Simbolo per eccellenza della Normandia turistica, questo antico villaggio di pescatori che s’affaccia sull’immensità del Canale della Manica, da sempre ha ispirato i più illustri artisti sia dell’arte figurativa che del pensiero letterario come Guy de Maupassant, Corot, Eugène Boudin, Gustave Courbet e Claude Monet.
Incastrato in una cornice paesaggistica davvero unica, le sue bianche falesie che si rispecchiano nel Manneporte, nella Courtine o nell’Aiguille di Belval concedono spazio all’immaginazione, laddove l’uomo è strettamente connesso con la natura circostante, con una sky-line che racchiude una tra le scogliere più famose d’Europa, vero e proprio simbolo della Normandia: la “proboscide” dell’elefante che beve nel mare descritta da Maupassant.
Una lunga e ciottolosa spiaggia divide le gigantesche muraglie (in gesso, silicio e calcare) delle scogliere a picco su un mare che, a seconda delle stagioni, muta piacevolmente i colori dei suoi fondali e sembra quasi di camminare sul ciglio di un universo incantato, un fuori dal mondo dove tutto è così straordinariamente bello, piacevole e rilassante… a parte le folate del vento, che da quassù tira forte!
Un suggestivo sentiero a strapiombo sul mare, ne ripercorre il ciglio delle falesie e le sensazioni di stupore e meraviglia, si lasciano trasportare dall’unicità di un paesaggio che non ha eguali (tranne che per il Sentiero degli Dei, in costa d’Amalfi, nel Mediterraneo) al mondo. La struggente e selvaggia bellezza dei luoghi, ha generato scritti e leggende che si perdono nella notte dei tempi, come grotte in cui sono custoditi tesori e passaggi sotterranei.
Il suono dei campanacci delle grosse mucche al pascolo, si alterna al rumoreggiare delle onde che s’infrangono giù in basso sulle scogliere e allo stridio dei gabbiani che sfiorano le nostre teste. Questo lo scenario che s’apre dalla Falaise d’Amont, la cui cima è caratterizzata dalla cuspide della chiesetta in tipico stile normanno dedicata a Notre Dame d’Amont. La vista da quassù è magnifica, da lasciare letteralmente senza fiato; con un unico sguardo, sono visibili i tetti di Etretat e la scogliera dirimpettaia della Falesia di d’Aval; restare per qualche minuto in contemplazione al cospetto di questo spettacolo della natura… non ha eguali!
I colori si alternano durante il correre del sole, le sfumature del silenzio vengono rotte dalle sferzate dei venti marini. Una comoda discesa in poche decine di minuti conduce direttamente sulla spiaggia di Etretat e qui, una deviazione verso il centro abitato, consente di poter ammirare le bellissime case realizzate a graticcio, lo spettacolare mercato coperto realizzato tutto in legno e i davanzali delle case private e delle strutture ricettive tutte abbellite da finestre, verande e terrazzi in fiore. Questa cittadina sembra essere stata proiettata direttamente da un quadro impressionista dell’800 col suo fascino lievemente retrò ed i suoi antichi e brillanti colori che ne rendono ogni sfumatura un gioiello da conservare gelosamente.
Ed è proprio da uno di questi bunker che s’affaccia sullo splendido arco costiero di Etretat che parte il sentiero (inizialmente con una progressiva gradinata) che, lentamente, conduce ad ammirare il Manneporte, un arco in pietra naturale alto circa 90 m, alle cui spalle si impenna il gigantesco obelisco calcareo dell’Aiguille, alto circa 70 m; principali gioielli naturalistici della Falaise d’Aval. La lieve ascesa porta ad ammirare vedute mozzafiato sulle sottostanti scogliere, e sulla cittadina normanna; luoghi impervi, da far paura, laddove solo i gabbiani osano sostare per nidificare.
Il panorama che offrono queste falesie soprattutto durante il tramonto, è talmente così bello da lasciare senza fiato; come pure quella sensazione dl brivido che si prova guardando i precipizi delle scogliere che sprofondano in mare… Etretat, non merita una fugace visita, perché è come una bellissima donna che – col tempo – si lascia ammirare e scoprire… poco alla volta! (di ©Andrea Perciato )
