ABU-TABELA non è altro che la trasposizione “islamica” del cognome AVITABILE legato a Paolo Avitabile, napoletano di umili origini, nato in terra d’Agerola, soldato di ventura e ufficiale (generale) del Regno delle Due Sicilie che, dopo la caduta del Regno, reclamato per le sue “astuzie” militari a contrastare i sempre più frequenti atti di brigantaggio e assalto alle carovane lungo la via della seta, giunse in Oriente nel XIX secolo, per rimanervi molti anni ed entrare nella leggenda come “il terrore afgano”.
Pochi esempi ci fanno capire di che “pasta” fu questo spietato generale. Un nome per sempre legato al temibile pragmatismo del giustiziere di Pashawar che aveva ghermito i ribelli “pashtun” facendoli uccidere davanti ai suoi occhi, mentre lui, impettito e coperto di alamari, beveva caffè per colazione. Arricchitosi per i servigi recati ai pashià e mahārājà nel salvaguardare loro beni di trasporto sulle vie dei commerci, divenne ricco e acquistò terreni e beni immobiliari ad Agerola facendovi costruire, in San Lazzaro, un poderoso palazzo.
Muovendosi dalla Piazza Avitabile, al centro di San LAZZARO (Comune di Agerola – NA), si passa presso la Masseria (con un bel portale in pietra) appartenuta alla famiglia del Generale Avitabile e si segue per un breve tratto asfaltato superando, in discesa, alcuni tornanti che conducono attraverso le case in contrada Tuoro (625 m), che sporge proprio a picco sul Vallone di Furore. Da qui, seguendo una buona segnaletica allestita dalla F.I.E. (Federazione Escursionisti Italiani) e che indica la direzione per l’Orrido di Pino, si imbocca un sentiero in discesa che sfiora le basi rocciose di una gigantesca parete calcarea sotto cui si aprono diverse cavità ipogeiche che nel tempo hanno ospitato antichi ricoveri rupestri; queste tracce di ruderi addossati sul fianco della rupe in roccia identificano i resti della vecchia “Polveriera”.
La discesa serpeggia fino al centro della gola, alla testa del Vallone di Furore ove, in una intensa cornice paesaggistica (per la presenza di cascatelle, salti d’acqua tra le rocce, scorci vertiginosi sul mare, pozze, anfratti) colma di verde e chiusa da cieli di roccia, con un breve salto sul greto del Rio Penise si supera e si guadagna (460 m) la sinistra orografica del vallone.
Da qui ora ha inizio il sentiero dedicato ad “Abu Tabela” (il leggendario generale Avitabile originario di Agerola che operò nelle lontane terre orientali), attraverso una copiosa vegetazione ricolma di felci e macchia bassa. La pista – con andamento sinuoso e scosceso – termina (500 m) presso le prime case di Pino, proprio a picco sulla gola, all’altezza di Punta Scotelo; sotto una terrazza panoramica s’apre il profondo baratro di Furore con impressionanti conformazioni geo-morfologiche dalle forme più bizzarre. Il sentiero termina sul 3° tornante della rotabile (all’altezza del km 9) di FURORE (503 m), il paese “dipinto”.
Per un po’ si prosegue in lieve ascesa attraversando le case strette e lunghe affacciate sulla strada. Grandi o piccole che siano esse hanno le pareti tutte affrescate e dipinte – nel corso degli anni – da artisti provenienti da ogni dove. Il principale tema raffigurato è Furore con tutti i suoi elementi più significativi come i terrazzamenti, i limoneti, i vigneti, il fiordo, i pescatori, i marinai, i contadini, i muli, Bacco, Nettuno, i fondali marini. Si passa accanto alla Chiesa di San Giacomo (con la sua bella cupola maiolicata) sfiorando terrazzamenti murati, terrazzini ricchi di fiori, piante rampicanti aggrappate ai pergolati, gradoni e vicoli colmi di limonaie fino a raggiungere il termine di questo itinerario tra le case in Contrada Santo Jaco (550 m) e potersi affacciare da una terrazza panoramica, assistendo allo spettacolo del tramonto; più oltre – sparsi come chiazze che emergono dall’intensa vegetazione – alberi di carrubo, fichi tortili, copiosi palmizi e ulivi argentati. (di ©Andrea Perciato)
