costa d’Amalfi (SA, Italy), per le “Rue del Ducato”… da Atrani a Pontone!

ATRANI, uno tra i più piccoli territori comunali della Costiera Amalfitana, racchiusa nel vallone in cui scorre il torrente Dragone e nascosta tra le irte pareti di roccia calcarea, è stata l’antica sede della “Università dei Duchi” fin dal tempo della Repubblica Marinara di Amalfi, ove venivano preparati ed educati i nuovi nobili delle potenti famiglie amalfitane. Il paese è conosciuto per le sue caratteristiche abitazioni affacciate sul mare ubicate sotto gli archi su cui scorre la strada costiera e prospicienti alla sua piccola e silenziosa spiaggetta.

Proprio qui, dalla sua piazzetta principale, il termine naturale della Valle del Dragone, parte questo interessantissimo itinerario che, penetrando verso l’interno, porta a condurre fin sopra il promontorio montuoso della zona detta del monte Aureo/Castello, conosciuto anche come promontorio di Scalella. Superati un arco con l’orologio si transita all’interno della cittadina ove, tra silenziosi cortili e profumati giardini, si lavora ancora alla “salatura” a mano del pesce azzurro appena tirato su dalle reti e sistemato o nelle canestre oppure stipate in giare di terracotta.

Immediatamente fuori dell’abitato, verso il suo interno, scopriamo un susseguirsi di incantevoli scorci paesaggistici e vedute panoramiche poco conosciute dal turista di passaggio che si contenta della costiera solo dalla strada: strapiombanti pareti rocciose a picco sopra le nostre teste; pinnacoli e stalagmiti di forma calcareo-erosiva; coltivazioni a terrazzo di agrumi, vigneti e frutteti; una incredibile esplosione di verde e di candidi toni cromatici riflessi sulle facciate delle case intonacate a colori pastello.

Proprio in fondo al borgo marinaro, nel suo interno,  inizia una lunga serie di gradini e scale che portano ad inoltrarsi verso la testa del vallone, lungo la sua sinistra orografica. Il sentiero costeggia quelli che fino ad alcuni decenni fa erano i mulini che funzionavano sfruttando la forza motrice generata dalle acque del torrente Dragone e che, macinando le gramigne provenienti, attraverso gli impervi sentieri di montagna, dalla fertile pianura dall’agro nocerino sarnese, producevano le famose “paste alimentari” dette di Atrani, conosciute in tutto il Mediterraneo fin dall’epoca medioevale.

Alcuni di questi mulini, si trovano oggi in uno stato di totale abbandono e ne sopravvivono, là dove la natura lo ha reso possibile, i ruderi che di tanto in tanto compaiono dalla fitta vegetazione; altri mulini, invece, pur conservando la loro integra struttura, vengono oggi sfruttati dai contadini e dagli agricoltori della zona come depositi per i loro attrezzi da lavoro o, come nei casi più singolari, ricoveri per animali tipo stalle, porcili, conigliere e pollai.

Superati una Chiesa intonacata di rosso e dedita al culto della Madonna dell’Avvocata, il cammino trova a dover affrontare una serie di tornanti che tagliano l’erto pendio e permettono di guadagnare quota attraverso frutteti e limoneti. Un po’ prima di raggiungere le vicinanze della rotabile che conduce dalla Costiera a Ravello, il sentiero devia sulla sinistra scendendo verso un ponticello (oggi realizzato con rifiniture in pietra squadrata ed a forma di schiena d’asino) che permette il passaggio sul torrente Dragone nei pressi di una cascatella.

Superati il ponte, si risale fra i gradoni incassati nella roccia dirigendosi verso la località detta Pontone. In questo tratto del cammino il sentiero prosegue aprendosi con ampie vedute panoramiche sulla Valle dei mulini e su Atrani, attraversando una rigogliosa natura formata da varie infiorescenze in cui si riconoscono, oltre agli agrumeti sistemati su terrazzamenti, anche la macchia mediterranea (ginestre) ed il singolare fiore d’acanto (quello disegnato sui capitelli corinzi) bianco e profumato.

Poco prima di giungere al bivio per Pontone però, si devia sulla sinistra e, per una ripida gradinata, si perviene ai ruderi di un antico maniero medioevale (presenza di un portale in pietra e resti di una muratura merlata). Attraversati la porta di settentrione della cinta muraria si prosegue e poco più avanti, si giunge presso una piccola sella circondata da una fittissima pineta (presenza di una fontanella). Da qui si possono notare, verso Nord, i grappoli di case dell’abitato di Scala degradanti su terrazzamenti di terreno, ed in particolar modo, i ruderi (abside e mura perimetrali) di quella che era la possente Basilica di S.Eustachio (XII secolo).

Dopo una serie di gradinate si attraversa la pineta del promontorio di Scalella, e tra questi alberi (pini, cipressi, limoneti e orti) si aprono splendide vedute panoramiche su alcuni tra gli scorci paesaggistici più belli dell’intera costiera: il monte Avvocata che precipita verso il mare a ridosso di Capo d’Orso; lo sperone di Ravello con gli incantevoli giardini di Villa Cimbrone; il verde intenso degli agrumeti sistemati ad anfiteatro e degradanti lungo la montagna di Ravello. Giunti a ridosso di una terrazza circolare che funge da Belvedere (275 m), questa viene considerata un importantissimo punto da cui si possono ammirare contemporaneamente i panorami aerei di Atrani, ad Est, e di Amalfi ad Ovest.

Poco sopra, nelle vicinanze, nascosti dalla vegetazione della fitta pineta, sono presenti i resti murari di antiche cisterne (o vasche), risalenti all’epoca del Castrum Scalellae, per la raccolta dell’acqua piovana. Volgendo lo sguardo proprio sotto di noi, si possono ammirare i resti della Torre dello Zirro ( del 1294). Circondato da un alone di mistero questo antico maniero medioevale, che con le sue mura merlate e i camminamenti, posto a cavallo sullo sperone roccioso che divide gli abitati di Atrani ed Amalfi, è stato, per secoli, protagonista di una leggenda poco conosciuta. Si racconta, infatti, che tutti gli occupanti che si sono succeduti ad abitare la Torre hanno dovuto subire le angherie di un fantasma, la cui anima dannata, non riuscendo a trovar pace, molestava i residenti della rocca causando, sistematicamente, danni alla struttura; e così, chiunque provvedeva al restauro dell’edificio, subiva crolli e smottamenti in continuazione.

Ritornati nuovamente al bivio per Pontone, vi è la possibilità di poter effettuare una variante a questo percorso deviando verso destra, in direzione Nord, e raggiungendo le prime case dell’abitato di Scala (altro itinerario!); ma si preferisce puntare direttamente verso il centro della borgata di PONTONE. Il circondario è una successione di terrazzamenti che – aprendosi sui valloni di Atrani e Amalfi – si rincorrono lungo ripidi declivi, e la zona viene arricchita dalla massiccia presenza di un manto vegetazionale, e questo è dovuto anche alle numerose e copiose sorgenti che sgorgano in zona. Difatti, l’irrigazione è fornita dalla captazione di queste ultime che provengono dalle circostanti alture; e l’acqua, attraverso alcuni piccoli canali scoperti, fiancheggia tutte le stradine del borgo, diramandosi nei giardini ai quali viene distribuita secondo antichissime consuetudini. Qui a Pontone s’apre, accanto alla vetusta chiesa di San Giovanni della “lana” (presenza di un fontanile!) una bellissima terrazza panoramica che offre vedute e scorci paesaggistici davvero molto interessanti.  (di ©Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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