monti del POLLINO (PZ/CS), un’incredibile avventura attraverso il “circuito” degli Dei

Il POLLINO, quel “regno” degli Dei al di sopra delle nubi e che domina, nell’arco di poche decine di chilometri, due mari… resta, comunque, sempre una tra le più belle e suggestive avventure dell’escursionismo e del trekking qui al Sud!

Il Pollino, uno dei complessi orografici più vasti d’Italia, è ripartito in tre distinte aree. La dorsale meridionale scorre lungo un susseguirsi di pareti rocciose intervallati da altipiani di natura carsica. Dal nucleo centrale, il più elevato, emergono Serra Dolcedorme (2267 m), il Pollino (2248 m) e Serra del Prete (2180 m); un immenso altopiano centrale, ricco di pascoli e praterie, si dispone ad anfiteatro con pianori che variano fra i 1790 e i 1960 metri. A N Serra delle Ciavole (2130 m) e Serra di Crispo (2053 m) chiudono questa teoria di orizzonti. Ad E, imponenti rilievi rocciosi isolati: Timpe della Falconara (1656 m) e di S. Lorenzo (1652 m). Sentieri e strade forestali (non tutti ben segnati) attraversano il Parco.

Io credo che l’avventura sia una conquista emotiva, una dimensione mentale, un essere predisposti spiritualmente (e forse inconsciamente) ad accettare l’incognito, l’imprevisto, la mancata sicurezza di certezze… E così è stato anche per questa nuova esperienza sul Pollino. Tuoni, fulmini, temporali, cascate d’acqua che scivolano giù all’improvviso oscurando ogni possibile visuale.

Non è stato un piombarsi a testa bassa consapevoli di venirsi a trovare in situazioni di disagio ma, già in precedenza siamo stati più volte bloccati dalle pessime condizioni meteo e questa volta, al Pollino, davvero nessuno voleva rinunciarci. Com’era comprensibile, il 30/40 % delle presenze previste hanno rinunciato, ma ormai la macchina organizzativa era già avviata e fermarla… non era una opinione!

Campotenese, la lunghissima e interminabile salita di 12 km che raggiunge il rifugio De Gasperi, supera lo svalicamento di Colle dell’Impiso e – finalmente – raggiunge il pianoro della fonte del Visitone, da oltre 30 anni il campo base di ogni nostro bivacco notturno e accampamento per l’ascensione al “GIARDINO degli DEI”. Sono oltre 30 anni che si ripete il consueto appuntamento con l’ascesa e l’incredibile traversata ad anello degli altipiani del Pollino “coronati” dalle cinque cime più alte del Parco Nazionale del Pollino, a cavallo tra Basilicata e Calabria: Serra del Prete (2181 m); cima Pollino (2248 m); Serra Dolcedorme (2267 m); Serra delle Ciavole (2130 m); Serra di Crispo (2054 m); praticamente… la più bella e suggestiva traversata delle ultime cinque cime al di sopra dei 2000 metri d’altezza del continente europeo.

I lontani boati dei tuoni preannunciano l’arrivo dell’ennesimo temporale e, man mano che il giorno cede il passo alla sera, verso il tramonto, un lunghissimo arcobaleno saluta il nostro arrivo. Sbattere di fronte alla cruda realtà non fa piacere a nessuno e questa porta il nome di: accampamento ridotto ad un enorme pantano! Nel frattempo si cercano soluzioni sul dove (e come) poter trascorrere la notte; ed ecco che la “magica” lampadina di disneyana memoria fa breccia nelle nostre menti. Risulta evidente l’impossibilità di montare le tende, e allora che si fa…? Si bussa alla porta dell’intuito, si lascia spazio all’ingegno e si adottano tutte le possibili soluzioni mettendo in campo le astuzie dei tantissimi anni di vita vissuti all’aperto!

L’escursione mattutina ci fa ritrovare in cerchio a Colle Impiso per dare avvivo ad una piacevolissima escursione tra copiose faggete, acque sorgive, la magia di un bosco con i suoi colori e le sue incredibili “forme”, i campanacci delle mucche e i lontani nitriti di cavalli al pascolo lasciano comprendere la salubrità dell’aria e i profumi del tappeto erboso d’altura. E’ ancora notte fonda memtre le stelle brillano ancor più forte lassù in alto nel cielo. Guidati dalle nostre “frontali” s’imbocca la traccia del sentiero che scende verso Piano Toscano.

Piano Toscano ci lascia un attimo riprendere fiato; l’obiettivo prefissato era quello di raggiungere il “Giardino degli dei” ma i ripetuti capovolgimenti meteorologici, ci inducono a ripiegare su luoghi “simbolo” (ma altrettanto belli e interessanti) del Pollino. Si risale lungo Piano Toscano per compiere l’ultimo sforzo nel raggiungere i loricati “danzanti” e genuflettersi al cospetto delle “Sentinelle” del Pollino, due giganteschi (e ultrasecolari) pini loricati che immettono alle quote più alte di questo incredibile paesaggio montano che è il Pollino con la suggestiva cornice dei suoi pianori.

Con uno sguardo che scivola – per 270° – da ovest verso sud-ovest riconosciamo, tra le nubi e qualche macchia di cielo azzurro, Serra del Prete, colle Gaudolino, il Pollino, colle Malevento, Serra Dolcedorme, piano Acquafredda, Serra delle Ciavole mentre dietro, alle nostre spalle, incombe l’ennesimo temporale preannunciato dal rombo di lontani tuoni in avvicinamento; restare oltre non è prudente e si riprende nuovamente la traccia del sentiero che ci riporta sulla pista principale per fare rientro, sotto un’alternanza di leggeri piovaschi, a Colle Impiso. Ed anche questa volta il Pollino ci saluta alla “sua maniera”; ma lui è sempre lì, pronto nuovamente ad accoglierci… alla prossima, ciao! (di ©Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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