“Via di Francesco” (PG, Umbria)… dal “sogno” di Francesco in Spoleto ai silenzi contemplativi di Trevi

Siamo a SPOLETO (PG), ma per un attimo, ritorniamo indietro ai tempi del “Santo” Poverello di Assisi… “Subito dopo gli appare in visione uno splendido palazzo, in cui scorge armi di ogni specie e una bellissima sposa. Nel sonno Francesco si sente chiamare per nome e lusingare con la promessa di tutti quei beni…” E infatti un’altra notte, mentre dorme, sente di nuovo una voce, che gli chiede premurosa: “dove intendi recarti?” Francesco espone il suo proposito, e dice di volersi recare “in Puglia per combattere.” Ma la voce insiste e gli domanda “chi ritieni possa esserti più utile, il servo o il padrone…?” Ha finalmente così inizio il Cammino lungo la Via di Francesco!

Dopo le splendide atmosfere medioevali di Spoleto, soprattutto quelle godute dal tramonto alla notte, tra i suoi vicoli, le rampe, l’incredibile Ponte delle Torri, gli acciottolati, le piazze, le fontane e la monumentale Cattedrale con la sua scenografica facciata e la sua poderosa Rocca Albornoziana che si erge – nella più intensa oscurità – a guardia della “Via Flaminia”, spostandosi di qualche km fuori l’abitato e immersi tra gli argentei uliveti della valle umbra, tra facili saliscendi si raggiungono le silenziose case del villaggio di Poreta.

Lasciando alle spalle la Comunanza Agraria, si prende in direzione nord, costeggiando un filare di alberi che cela un campo sportivo. Usciti dalla borgata, all’incrocio con la strada provinciale SP 458/1 si scende a sinistra per la stessa e alla prima deviazione, seguendo le indicaizioni dell’apposita segnaletica, si volge a destra per una strada sterrata che sttraversa ampi appezzamenti di terreni coltivati a uliveto.  In breve tempo la sterrata curva a sinistra con una salita in notevole pendenza. Si cammina lungo decine di metri sistemati al margine della pista con muretti a secco che contengono le copiose coltivazioni d’olivo delle colline dell’Umbria. Si riprende nuovamente la tranquilla (e per niente trafficata) strada provinciale, fino a giungere nella frazione di Lenano, dove è la presenza di una fonte d’acqua. Superata una graziosa edicola votiva, la cui presenza è uno dei segni distintivi delle campagne umbre, si prosegue in direzione di Campello Alto, già ben riconoscibile alla vista per le candide mura perimetrali a pianta circolare. Si scende a sinistra lungo via Don B. Fabbrizi fino a giungere ai piedi di Campello Alto, in prossimità del Convento dei Padri Barnabiti, ove è possibile poter essere accolti per una breve sosta di riposo e potersi rinfrescare.

Da Campiello Alto seguendo le indicazioni per Trevi, si lascia la strada principale e si sale su via San Silvestro. La salita presenta uno strappo iniziale in notevole pendenza, per fortuna breve. Dopo circa 1 km la pista riprende la comoda strada sterrata e si cammina tra i grandiosi alberi di pino e i  terrazzamenti delle piante d’olivo in uno scenario ambientale completamente avvolto dai silenzi; laggiù in basso verso sinistra, si estende la splendida Valle Umbra. Si inizia così a scendere mentre sull’orizzonte dei nostri occhi già si intravede in lontananza il grande muro che racchiude l’eremo francescano del “Giardino delle Allodole”. Giunti ad una staccionata in legno, si sale prima su sentiero e poi lungo una carrareccia che attraversa fiorenti uliveti. In alcuni tratti il percorso è ciottoloso e ripido, ma con passo lento lo si riesce ad affrontare agevolmente, fino a giungere nei pressi della cancellata in legno dell’eremo francescano, detto il “Giardino delle Allodole” intenso luogo di meditazione e di contemplazione, con un bel viale alberato, prati e panche ben curati ed ambienti che in passato hanno accolto anche il “riposo” di Francesco quando peregrinava per la valle Umbra. Questo singolare luogo che non sempre è accessibile, viene curato da sorelle in uno stato di semiclausura, sorelle che – all’occorrenza – offrono sollievo nel confortare gli stanchi pellegrini di passaggio con sorsi d’acqua e limone, mentre i racconti delle loro esperienza di vita meditativa coinvolgono e catturano l’attenzione di tutti.

Si lascia l’eremo alle spalle e si prosegue lungo la comoda carrareccia che parte da esso; prima di giungere al cancello di una proprietà privata però, si fa attenzione a prendere sulla sinistra, costeggiando la recinzione, per poi piegare sulla destra. Superata la località i Falcioni si ritorna su asfalto e si raggiunge la località i Camponi, dove si trova una fonte d’acqua. Si scorge in lontananza l’abitato di Bovara, luogo della “visione” di Fra’ Pacifico. Si continua a scendere per attraversare l’abitato di Alvanischio ed appena superati un incrocio, si giunge in località La Croce, dove si gira a destra e si prosegue per un breve tratto su asfalto. Al segnale giallo-blu si gira decisamente a sinistra su bianca e polverosa carrareccia ed inizia il piacevole tratto che conduce verso TREVI, già ben visibile sulla sinistra. Superato il muro di cinta del Santuario della Madonna delle Lacrime, che vale comunque una visita, si raggiunge l’antica porta d’accesso (Porta Nova) che immette nel centro storico di Trevi. Da qui si può entrare nella città e risalire lungo le scalette dei vicoli del centro, oppure si lascia la porta sulla sinistra e si sale su strada, costeggiando le mura esterne dell’antico comune, fino a sbucare nella centralissima Piazza Garibaldi; da qui, poco accanto sulla sinistra, per un vialetto lastricato in ciottoli, si entra nell’antica Piazza Mazzini, nel cuore dell’antico borgo determinata da chiostri e scenografici porticati! (di ©Andrea Perciato)

Pubblicato da Andrea Perciato

Sono una Guida Ambientale Escursionistica dell'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Giornalista/pubblicista, esperto della progettazione di itinerari escursionistici e della promozione turistica mirata all'ambiente e alla natura. Amante del sapere e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare e da raccontare. Camminare, sognare, respirare e amare questo bellissimo e incredibile mondo.

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