tornanti che sembrano mai finire, il rifugio Auronzo; siamo ai piedi delle Tre Cime, ma la loro iconica immagine da qui non è ancora ben visibile. Senza esitare, si prende una pista sterrata che, per lievi falsipiani, sorvolando paesaggi dominati da vette dalle incredibili sfumature orografiche, tocca la piccola (e graziosa) cappella dedicata al culto di Maria Ausiliatrice; il rifugio Lavaredo (nostra base per tutte le escursioni in zona: “consigliato”!) – già ben visibile in lontananza – viene raggiunto (2344 m) in pochi minuti; ed è proprio qui che le Tre Cime (siamo ai piedi dei loro versanti meridionali) cominciano ad offrire alcuni dei loro scorci tra i più belli. Al rifugio Lavaredo si viene accolti proprio come a casa: calore, profumi intensi, amicizia, buona cucina e simpatica compagnia. Le camerate del rifugio, tutte in legno, offrono quel tepore in più che quassù, come un valore aggiunto oltre le nuvole, davvero non guasta.
L’alba dal Rifugio Lavaredo è qualcosa di spettacolare; il sole comincia poco alla volta a “pennellare” la punta delle Tre Cime fino ad alzarsi in cielo e abbagliare tutto il candore di queste rocce bianche (e rosse) la cui vena calcarea si riflette in tutte le sfumature del grigio.
Si è pronti a partire per effettuare una tra le escursioni più belle di tutte le Dolomiti con scenari unici al mondo: il giro ad “anello” intorno alle Drei Zinnen. Dal rifugio si ignora la traccia (una pista) che risale sulla destra e si comincia a camminare proseguendo sulla ben visibile traccia del sentiero che ascende sulla sinistra e che taglia, diagonalmente, i conoidi detritici alla base della Torre Piccola.
Dopo pochi minuti si è alla Forcella Lavaredo (2454 m), lasciandoci alle spalle il Veneto, ed entrando in territorio del Trentino Alto Adige; qui il paesaggio cambia completamente scenario: tutt’intorno, decine e decine di omini in pietra caratterizzano (molto utili in caso di nebbia o nuvole basse, per potersi orientare!) la zona circostante. Siamo proprio nel punto da cui si gode il più classico panorama offerto dalle Tre Cime di Lavaredo ove è d’obbligo fermarsi per ammirare – in tutta la loro magnificenza – la più famosa delle vedute sulle imponenti e strapiombanti pareti (versanti settentrionali) delle Tre Cime; e qui davvero la vista corre alla ricerca dell’angolo più bello per riuscire a scattare la foto più “ad effetto” di questo intenso panorama che s’apre – da sinistra a destra – con la maestosità delle Tre Cime di Lavaredo, di fronte si ergono il Teston Rudo (2737 m), la Croda dei Rondoi (2800 m), la Torre dei Scarperi (2687 m), il monte Mattina (2464 m), la Torre Toblino (2617 m) ed il Sasso di Sesto (2539 m) ai piedi del quale giace il Rifugio Locatelli. Ed ancora, a destra: il monte Paterno (2744 m) con le sue gallerie della Prima Guerra Mondiale, e la Croda Passaporto (2701 m).
Dalla Forcella, una pista in leggera discesa conduce direttamente al Rifugio Locatelli. Lungo la strada per un breve tratto, poi, appena superata la sbarra metallica, si abbandona la strada sterrata per imboccare il sentiero di destra che giunge al Rifugio. Il sentiero, prima pianeggiante, sfiora le pendici del monte Paterno, e infine – per lieve salita – raggiunge il rifugio Locatelli a 2.438 m, molto frequentato durante l’estate. Anche da qui la vista sugli imponenti giganti rocciosi che circondano tutto l’orizzonte è semplicemente unica, un panorama da sogno, difficile da dimenticare; nelle vicinanze si trova una chiesetta che ricorda i caduti delle cruenti battaglie combattute tra queste meravigliose montagne durante il primo conflitto mondiale. Spostandosi leggermente dal Rifugio e risalendo verso il crinale alla sua destra, s’apre il meraviglioso scenario ambientale dell’Alpe dei Piani con i due specchi lacustri dei Piani e, più oltre verso l’orizzonte, la stretta Valle Sassovecchio che scende verso la Val Fiscalina e Val di Sesto. Presso i prati e le radure erbose che circondano i laghetti non è raro riuscire a scorgere le marmotte sbucare dalle loro tane e poter udire da vicino i loro richiami; mentre sui crinali rocciosi degli spigoli settentrionali del vicino monte Paterno, non sono rari vedere ciurme di coloratissimi climber che si spingono, come tante formiche, ad arrampicare lungo pilastri di rocce aspre e dagli incredibili verticalismi.
Dopo aver bevuto del te caldo (o, in alternativa, una buona birra) ed aver gustato le specialità dolciarie che lo stesso offre, magari sulle panche del terrazzino con lo sfondo delle Tre Cime, dal Rifugio Locatelli si prosegue scendendo per la stradina di destra rispetto a chi guarda le Tre Cime di Lavaredo. Il primo tratto è su un buon sentiero (tracciolino) in leggera discesa e si prosegue, verso sinistra, seguendo le indicazioni per raggiungere il Rifugio Auronzo. Intorno la natura lungo il sentiero offre una “macchia” d’altura caratterizzata da fasciumi d’erbe spontanee e da copiosi cespugli di pino mugo; non è raro scorgere anche qualche radice di ginepro. Nel punto in cui la stradina comincia a risalire, la si abbandona scendendo lungo il largo sentiero di destra per continuare – successivamente – alla biforcazione sul sentiero di sinistra che, in un susseguirsi di brevi saliscendi e ripide discese, porta alle sorgenti del fiume Rienza.
Poco oltre già è possibile scorgere la “Malga Lunga/Lange Alm” un rifugio a gestione austriaca, con un bel porticato ed un caratteristico fontanile ricavato nel legno; poco sopra a questo piccolo ristoro si trova la sorgente del torrente Rienza e gli specchi lacustri alpini in cui si riflettono le Tre Cime delle, un luogo splendido per una sosta ed un rinfrescante bagno dei piedi in un’acqua la cui limpidezza riflette il cielo. Da qui il sentiero prosegue ancora verso ovest, e per continui saliscendi sotto la Cima Ovest, con alcuni tratti un po’ più esposti, raggiunge il Col Forcellina. Da qui c’è da attraversare l’imponente ghiaione occidentale delle Tre Cime fino a raggiungere la Forcella di Mezzo (2315 m) ove il paesaggio cambia definitivamente e si ritornano nuovamente a scorgere le cime che circondano le sponde del Misurina. Il sentiero ora scorre lungo il precipitoso pendio fino a raggiungere il Rifugio Auronzo (2320 m). Qui, dopo una breve sosta per un rinfresco e pochi minuti di riposo, si riprende l’Hike Trailhead che riconduce nuovamente al rifugio Lavaredo, concludendo questo incredibile e bellissimo giro che ci ha portato alla conoscenza di uno dei luoghi più belli al mondo: le Drei Zinnen. Per chi vuole davvero conoscere le Dolomiti in tutta la loro “essenza” questo è l’itinerario più bello e significativo. (di ©Andrea Perciato)
