Studiare è una cosa meravigliosa, la storia – soprattutto – è un qualcosa che, se ti riesce a prendere, ti coinvolge completamente… ma è quando ti trovi al centro di essa che si diventa (emotivamente) protagonisti assoluti di eventi che hanno lasciato il segno per sempre; ed è qui – su questa immensa spiaggia si sabbia bianca (in uno dei punti più a settentrione, nell’Alta Francia) dai bassi fondali, sono state scritte alcune delle più sanguinose pagine della II Guerra Mondiale ed è avvenuta una tra le più imponenti operazioni di salvataggio (che coinvolse anche i civili) per strappare alla morte migliaia di giovani vite; praticamente, il grosso della spedizione di intervento in Europa dell’esercito inglese!
Dunkerque/Dunlirk è quella lunghissima spiaggia di bianca e finissima sabbia (molto più sottile della farina!) che s’affaccia sul Canale della Manica ad un centinaio di km dalle coste inglesi. Qui, agli inizi di giugno del 1940, quando la guerra infuriava nel cuore dell’Europa, l’esercito britannico e parte di quello francese, insieme ai contingenti di truppe del Marocco, della Polonia e del Belgio si vennero a trovare in una situazione disperata. Migliaia di uomini circondati: davanti a loro, nell’entroterra, l’organizzatissimo esercito di Hitler, alle loro spalle, dietro, il mare del Canale della Manica.
Così, mentre per i francesi la guerra era già persa, per la maggior parte dei soldati britannici la situazione era diversa; in quel drammatico momento, erano bloccati in Francia. Il 21 maggio gli anglo-francesi si accorsero di essere circondati. Il 26 maggio i tedeschi ricominciarono ad attaccare su tutti i fronti, vi terra con i carri armati e la fanteria, nel cielo con gli Stukas ed i Messerschmitt Bf 109 aerei. La sera del giorno prima il governo britannico aveva preso la sua decisione: organizzare il rientro dei propri soldati con una gigantesca operazione di soccorso via mare; l’esercito britannico in Francia sarebbe stato evacuato per l’unica via di fuga possibile: il mare.
L’operazione venne chiamata “DYNAMO” e fin dal primo momento tutti i partecipanti si resero conto che sarebbe stata un’operazione ai limiti dell’impossibile. Una volta arrivate al porto francese di Dunkerque (Dunkirk in inglese), le navi avrebbero dovuto avvicinarsi ai due lunghi moli frangiflutti che dal porto si allungavano verso il mare per più di un chilometro. E avrebbero dovuto caricare i soldati in attesa sulle spiagge, pigiati gli uni sugli altri gomito a gomito lungo i moli, per poi ripartire. Sulle spiagge, in quel momento, c’erano 400 mila soldati in attesa di essere portati in salvo: chi sarebbe rimasto sarebbe certamente stato catturato o ucciso.
Il 27 maggio, meno di 8 mila soldati vennero imbarcati. Le operazioni dovevano essere accelerate e venne dato ordine di iniziare a imbarcare gli uomini anche lungo le spiagge. In Inghilterra, sui moli, i porti e i canali che s’affacciano sulla Manica, squadre della marina furono mandate a requisire migliaia di piccole imbarcazioni civili e un accorato appello fu lanciato a tutti i proprietari e/o possessori di barche nel sud dell’Inghilterra perché corressero in soccorso all’esercito intrappolato sulle spiagge francesi.
Il giorno dopo centinaia di piccole imbarcazioni civili, a volte guidate dai loro stessi proprietari, muovendosi dalle coste inglesi si affiancarono ai cacciatorpediniere della marina nelle operazioni di salvataggio. Il 28 maggio, quando appena 25 mila soldati erano già stati evacuati, l’esercito belga – alleato dei britannici – viste le condizioni di inferiorità e mancanza di rifornimenti, si arrese. Il 29 maggio gli evacuati salirono a 45 mila, mentre i tedeschi, coi loro cannoni e l’ausilio della Luftwaffe riuscirono ad affondare 19 navi britanniche e francesi causando gravi perdite. Grazie agli sforzi e ad atti di eroico sacrificio da parte dei “Bleu” (i soldati francesi) via terra, degli aerei britannici (Spitfire ed Hurricane inglesi) in cielo e dei marinai e dei civili in mare, nei successivi quattro giorni cruciali dell’operazione furono messi in salvo almeno altri 120 mila soldati.
Dal 2 giugno in poi evacuare di giorno divenne praticamente impossibile, talmente i tedeschi erano arrivati vicino alle spiagge. Gli ultimi quattromila soldati britannici vennero messi in salvo durante la notte del 3 e 4 giugno. La mattina dopo, 40 mila soldati francesi che avevano difeso accanitamente Dunkerque non ebbero altra alternativa che arrendersi ai tedeschi del generale Guderian. In dieci giorni di operazioni, 338 mila soldati furono portati in salvo, circa 240 mila britannici e altri 100 mila francesi. L’esercito britannico fu messo in salvo ma dovette lasciare in Francia tutto il suo equipaggiamento. L’onore fu salvo, così come anche l’orgoglio, ma fu il morale che venne distrutto.
Per quei soldati inglesi salvati e scampati alla morte, la rivincita non tardò ad arrivare (D-Day) a non più di 4 anni di distanza; ma questa… è un’altra storia! (di ©Andrea Perciato)
