Come leggenda vuole… è sempre un cielo plumbeo quello che al mattino risveglia i londinesi. Sembra che venga a piovere, invece sono solo nubi basse che solo raramente riescono ad offrire un leggero spiraglio di cielo azzurro e, soprattutto quando si è più fortunati, un labile raggio di sole!
Fatta questa mattutina considerazione, riprendiamo a girovagare attraverso le meraviglie di questa incredibile città; crediamo che se New York sia la capitale del continente americano, è qui a Londra che si riconosce l’anima pulsante, più viva e autenticamente vera di quella che può essere definita, a ben ragione (senza nulla togliere a Parigi, Berlino, Vienna, Roma, Madrid…), la capitale del continente europeo (da non confondere con la UE, di cui la “brexit” ha determinato il distacco del Regno Unito dall’Europa, unione che dura dal 1976, di quando la “iron lady” Margaret Tatcher – allora Primo Ministro – acconsentì a questa adesione!).
Riprendiamo da quel serpentone d’acqua che è il Tamigi e da quel bel ponte, il “Westminister Bridge” che fu teatro, qalche anno fa, di un grave attentato! Bellissima sky-line ma un pò delusi per non poter ammirare la splendida mole del Big Ben tutta ingabbiata da impalcature per lavori di restauro, manutenzione e pulizia. In Parlamient Square si erge una gigantesca statua di Winston Churchill, icona della resistenza e della vittoria dell’intero popolo britannico sul Nazismo durante la II Guerra Mondiale.
Imbocchiamo verso nord, Whitehall Parlamient Street e ci ritroviamo al centro della vita politica di questo popolo; un enorme cancello nero, presidiato da poliziotti in assetto antiterrorismo, sorveglia quella stretta via (sbarrata anche dai “jersey” messi di traverso) conosciuta in tutto il mondo per essere la sede – al numero civico 10 – del primo ministro inglese, oggi Boris Johnson: Downing Street.
Continuando si vedono al centro della strada e in successione, una serie di statue raffiguranti eroi e protagonisti delle guerre (dalle coloniali alle mondiali) che hanno compiuto gesta rimaste vive nel ricordo degli inglesi. Poche decine di metri e si raggiunge la Horse Guard, la guardia a cavallo che fa da scorta alla famiglia reale in tutte le uscite pubbliche; bellissimi i cavallerizzi nelle loro uniformi rosse.
La grande via sfocia in quella che, per i londinesi, è la piazza per eccellenza: Trafalgar Square, da cui si erge la Nelson’s Column, dedicata al famoso ammiraglio Horatio che riportò vittorie inglesi su tutti i mari del mondo. Come il frontale di un tempio classico greco, s’apre il colonnato della possente National Portrait Gallery e, come appena varcati l’ingresso, mi sento un pò come a casa mia; sale, quadri e opere d’arte raccolte in questa gigantesca galleria che accoglie ritratti, pale, dipinti, affreschi, disegni, tra cui spiccano, su tutti, opere del napoletano Luca Gior-dano fino ai grandi come Michelangelo, Raffaello e Leonardo (con la sua Vergine delle rocce); circondarsi – anche se solo per poche ore – di tutte queste meravigliose opere d’arte, per me che vivo di MIBACT da decenni… mi riempie decisamente di gioia!
Comincia a fare tardi ed il cielo plumbeo ricopre, come una oscura coltre, quel poco di luminosità che – poco alla volta – va tramutandosi da grigio a nero. Per rientrare ad Earl’s Court ripercorriamo il fiume Tamigi lungo la sua bella passeggiata che ne costeggia la sponda sx orografica; qui, tra luccicanti ponti (come l’Albert Bridge) e la fantascientifica ex fabbrica della vecchia centrale elettrica di Battersea Power Station, quartier generale della Apple, già famosa per essere stata ritratta sulla copertina di Animals, disco dei Pink Floyd del 1977, di-segnata dal bassista Roger Waters.
L’umidità incalza, così come anche le refole dei venti del nord, e questa giornata a spasso per alcune meraviglie londinesi volge al termine; per ritrovare un pò di tepore, la presenza dei numerosissimi pub, di cui alcuni anche storici e rinomati per aver ospitato famosissime band musicali, offrono piatti semplici e birra a go gò per poter scambiare quattro chiacchiere, leggere libri e potersi rilassare. (di ©Andrea Perciato)
