Amalfi (SA, Italy)… tersori d’arte e di natura custoditi nel Vallone delle Ferriere

Per questo itinerario si consiglia – a chi si reca per la prima volta nella città ducale di AMALFI – di iniziare la visita soprattutto dalle sue bellezze artistiche e culturali come il Duomo, la Cripta, il Chiostro del Paradiso e gli Arsenali. Per accedere invece in quel meraviglioso angolo di “Paradiso Verde” che è la Valle dei Mulini (o delle Ferriere), si parte dalla Piazza principale, quella antistante la gradinata ed il romanico Duomo di Amalfi in cui sono conservate le spoglie del Santo apostolo Andrea.

Da qui si prosegue in avanti verso la periferia N all’interno della cittadina marinara. La via principale attraversa e case e palazzi dalle molteplici fatture architettoniche; superati un arco ribassato e ci si trova immediatamente a monte di Amalfi, nella sua periferia settentrionale, proprio all’altezza delle più grosse (e antiche) cartiere (Marino, Amatruda, Milano, ed altre) fabbriche per la lavorazione e produzione della famosa “carta amalfitana”. Gliamalfitani sono un popolo della costa in possesso delle tecniche dell’andar per mari sia a vela, che per strumentazione; esperti maestri d’ascia con tradizioni cantieristiche tra le più forti del passato; tecnici d’ingegneria contadina applicata allo sfruttamento delle verticalità dei terreni sospesi; artisti completi e creatori di forme (ceramiche e maioliche); astuti commerciati che correvano lungo le rotte di tutti i mari esplorati; abili imprenditori ed instancabili lavoratori con le famose produzioni artigiane della carta e delle paste alimentari.

Da qui ha inizio e si allunga uno stretto vallone, la Valle dei Mulini, una profonda gola incassata ricca di verde, profumi, colori e numerose sorgenti che introduce all’interno della Valle del Canneto. A poche decine di minuti dell’inizio del sentiero compare, ancora maestosa, la prima centrale idroelettrica amalfitana (attiva tra il 1910 e il 1944) ove è possibile fare una breve sosta. Solo tra XVII e XVIII secolo questi luoghi aspri, brutti e misteriosi, lontani e difficilmente accessibili, cominciarono a destare l’interesse dei più arditi viaggiatori del tempo (artisti, poeti, narratori, geografi, filosofi, musicisti) i quali, alla scoperta della solitudine a tutti i costi e all’incontro con se stessi, viste le meraviglie che potevano toccare con mano, cominciarono a privilegiare i paesaggi aspri e inviolati, in quei contesti come specchio della contemplazione ideale alla ricerca di altre culture, di altre verità, di altre nature.

Questa valle una volta era la sede di antichi insediamenti di archeologia rupestre/industriale, le cosiddette “cartiere” che servivano per la lavorazione artigianale della famosa carta detta di “Amalfi” che consisteva ne: la cernita degli stracci di lino, il lavaggio e la fermentazione dei cenci, il taglio degli stracci, i molini per la tritura dei cenci, l’imbianchimento della pasta, la formazione del foglio (o casso), la compressione e l’asciugamento, l’incollatura di pesce, la lisciatura e l’allestimento. In prossimità dei ruderi più grossi (171 m), ove più folta è la presenza di rovi, fitta vegetazione, travi pericolanti e calcinacci, è preferibile evitare di entrare per la instabilità delle strutture portanti (i solai). A poche centinaia di metri dalla centrale, continuando a salire all’interno della valle, si incontra una bella cascata superabile attraverso scalini (attrezzati) posti al margine destro (sx orografica) del percorso.

La vegetazione ora comincia ad infittirsi e, mentre il bosco diventa più rigoglioso accompagnato dal suono delle acque del Canneto, compaiono i ruderi delle fornaci delle antiche fabbriche di ferro. Si risale, passando poi, attraverso i ruderi di antichi acquedotti medioevali (presenza di archi in pietra) mentre la natura del luogo si presenta ombrosa, sempre immersa nel fitto verde della vegetazione, con una notevole ricchezza di chiare e fresche acque provenienti dalle montagne sovrastanti e che formano un infinito numero di piccole e grandi cascate, di rivoli, salti, vasche e torrentelli. La bellissima esplosione di colori e di profumi che emana la natura del posto, porta a far correre gli occhi verso i più particolari angoli che circondano le irte pareti della vallata: vasche naturali, cascate dai fragorosi salti, rocce calcaree dalle sembianze più strane e curiose, vischi e muschi dalle incredibili tonalità di verde, zampilli di ruscelli e fontane naturali d’acqua calcarea. E’ sconsigliabile bagnarsi perchè anche nella più calda delle estati, l’acqua, sempre chiara e fresca, risulta abbastanza gelida.

Il sentiero termina in prossimità di una recinzione posta dal Corpo Forestale dello Stato per preservare la Riserva Naturale al di là del termine della valle del Grevone. L’area protetta è chiusa al transito, per accedervi bisogna contattare il Comune di Scala e prenotare una visita al suo interno!). Una volta varcati l’accesso si arriva così al cospetto di due cascate di cui la più alta compie un salto di circa 60 metri: qui siamo proprio al centro della Valle delle FERRIERE.

Si tenga conto del particolare luogo che si sta attraversando e si rispetti qualsiasi cosa: ruderi, animali come anfibi, rettili e volatili, acque e piante che sono presenti e vivono in questa valle che risulta essere una gola molto incassata, ricca di numerose piccole sorgenti e presenta riunite – nel suo tratto superiore – varie specie di altissimo interesse fitogeografico, oggi tutte estremamente rare e che raggiungono dimensioni gigantesche e lussureggianti: su tutte spicca la rara felce bulbifera Woodwardia Radicans, lunga fino a due metri, che cresce spontaneamente e si sviluppa e sopravvive solo in questa particolare vallata; la “Pteris Vitata” alta fino a 1,5 metri e la “Pteris Cretica” che arriva a 80 centimetri oltre ad esemplari quali la “Carex Grioletus”, la “Pinguicola Hirtiflora” e la “Parnassia Palustris”.

L’area protetta della Riserva Naturale Orientata Protetta ha una bellissima cascata circondata da rocce calcaree ricoperte dal muschio e dalla rarissima felce bulbifera Woodwardia Radicans, che cresce spontaneamente e si sviluppa e sopravvive solo in questa particolare vallata; tutto ciò intriso dai mille rivoli d’acqua che, come una colonna sonora, ne perpetua il ritmo fin dalla notte dei tempi. Nella stessa valle, ma poco più in basso nella sua parte centrale, s’aprono antichi insediamenti di archeologia rupestre/industriale, le cosiddette “cartiere” che servivano per la lavorazione artigianale della famosa carta detta di Amalfi. (di ©Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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